Ci sono dei gorilla al Palazzo di Giustizia! Le opere di Davide Rivalta a Ravenna

Veniamo quotidianamente subissati da immagini: i nostri occhi si riempono di forme, colori, luci, ma che cosa resta davvero impresso nella memoria? Ciò che sa distinguersi dal restante marasma delle cose, che sa colpire allo stomaco e restare impresso è l’arte. È arduo definire un concetto così ampio, e non si può arrivare ad una risposta assoluta e definitiva, ma io credo che un’opera d’arte, per essere ritenuta tale, non debba tanto essere bella, che non vuol dire niente, ma che piuttosto debba sapersi fare portatrice di un messaggio forte. Beh, non prendetemi alla lettera: non necessariamente e non sempre un artista vuole comunicare qualcosa. Alcune opere non vogliono “dirvi” proprio niente,  e soprattutto un artista non deve essere tenuto a spiegare o a giustificare alcunché.

Quindi, cosa intendo quando scrivo che un’opera d’arte debba saper portare un messaggio? Provo a spiegarmi meglio. Un’opera è efficace se suscita in noi l’istinto e il desiderio di instaurare con essa un dialogo: la vediamo, ci colpisce, e vorremmo che ci dicesse di più. In noi si insinua una sorta di dubbio. Cominciamo ad osservarla, nella speranza di trovare le risposte che stiamo cercando e… Ecco: questo è il forte messaggio che un’opera potente deve veicolare o generare.

Ho iniziato questo sproloquio perché ci sono delle sculture, a Ravenna, che esemplificano perfettamente quello che sto cercando di spiegare. Sto parlando delle opere di Davide Rivalta, artista bolognese che popola le città di tutto il mondo con massicci animali, collocandoli nei posti più impensati. Cosa ci fanno, infatti, i Gorilla al Palazzo di Giustizia di RavennaLa straordinaria forza di questi bronzi sta proprio nella sorpresa che coglie l’avventore quando li scopre nel cortile del Palazzo, senza aspettarselo. Il realismo delle figure, la loro stazza e l’evidenza della loro presenza contrasta con il contesto, creando un effetto straniante, a tratti ironico. I Gorilla (Occulti latices), installati nel 2002, colpiscono perché evocano l’idea della primordialità e della condizione naturale del regno animale in un luogo istituzionale, formale, piuttosto austero, anche. È la loro totale estraneità rispetto al contesto che ci porta ad interrogarci sul messaggio di cui si fanno portatori.

I Gorilla (Occulti latices) di Davide Rivalta al Palazzo di Giustizia di Ravenna | © artribune.it 

I Gorilla (Occulti latices) di Davide Rivalta al Palazzo di Giustizia di Ravenna | © artribune.it

Oltre ai Gorilla di Occulti latices, la città di Ravenna ospita permanentemente altre due opere di Rivalta. Dal 2008, in una delle sale dell’Autorità Portuale campeggiano su una parete le sagome in grafite dei Rinoceronti: il tratto grafico dell’artista sa dare ai suoi disegni lo stesso senso di consistenza che hanno le sue sculture. Davanti alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe invece, stanziano sull’erba cinque grandi bisonti in bronzo che sembrano muoversi verso l’ingresso della chiesa.

Nella galleria sottostante, troverete anche alcune foto dall’esposizione di Terre promesse, realizzata dall’artista in città tra il 2012 e il 2013, portando in varie sedi di Ravenna sculture raffiguranti cavalli, asini e… lupi, nel Museo Nazionale!

La presenza dei lavori di Davide Rivalta in città è uno di quei motivi che rendono grande Ravenna, che sa accogliere e valorizzare ogni forma d’arte, dal videomapping alla street art, dal mosaico alla scultura, e che, soprattutto, sa far dialogare l‘antico patrimonio artistico con l’arte contemporanea.

Il viaggio è la mia dimensione, l’amore per la scoperta una delle sue forme.

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