Pavoni, colombi e faraone: gli uccelli nei mosaici di Ravenna

Si parla spesso di Ravenna come della città d’arte, dell’antica capitale che racchiude tra le sue porte ancora tutti i segreti del periodo bizantino e che ha saputo affascinare poeti, artisti e cantori… Ma più di rado viene ricordata come meta di interesse naturalistico, anche se le valli limitrofe sono ricche di paesaggi mozzafiato e offrono la possibilità di fare tante attività all’aperto. Tra queste, il birdwatching è una di quelle che contraddistingue il territorio: Ravenna è infatti una nota meta per chi è appassionato dell’osservazione di uccelli, con oltre 310 specie segnalate, di cui 152 nidificanti e 176 svernanti, la cui presenza ha influenzato anche le decorazioni musive dei monumenti del sito Unesco! Moltissime sono infatti le raffigurazioni di uccelli nei mosaici di Ravenna, bellissime e ricche di simbologie: le conoscete già? Ornitologi di tutto il mondo, questo articolo è per voi!

Gli uccelli della Cappella Arcivescovile (o di Sant’Andrea)

La Cappella Arcivescovile è l’ultima paleocristiana ad essere giunta fino a noi integramente: oggi questo piccolo gioiello si trova all’interno del Museo Arcivescovile. È chiamata anche Cappella di Sant’Andrea in quando, intorno alla metà del VI secolo, le reliquie del Santo furono trasferite da Costantinopoli a Ravenna.

Il sacello cruciforme è preceduto da un vestibolo rettangolare molto interessante. L’ordine inferiore è totalmente rivestito in marmo, mentre la parte superiore in mosaico rappresenta un centinaio uccelli differenti, dagli esemplari presenti nei territori limitrofi fino a quelli esotici. Le rappresentazioni degli uccelli sono intervallate da gigli bianchi stilizzati.

Tra i tanti, importante è la presenza di ben 11 faraone e di 8 storni, animali che raramente vengono rappresentati. Non mancano ovviamente pavoni, fagiani (che non erano considerati cacciagione, ma animali da ammirare per la loro bellezza, come i pavoni) e aironi. La volta dorata, decorata con questi bei fiori e con gli uccelli sgargianti, sembra voler alludere alla gioia paradisiaca e inneggiare alla gloria del creato: a questo link potete avere una panoramica della Cappella Arcivescovile.


Le colombe abbeveranti: dal Mausoleo di Galla Placidia a Invader

I più famosi uccelli nei mosaici di Ravenna sono sicuramente le colombe abbeveranti raffigurate nel piccolo Mausoleo di Galla Placidia. Sono sicuramente uno dei più noti simboli di Ravenna, nonché una delle raffigurazioni che restano più impresse a chi scopre la città. Non a caso, un ospite d’eccezione come il famoso artista francese Invader le ha rivisitate, riproponendole in versione street art. In questo articolo raccontavamo di come lo street artist ami “invadere” le città che visitava creando un dialogo tra il suo stile personale e i simboli del luogo.

La colomba è presente anche in altri monumenti come nella Basilica di San Vitale, nella Cappella Arcivescovile e nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe. Da sempre simbolo dello Spirito Santo, se la colomba è accostata alla fonte può rappresentare anche l’anima del cristiano assetata della grazia divina.


Il bosco incantato dell’abside di Sant’Apollinare in Classe

Sant’Apollinare in Classe, considerato una delle più belle basiliche paleocristiane, colpisce chi lo visita per la decorazione musiva dell’abside, dove il Santo patrono è al centro di un armonioso bosco popolato da numerose specie vegetali, dal gregge sacro e da numerosi uccelli. Molti di questi attori hanno valore figurativo, come gli ulivi, simboli di pace, che toccano il cielo dorato con le loro chiome. Altri, come il pino domestico, hanno un forte legame con il territorio ravennate per l’importanza delle pinete di Classe e di San Vitale.

Tra la vegetazione, sono raffigurati molti uccelli: ci sono colombi, il pollo sultano e il parrocchetto dal collare, fagiani, la coturnice e altri difficilmente identificabili. I pennuti danno colore e dinamismo alla scena, arricchendo il paesaggio e contribuendo all’amenità di questo bosco sacro.


Alla ricerca dei pavoni di Ravenna: da San Vitale alla Classense

Forse meno noto della colomba ma non meno importante, il pavone è davvero molto presente nelle decorazioni musive ravennati. Questo bellissimo animale rappresentava già nelle antiche religioni pagane l’immortalità, in quanto una leggenda voleva che le sue carni non si decomponessero dopo la morte. Questa simbologia fu adottata anche dai cristiani, che la adattarono al concetto di risurrezione e vita eterna.

Vi sfidiamo a cercare tutti i pavoni presenti nella Basilica di San Vitale! Sapreste elencarne alcuni? Alla base di una delle vele dell’abside, dove sono raffigurate molte specie animali e volatili, si distinguono due begli esemplari. A questi se ne aggiungono altri quattro posti alla base dei festoni floreali, dove sono rappresentati poggiati su globi azzurri mentre fanno la ruota. Oltre a quelli sgargianti del soffitto, in San Vitale si possono ammirare pavoni anche nella pavimentazione in mosaico dell’abside e nella lastra dei resti del sacello risalente alla prima metà del V secolo, oltre all’immagine incisa sul sarcofago dell’esarca Isacio.

Il pennuto blu si può trovare anche in altri luoghi della città e, per iniziare la caccia al tesoro, ve ne segnaliamo altri tre: ne potrete ammirare uno alla Biblioteca Classense, nella sala del mosaico, dove è al centro di un bellissimo pavimento del VI secolo; l’ingresso della Cappelleria Inglese, in via Raul Gardini 3, ospita una di queste affascinanti creature in un’opera di mosaico contemporaneo del 1998 di Cesare Vitali; infine, due pavoni sono scolpiti in uno dei pannelli centrali della cattedra eburnea del vescovo Massimiano del VI secolo, il fiore all’occhiello del Museo Arcivescovile.

 


 

Aggiungereste qualcosa a questa lista? Scrivetecelo nei commenti 😉

 

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

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