A Pelo d’Acqua – La Discesa dei Fiumi Uniti

Trasferitami nel ravennate con mio marito da appena un anno, continuavo a navigare in rete alla ricerca di un’esperienza che mi aiutasse a connettermi col nuovo territorio. È in acqua, con l’acqua e dentro l’acqua che mi sento bene: l’acqua unisce, trasporta. Nei sogni rappresenta l’inconscio, anche quello collettivo delle genti passate, presenti e future, ed era lì che cercavo uno spunto da cui partire per conoscere la mia nuova “casa”.

Fatalità volle che quell’anno (parliamo ormai di oltre due anni fa) per sfruttare appieno la “nuova” vicinanza al mare e all’acqua, io e mio marito comprammo un bel kayak doppio. Un modello assolutamente dozzinale ed economico, col quale fare brevi gite in riviera e nuove esperienze e soprattutto per stare sull’acqua anche fuori stagione, quando ancora i lidi nord sono distese spoglie di sabbia fredda, dall’aspetto inusitatamente selvatico e meditabondo, che in parte mi ricordavano alcune spiagge frequentate da surfisti nelle canarie oceaniche…. Con meno onde, naturalmente!

L’occasione che cercavo arrivò sotto forma di un nome, che è proprio di un fiume ravennate: “Fiumi Uniti”, ovvero la discesa del fiume fino al mare. Mi attrasse proprio questo nome, che credevo fosse lo slogan della mission dell’iniziativa, ovvero unire genti e sport d’acqua minori, quali la canoa, il kayak e il SUP (stand up paddle), ma che era invece (anche) il nome che il corso d’acqua assume all’unione dei fiumi Ronco e Montone dalla chiusa di S. Marco, interessante opera idraulica di interesse storico, fino al suo fluire nell’Adriatico, a Lido di Dante.

La discesa dei fiumi uniti Trail Romagna from medialabstore.it on Vimeo.

L’iniziativa, organizzata da Trail Romagna, si svolge solitamente a metà maggio [anche se l’edizione 2019 è stata rimandata al 9 giugno causa maltempo – ndr], ed è abbinata ad un altro modo unico per avvicinarsi a questo particolare ed affascinante territorio pluvio-Adriatico, ovvero “Capanni Aperti”. Si tratta un’iniziativa dove si può fare una sorta di trekking cultural-gastronomico ospitati da genuini capannisti che con grande ospitalità aprono le porte (e i fornelli) per i fortunati ospiti, che passeranno un pranzo unico in compagnia di nuovi amici. La discesa dei Fiumi Uniti in realtà coinvolge il fiume, i suoi argini e il lido di Dante tutto: si può camminare o pedalare sull’argine, ma soprattutto su può pagaiare coi propri mezzi natanti (o affittare canoe dai gestori dell’iniziativa) per percorsi di 14Km o di soli 4 km, imbragandosi in momenti diversi della discesa del fiume.

Devo dire che per un attimo mi era sembrato che la città e le strade fossero lontanissime, e, scherzando con mio marito, dicevamo “Ecco, ora inizia la discesa del Mekong!”. L’iniziativa vede sempre la partecipazione di diversa gente, persone che spolverano il mezzo acquatico per l’occasione dopo magari anni di inutilizzo in garage, padri con figli piccoli, professori delle superiori con scolaresca di vivaci adolescenti al seguito, donne di mezz’età sole che si cimentano in quest’avventura, kayakisti più esperti che sfrecciano in capofila e poi tanti surfisti da SUP che si spingono sull’acqua in equilibrio sulla loro tavola… insomma, si è a Ravenna, il centro è proprio lì, oltre l’argine erboso, a qualche kilometro in linea d’aria, ma si potrebbe essere in qualunque luogo.

La discesa dei Fiumi Uniti | © Trail Romagna

La discesa dei Fiumi Uniti | © Trail Romagna

La discesa, per chi si cimenta nel più lungo percorso di 14 km, presenterà tante sorprese, che mi rendono ogni volta la giornata memorabile (sono già discesa per due anni di seguito): l’inizio del percorso è selvaggio e frascoso, poi il fiume si allarga e tra la “giungla pluviale” emergono scheletri di vecchie imbarcazioni di legno e capanni coi classici “padelloni”. Spesso la gente saluta e offre cibo a chi sta scendendo il fiume, ricordo per esempio di aver mangiato una bruschetta accompagnata da un bicchiere di frizzante bianco e freschissimo, allungatami direttamente dai capannisti mentre ero in canoa, che mi parvero il cibo migliore del mondo… bhé, dopo ormai tre ore di pagaiata… il tutto accompagnato da un ottuagenario che, vestito di tutto punto, suonava allegramente la sua fisarmonica in riva la fiume rendendo l’esperienza nel suo complesso davvero sorprendente.

Il fiume poi si snoda sotto diversi ponti e viadotti, permettendo di vedere la città da una prospettiva diversa ed avventurosa. L’acqua di solito è calma e il percorso non presenta particolari difficoltà, sicché, dopo avere rotto un po’ il fiato col kayak, ci si inizia a godere il paesaggio che non ti aspetteresti. Il mio scorcio preferito è quando, ormai a pochi metri dalla fine del percorso, si inizia ad intravedere il mare, che in quel tratto è spesso agitato, con alti cavalloni ma, in quella stagione, incredibilmente celeste, in contrasto col verde intenso del fiume. In quel punto, quando ormai l’odore del sale e l’acqua più mossa annunciano l’arrivo al mare, ovvero la fine del percorso, sulla sponda destra si scorge un vecchio porticciolo, con palizzate di legno e barche da pesca di piccole dimensioni ormeggiate un po’ alla rinfusa tra i pontili barcollanti. Assieme ai gabbiani e al vecchio capanno che pare un assembramento casuale di assi appoggiato sull’acqua, quella porzione di argine mi sorprende sempre, mi fa pensare a un vecchio villaggio fantasma di un approdo remoto di un qualche paese orientale inghiottito dalla foresta.

La discesa dei Fiumi Uniti ha la sua festosa conclusione nel parco pubblico di Lido di Dante dove lasagna, saranghina grigliata e birra chiudono in gusto e compagnia quella è stata l’attraversata di Ravenna più inattesa a cui ho partecipato.


A questo link trovate l’evento sul sito di Trail Romagna: l’edizione 2019, che si terrà il 9 giugno, sarà preceduta dalla discesa in bicicletta dell’8 giugno. Trovate tutte le informazioni sul sito!

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