Invader a Ravenna

Il nome di Invader a Ravenna vi dice qualcosa? Chi non conosce il nome di questo artista francese, forse però conoscerà Space Invaders, il videogioco giapponese vintage (correva l’anno 1978…) a cui si è ispirato. Magari il titolo non vi è noto, ma sicuramente vi è già capitato di vedere i suoi alieni pixelati da qualche parte, specie se frequentate la nostra città.

Di questo artista, celebre in tutto il mondo, non si conosce la vera identità. Si definisce un “UFA”: Unidentified Free Artist, ossia “artista libero e non identificato”.
Numerosissime sono le sue opere che si trovano a Parigi – dove vive – ma si possono scovare nelle metropoli di ogni angolo del pianeta, come New York, Bangkok, Marrakech, San Paolo… Le incursioni artistiche nelle città che visita sono chiamate nel suo sito waves, ossia “ondate”, e Ravenna ha avuto fortuna di contarne già due: la prima nel 2014, la seconda nel 2015.

La sua tecnica artistica prevede l’installazione di mattonelle colorate che danno vita a piccole raffigurazioni realizzate in mosaico, come se fossero pixelate. L’arrivo di Invader a Ravenna, capitale del mosaico attenta alle capacità espressive della street art, non poteva che dare ricchi frutti.

Invader al Planetario, Giardini pubblici di Ravenna | © www.mosaicoravenna.it

Invader al Planetario, Giardini pubblici di Ravenna | Foto © mosaicoravenna.it

La prima incursione ufficiale avvenne su invito dell’associazione culturale Pianeta Marte, che chiese all’artista di realizzare un’opera per il Planetario dei Giardini pubblici. Invader realizzò per l’occasione un mosaico di 20 metri quadrati raffigurante Spock, l’icona della serie tv di fantascienza per eccellenza Star Trek, in atto di salutare un alieno rosso che sta per invadere la Terra.

Invader sembrò rimanere molto colpito dalla città, che ispirò altre sue piccole installazioni per le vie del centro e i suoi dintorni. In tutto, l’artista ha lasciato 40 opere in due ondate e, come si legge nel suo sito, secondo il suo personale metro di giudizio a Ravenna ha totalizzato 1550 punti: ogni volta che crea un’opera infatti, decide di attribuirle dai 10 ai 100 scores.

Purtroppo però, alcune non sono più visibili. Non essendo “ufficiali”, ma essendo state installate dall’artista di sua sponte, alcune sono state rimosse per via dell’assenza di permessi. È il caso del mosaico raffigurante Giustiniano e Teodora, creato in via Galla Placidia, nelle vicinanze di San Vitale, qui sotto in foto.

Il mosaico rimosso di Invader Giustiniano e Teodora | © bologna.repubblica.it

Il mosaico rimosso di Invader: Giustiniano e Teodora | Foto © bologna.repubblica.it

Nonostante alcune rimozioni, numerosi sono i mosaici street di Invader da scoprire a Ravenna e dintorni, posti in punti strategici. Nascosti qua e là, alcuni sono più facilmente identificabili, mentre altri si mescolano ai colori e alle insegne della città, rimanendo più nascosti.
Tra i tanti, i più facili da scoprire sono forse l’alieno rosso sulla targa di Via di Roma affianco alla basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Teodora che saluta con il suo «Ravenna!» vicino alla stazione e il grande alieno bordeaux di via Boccaccio.

Andare alla loro ricerca è molto stimolante, soprattutto se si sceglie di partecipare al gioco FlashInvaders, ideato dall’artista stesso. Questa applicazione gratuita, scaricabile da mobile, fa sembrare la ricerca dei suoi mosaici in giro per il mondo una vera caccia al tesoro! Ogni opera fotografata e caricata dà al giocatore dei punti e l’immagine viene postata sul suo sito ufficiale in tempo reale (date un’occhiata qui).

New Mosaic of Ravenna è stata l’importante mostra che Invader ha portato nel 2017 addirittura ad Hong Kong, nella galleria Over the Influence. Esposte erano le foto delle installazioni ravennati e 25 edizioni deluxe della guida New Mosaic of Ravenna, settima opera cartacea dell’artista. La guida, nell’edizione normale, è stata stampata in 1500 esemplari insieme a una mappa con indicata la posizione di tutti gli space invaders.

Commentando suo stile, così peculiare, Invader usa il verbo “liberare”: gli space invaders dai video games, l’arte dai musei e dalle istituzioni, spazi alienanti. Le strade di Ravenna, capitale del mosaico attenta alle nuove forme d’arte, è la città ideale per scoprire questo artista! E voi, quante opere conoscete di Invader a Ravenna?

Il viaggio è la mia dimensione, l’amore per la scoperta una delle sue forme.

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