La leggenda di Guidarello Guidarelli

Non c’è da soprendersi che il Guidarello – di cui abbiamo iniziato a parlare nel precedente post – sia divenuto oggetto di una delle sezioni del video contest #myRavenna. Be inspired: come vedremo, è stato infatti fonte di ispirazione per molti artisti nel corso dei secoli, ha suggestionato innumerevoli visitatori e si dice che abbia ricevuto anche qualche milione di baci.

Sicuramente, dobbiamo ammettere che sia molto fotogenico: trovo affascinanti le fotografie che lo rappresentano perché spesso accade che l’obiettivo ne ingentilisca la bocca e l’espressione. Se si osserva bene la statua nella Loggetta Lombardesca del Museo MAR dove si trova, si può leggere nelle sue labbra una leggera smorfia, che tradisce la sofferenza che portò il cavaliere alla morte. La scultura pare sia stata creata avendo a disposizione la maschera mortuaria di Guidarello, che quindi doveva essere del tutto simile al viso marmoreo.

A proposito della bellezza della sua scultura, molti di voi sapranno già che è stato catturato anche dall’obbiettivo della macchina da presa di Marcello Aliprandi per il film La ragazza di latta. Nei titoli di testa, infatti, la protagonista interpretata da Sydne Rome si china sulla statua per baciare le sue labbra marmoree.

Guidarello Guidarelli gif | © www.youtube..com

Il Guidarello Guidarelli ne La ragazza di latta | © www.youtube.com

Il bacio cinematografico non è che uno tra i tanti: gli innumerevoli baci che il Guidarello ha ricevuto non sono merito solo del suo fascino, ma anche di una leggenda che, sicuramente, i ravennati conosceranno mentre forse è meno noto il motivo per cui nacque.

Negli anni Trenta la statua del cavaliere era stata mandata a Parigi per una mostra sull’arte rinascimentale italiana al Petit Palais e, quando fece ritorno a Ravenna, si notarono alcuni difetti che non aveva alla sua partenza. Fu rinvenuta infatti una crepa superficiale sul piede destro della scultura, che oltretutto sembrava sporca e imbrattata, come se ne avessero fatto un calco e non fosse stata ripulita a dovere.

L’Accademia di Belle Arti di Ravenna decise allora di non prestare più la Lastra tombale in occasione di mostre e non la fece partire per l’esposizione già fissata a Budapest. Ne seguirono molte polemiche e, nel tentativo di metterle a tacere, si disse che il Guidarello era tornato sporco del rossetto delle tante parigine che avevano voluto sfiorare le sue labbra.

Questa storiella, inventata dall’allora direttore dell’Accademia Vittorio Guaccimanni, fu resa più accattivante dai giornalisti di allora, che misero in circolo la diceria che sarebbero andate in sposa entro l’anno coloro che avrebbero baciato il bel Guidarello. La leggenda prese a circolare ancora di più negli anni Cinquanta e Sessanta, grazie all’enfasi romantica di articoli usciti su riviste come «Oggi», «Epoca», «Confidenze», «Il Tempo».

Per l’effetto che il Guidarello ha suscitato non si può fare a meno che pensare alla sindrome di Stendhal.
In passato, quando il Museo d’Arte era ancora Pinacoteca Comunale, si dovette addirittura provvedere a nasconderlo per qualche tempo, per evitare che le effusioni amorose delle sue ammiratrici potessero danneggiarlo: sembra che alcune donne avessero tentato di nascondersi nelle sale del museo per restarvi la notte e passarla con l’uomo d’arme.
Per qualche anno fu quindi portato nei seminterrati e momentaneamente sostituito con una copia. Ovviamente, per preservare la statua correttamente, oggi è vietatissimo avvicinarsi troppo alla Lastra e toccarla, soprattutto in seguito all’attento restauro di cui è stata oggetto!

Il Guidarello ha ispirato generazioni di visitatori già prima che la leggenda su di lui circolasse, sia italiani che stranieri. In Europa il nostro cavaliere fu conosciuto grazie alle testimonianze e ai racconti di viaggiatori o dei giovani che sostavano in Italia durante il grand tour. Ne scrisse anche Louise Colet, che fu a lungo compagna dello scrittore Gustave Flaubert, dicendo di esserne rimasta abbagliata.
Non c’è quindi da stupirsi se possiamo trovare delle copie del Guidarello in giro per il mondo tanto che oggi ospitano una riproduzione il South Kensington Museum di Londra, il Museum of Fine Arts di Boston e quello di Buenos Aires.

Guidarello, Gabriele D'Annunzio | © Wikimedia

Ravenna, Gabriele D’Annunzio | © Wikimedia

Per chiudere in bellezza questo breve percorso, riporto di seguito il testo di Ravenna, poesia scritta da Gabriele D’Annunzio in onore del nostro cavaliere:

Ravenna

Ravenna, Guidarello Guidarelli
dorme supino con le man conserte
su la spada sua grande. Al volto inerte
ferro morte dolor furon suggelli.

Chiuso nell’arme attende i dì novelli
il tuo Guerriero, attende l’albe certe
quando una voce per le vie deserte
chiamerà le Virtù fuor degli avelli.

Gravida di potenze è la tua sera,
tragica d’ombre, accesa dal fermento
dei fieni, taciturna e balenante.

Aspra ti torce il cuor la primavera;
e, sopra te che sai, passa nel vento
come polline il cenere di Dante.

 

E voi, siete già stati stregati dal Guidarello?

Il viaggio è la mia dimensione, l’amore per la scoperta una delle sue forme.

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