É stato facile innamorarsi di Ravenna

É stato facile innamorarsi di Ravenna

Mi piace viaggiare, conoscere posti nuovi, imbattermi in angoli che non mi aspettavo di scoprire, scovare qualcosa che mi dia l’impressione di aver colto l’essenza di una città. Innamorarsi di Ravenna, per me, è stato molto facile. Qualche anno fa, quando qui ci capitavo molto di rado, confondevo ancora nella memoria la stazione di Ravenna con quella di Ferrara, e prima di orientarmi ci voleva un po’. Ecco, che bel verbo da utilizzare per parlare di Ravenna: orientarsi. Quale verbo più calzante per descrivere lo spaesamento del viaggiatore che cerca la sua strada in questa antica capitale bizantina?

La prima volta che, ormai grandicella, sono tornata in città, non avevo nemmeno pensato di andare a far visita alla Tomba di Dante. Avevo studiato il poeta a menadito, conoscevo più di qualche terzina a memoria, ma non mi era entrato in testa che le sue ossa fossero custodite qui, a Ravenna. Per porre rimedio a quell’errore capitale, le volte successive non ho mai saltato la tappa, divenuta obbligatoria, davanti al suo monumento. Da quei giorni sono passati molti anni, e da allora ho scoperto che la memoria del poeta è viva in molti luoghi della città, e che tanti sono i modi di rendergli omaggio. Uno fra tutti, scoprire e ammirare i mosaici del sito Unesco che l’hanno ispirato nella scrittura della Commedia è stato molto soddisfacente.

Un alieno di Invader in Via di Roma, affianco il Sant'Apollinare Nuovo | © Marco Miccoli

Invader in Via di Roma, affianco la basilica di Sant’Apollinare Nuovo | © Marco Miccoli

Ricordo benissimo la prima volta che ho pensato “io, qui, ci vivrei”. Era qui in occasione della laurea triennale del mio migliore amico, Paolo. Giravamo per le viuzze del centro baldanzosi, col sorriso sulla faccia, e leggevo i nomi delle strade nelle targhe decorate a mosaico. Vedevo mosaico, e colore, ovunque: “che bel modo di decorare le targhe”, pensavo. Un ravennate, magari, non ci fa neanche caso. Ma io venivo da fuori, e ammiravo stupita le decorazioni, tutte diverse. Ovviamente ora so che il mosaico contemporaneo, a Ravenna, è molto più di questo.

Alcune altre cose che, banalmente, ti conquistano di Ravenna (e ti fanno ripetere che “io, qui, ci vivrei”) sono i suoi dintorni. Questa piccola città d’arte si trova infatti in una posizione davvero strategica: a pochissimi chilometri, le sue località di mare sono il porto sicuro dove poter riparare in qualsiasi giornata, che sia per una giornata di sole estivo o per una passeggiata nei mesi più freddi. La campagna romagnola, dall’altra parte, regala paesaggi da cartolina. Cioè, avete presente Brisighella? Poi ci sono le oasi e le valli, le pinete secolari, le saline di Cervia.

Pineta di Classe

Pineta di Classe | Foto @ Delio Mancini, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

La cosa che però forse più ho amato scoprire di Ravenna sono i piccoli dettagli di cui ti accorgi solo vivendola un po’, tipo i mosaici di Invader, disseminati nei più disparati angoli della città, o il giardino di Cripta Rasponi. Mi sono emozionata scoprendo la storia di Droctulfo e del suo muro, quella di Guidarello Guidarelli e della sua leggenda, i viaggi di Klimt e il soggiorno di Byron. A Ravenna puoi ammirare il rosso sgargiante dei pesci nella vasca interrata di una chiesa, scoprire dei lupi tra le mura di un museo, cercare i pavoni nascosti nelle decorazioni dei più importanti monumenti paleocristiani.

La maggior parte dei turisti viene a Ravenna per vedere i monumenti del sito Unesco, la Tomba di Dante, piazza del Popolo, ma qui c’è molto di più. Sembra banale, ma la bellezza spesso è così: lascia senza tante parole, rincretinisce un po’, lascia solo tanta voglia di viversela. Ravenna è una città viva, in fermento, basta visitarla in estate per capirlo. Siete mai stati al Beaches Brew o ad un evento del Ravenna Festival, in questo periodo?

Ecco cosa vuol dire innamorarsi di Ravenna. Ora avete capito perché per me è stato così facile: ecco myRavenna, secondo me.

5 idee per fare una gita nei dintorni di Ravenna

5 idee per fare una gita nei dintorni di Ravenna

Se state organizzando un viaggio a Ravenna e avete già pianificato una visita alle sue attrazioni imperdibili, che cosa potete fare per arricchire il vostro itinerario? Nel nostro blog troverete sicuramente molti buoni consigli.

Se volete rimanere all’interno delle mura della città, potete dare un’occhiata a questo post per conoscere quali storie celino le vie del centro, mentre se volete scoprire le bellezze low cost di Ravenna, a questo link troverete altri ottimi spunti. Qualora voleste invece allungare la vostra permanenza perlustrando anche territori limitrofi, che mete potreste scegliere?

La vicinanza al mare, al Parco del Delta del Po con i suoi paesaggi naturali notevoli e la bellezza dell’entroterra romagnolo sapranno ispirarvi sicuramente la voglia di fare una gita fuori porta. In questo post vi consiglio cinque mete nei dintorni di Ravenna, cinque luoghi incantevoli a pochi chilometri dalla città per scoprire qualcosa in più sul suo territorio. Vi siete armati di mappa, carta e penna? 😉


Le saline di Cervia

Mi sento di eleggere a buon ragione le saline di Cervia a meta n. 1 da visitare nei dintorni di Ravenna. Il sale di Cervia è noto per la sua qualità: si tratta di un sale marino integrale ma soprattutto dolce, che si presta ad essere largamente usato in cucina. La raccolta del sale avviene nei mesi estivi ancora secondo tradizione: se siete curiosi di assistervi, una visita in questo periodo è l’ideale!

Il sito, all’interno del Parco del Delta del Po, è davvero suggestivo: i riflessi rosacei delle sue vasche donano atmosfere indimenticabili, soprattutto al tramonto. Dal punto di vista naturalistico, si segnala anche la presenza di numerose specie di uccelli migratori che vengono a nidificare nelle vicinanze, come i fenicotteri e i cavalieri d’Italia. Per conoscere la storia della produzione e del commercio del sale, vi consiglio di aggiungere al vostro itinerario anche una tappa ai Magazzini del sale di Cervia, oggi sede del MUSA – Museo del Sale.

Tutte le informazioni per visitare le saline le trovate qui.

Saline di Cervia | Foto © salinadicervia.it

Saline di Cervia | Foto © salinadicervia.it


Brisighella

All’atmosfera di un borgo romantico proprio non sapete resistere? Perfetto, ho quello che fa per voi. A circa 1 h di macchina da Ravenna si erge la bella Brisighella. Ogni stagione è la stagione giusta per andarci: in primavera, quando il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola si offre nel suo momento migliore; in estate, quando le luci della sera si confondono con tramonti mozzafiato e il borgo si fa ancora più suggestivo; in autunno, tempo di sagre paesane; e in inverno, quando il borgo si inneva e il paesaggio diventa da cartolina.

Quello paese adagiato sulle colline faentine vale davvero una visita: il piccolo borgo è reso speciale dall’Antica Via del Borgo, detta anche “Via degli Asini”. Si tratta di una strada sopraelevata e coperta datata al XII secolo, provvista di fori ad arco un tempo usati in funzione difensiva. La sua architettura davvero unica vi stupirà! Il paesaggio che circonda Brisighella è caratterizzato da tre colli su cui spiccano i simboli del borgo: l’imponente Rocca Manfrediana (in foto), il santuario della Beata Vergine del Monticino, e la cosiddetta torre dell’Orologio.

La Rocca Manfrediana di Brisighella | Foto © Umberto Paganini Paganelli, via WikiLoveMonuments

La Rocca Manfrediana di Brisighella | Foto © Umberto Paganini Paganelli, via WikiLoveMonuments


Comacchio

Mi accorgo mentre scrivo che oggi sono ispirata da mete particolarmente romantiche e che offrono tramonti mozzafiato. Comacchio, ad esempio come le saline di Cervia e Brisighella è fantastica all’ora del crepuscolo.

Situata a 40 km a nord di Ravenna, Comacchio è un piccolo borgo costruito su tante isole circondate dall’acqua all’interno del suggestivo paesaggio del Parco del Delta del Po, eletto Patrimonio dell’Umanità (Unesco) nel 1999. Non è un caso che spesso venga definita “piccola Venezia”! Il simbolo del borgo è sicuramente il complesso dei Trepponti, un tempo porta di accesso monumentale al centro storico.

Se scegliete Comacchio per una gita fuori porta, vi segnalo anche il nuovo Museo del Delta Antico, dove scoprire la storia dell’area del Delta del Po, e Palazzo Bellini, Galleria d’Arte Contemporanea nonché sede dell’Archivio Storico cittadino. Da non perdere anche il Duomo di San Cassiano, la Loggia del Grano, la Torre Civica e il famoso Loggiato dei Cappuccini: 142 archi succedenti che dal centro portano all’antico Santuario dedicato a Santa Maria in Aula Regia.

Tramonto a Comacchio | Foto © Wiki Loves Monuments

Tramonto a Comacchio | Foto © Wiki Loves Monuments


Faenza e la ceramica

Faenza dista una 40 km da Ravenna e vale la pena visitarla soprattutto perché è la patria dell’arte ceramica. Volete una dimostrazione? Lo sapevate che all’Estero è largamente diffuso l’utilizzo del termine faience, nome francesizzato della città, per indicare la maiolica?
Già nel Cinquecento Faenza era nota per il pregio artistico di questi prodotti. Se Ravenna è la capitale del mosaico, Faenza è quella della ceramica e per le sue strade si trovano più di 50 botteghe che portano avanti questa tradizione. Qui, non a caso, si trova il MIC – Il Museo Internazionale delle Ceramiche, una grandissima raccolta tipologica dedicata alla ceramica.

Il centro storico di questa città sulla via Emilia accoglie i visitatori nelle sue due piazze congiunte, quella del Popolo e quella della Libertà. Palazzo del Podestà e il Palazzo Comunale ornano la prima, mentre nella seconda si erge la cattedrale rinascimentale dedicata a San Pietro Apostolo. A unire i due spazi ci sono la barocca fontana monumentale in pietra d’Istria e bronzo e la torre civica dell’Orologio, simboli della città.

La città di Faenza | Foto © Paolo Morelli, via Wikipedia


La Bassa Romagna

Ok, va bene, quest’ultima proposta non è solo una meta, diciamo che è più un tour. Ma volete venire a Ravenna senza esplorare il territorio romagnolo? La Bassa Romagna, la cosiddetta “Terra del Benvivere”, è la zona che si sviluppa tra Faenza, Ravenna e Ferrara. Dieci sono i comuni dell’area: Bagnacavallo, Lugo, Massa Lombarda, Fusignano, Conselice, Alfonsine, Russi, Cotignola, Bagnara di Romagna e Sant’Agata sul Santerno. Visitandoli ci si perde nelle campagne, tra strade e stradine, e la vita sembra farsi più distesa. C’è un posto migliore per farsi un bicchiere di Sangiovese che in una trattoria di provincia? Non credo!

Ogni comune ha la sua particolarità e un buon motivo per essere visitato. A Russi, ad esempio, si trova una villa romana conservatasi in modo notevole, Cotignola si distingue per le opere di street art, Bagnacavallo per la sua particolarissima Piazza Nuova. Volete un assaggio? Eccolo:


I dintorni di Ravenna, così come il centro della città, sono ricchi di bellezze da scoprire. Questi sono solo alcuni spunti che potete cogliere per organizzare la vostra permanenza nel territorio. Ma, in fondo, qual è la cosa migliore di un viaggio? Sorprendersi delle piccole cose che non ci si aspettava di trovare. Ecco, per quelle non c’è guida che tenga. Basta seguire il proprio istinto!

I dettagli del corteo di Teodora e Giustiniano della Basilica di San Vitale

I dettagli del corteo di Teodora e Giustiniano della Basilica di San Vitale

Se siete in cerca di arte e storia, a Ravenna, male male non cascherete. Tra le tante cose imperdibili da visitare in città, sicuramente spiccano gli otto monumenti del Sito Unesco.

Se chiedete in giro, scoprirete che ogni abitante di Ravenna ha il suo preferito. C’è il fan club del cielo stellato di Galla Placidia, i sostenitori di Sant’Apollinare in Classe, chi preferisce l’austerità del Mausoleo di Teodorico, chi invece ha eletto la Cappella di Sant’Andrea. Volendo si potrebbe pensare di creare un test della personalità ad hoc, del tipo “scegli il tuo monumento preferito di Ravenna e ti dirò chi sei”.

Ecco, tra tutti devo ammettere che forse io preferisco la basilica di San Vitale: imponente, altissima e grandiosa. I mosaici di San Vitale, poi, sono davvero indimenticabili. Sono sicura che possa confermarlo ogni viaggiatore che ha fatto tappa a Ravenna. A sostegno della mia tesi ci sono diversi esempi illustri: sapete, vero, che Klimt si ispirò all’immagine di Teodora per il Ritratto di Adele Bloch-Bauer? E, giusto per fare un altro grande nome, anche Dante ha tratto spunto dai mosaici di San Vitale per la composizione di alcuni versi della Commedia?

Mosaici della Basilica San Vitale di Ravenna | Foto © Isatz, via Wikimedia

Mosaici della Basilica San Vitale di Ravenna | Foto © Isatz, via Wikimedia

La basilica venne costruita nel corso del VI secolo d.C. su un sacello più antico dedicato a San Vitale, successivamente inglobato. Una leggenda vuole che proprio in questo luogo avvenne il martirio del santo, anche se oggi sappiamo che il suo corpo fu in realtà rinvenuto a Bologna.

Oltre alla cupola affrescata secondo il gusto barocco e il labirinto della pavimentazione, a rendere mozzafiato l’interno della basilica sono i mosaici bizantini che decorano l’abside. Tra gli innumerevoli dettagli che rendono unica questa decorazione musiva spiccano le celebri rappresentazioni dei cortei di Teodora e Giustiniano, collocati nella parte inferiore delle pareti, uno di fronte all’altro.

Vediamo insieme questi preziosi pannelli un più nel dettaglio.

Giustiniano e il suo seguito, Basilica di San Vitale | © bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it

Giustiniano e il suo seguito (Basilica di San Vitale, Ravenna) | Foto © bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it

Giustiniano (482-565) fu eletto imperatore dell’Impero romano d’Oriente nel 527, carica che gli restò fino alla morte. Viene ricordato come uno dei più grandi sovrani di età tardo antica, ricordato soprattutto per il Corpus iuris civilis, ancora oggi alla base del diritto civile. Celebre è il VI canto del Paradiso dantesco, dove il poeta ha dedicato numerose terzine al suo ricordo.

Nei mosaici di San Vitale l’imperatore è rappresentato vestito di porpora con in mano un bacile d’oro, vaso liturgico che porge in offerta in occasione della consacrazione della chiesa. Si noti che Giustiniano è dotato di un’aureola dorata, anche se non è un santo: la figura dell’Imperatore era molto idealizzata. Intorno a lui ci sono diverse figure.

Si possono distinguere tre religiosi che lo precedono alla sua sinistra, recanti simboli sacri, tra cui spicca il vescovo Massimiano, di cui è riportato il nome al di sopra del suo capo. Se alla destra dell’Imperatore si possono distinguere gli abiti di due alti dignitari di corte, molte ipotesi si sono fatte circa l’identità dell’uomo che si frappone tra lui e il vescovo. Potrebbe essere Giuliano Argentario, banchiere e finanziatore della costruzione della basilica, ma anche il prefetto del pretorio, alto funzionario imperiale che risiedeva a Ravenna. In un secondo piano, il corteo è seguito da un gruppo di guardie d’onore armate di tutto punto.

Corteo di Teodora (Basilica di San Vitale, Ravenna) | Foto © Stefano Guerrini, via Wikimedia

Corteo di Teodora (Basilica di San Vitale, Ravenna) | Foto © Stefano Guerrini, via Wikimedia

Di fronte al corteo di Giustiniano si trova quello dell’Imperatrice Teodora. La donna è raffigurata mentre porge verso l’altare un calice dorato tempestato di gemme preziose. Davvero iconica è la decorazione del suo capo: un grande diadema di pietre e perle orna il suo viso chiaro, il cui candore risplende in contrasto con l’oro che la circonda.

La decorazione degli abiti delle sue dame di corte dà un’idea dello sfarzo, del lusso e dello splendore che caratterizzava la corte di Bisanzio, e di cui oggi ci è rimasta traccia nell’oro di questi mosaici. Alle loro spalle, infatti, lo sfondo decorato con tende, colonne, fontane, presumo dovesse rimandare all’aspetto degli interni delle sue stanze. Alla destra dell’imperatrice, completano il corteo i due dignitari di corte che la precedono.

Dettaglio del corteo di Teodora della Basilica di San Vitale a Ravenna

I cortei di Giustiniano e Teodora dei mosaici di San Vitale, oltre che essere un prodigioso esempio di arte bizantina, offrono anche una testimonianza storica che ci racconta come doveva essere Ravenna nel VI secolo. Sarà per questo, forse, che la basilica di San Vitale è il mio monumento preferito del Sito Unesco: con un po’ di immaginazione, visitarla è come fare un tuffo nel passato bizantino della città.

La mappa interattiva per scoprire le storie di #myRavenna

La mappa interattiva per scoprire le storie di #myRavenna

Che cosa hanno in comune le storie che raccontiamo su #myRavenna? L’ambizione di raccontare, volta per volta, un piccolo pezzo di storia della città che possa essere scoperta da chi la vive e chi la visita per le strade, i monumenti, le mura.
Questa mappa interattiva vi permette di scoprire i luoghi del centro storico oggetto degli aneddoti, delle curiosità e delle leggende che abbiamo approfondito nel blog. C’è una tappa adatta a tutti: si va dalla Tomba di Dante al labirinto di San Vitale, dagli alieni di Invader alle location dei film di Antonioni… Questo itinerario del centro di Ravenna non vuole essere solo un piccolo tour delle bellezze della città, ma anche una caccia al tesoro: lo spirito giusto è non smettere mai di cercare nuova ispirazione in quello che ci circonda!

I Mosaici Contemporanei di Ravenna in 5 tappe

I Mosaici Contemporanei di Ravenna in 5 tappe

Ravenna è giustamente conosciuta come la capitale del mosaico, ma spesso si commette l’errore di pensare unicamente ai mosaici dei monumenti del Sito Unesco. Sicuramente le decorazioni delle basiliche paleocristiane valgono il viaggio, ma per scoprire davvero questa tecnica artistica è bene dedicare una visita anche ai più bei mosaici contemporanei di Ravenna.

Che l’arte del mosaico in città sia ancora molto viva si percepisce anche nelle strade del centro storico. Le targhe sui cui sono inscritti i nomi delle vie, ad esempio, sono decorate con variopinte tessere di mosaico che brillano alla luce del sole. Diverse poi sono le botteghe artigiane, dove mosaicisti contemporanei sono sempre intenti a creare nuove opere e talvolta organizzano corsi per curiosi, turisti e principianti.

Dopo aver ammirato le brillanti tessere che ci hanno resi famosi in tutto il mondo, averne scoperto la storia, i simboli e il potere fascinatorio, possono essere utili alcuni consigli per andare alla scoperta dei mosaici contemporanei di Ravenna. Ecco 5 delle tappe che potreste aggiungere al vostro percorso se venite in visita nella nostra città!


La collezione di mosaici contemporanei del MAR

Al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna è presente la più importante collezione di mosaici contemporanei della città: al piano terra della Loggetta Lombardesca si possono, infatti, ammirare opere dei più importanti artisti italiani e internazionali.

Il primo nucleo di quest’importante esposizione nacque per volere di Giuseppe Bovini attorno alla metà del secolo scorso: dopo aver incoraggiato la riproduzione di alcune delle più note raffigurazioni paleocristiane dei monumenti ravennati, organizzò nel ’59 la “Mostra dei Mosaici Moderni”. Ad alcuni artisti figurativi come Chagall, Guttuso, Reggiani, ma anche Michelangelo Antonioni, fu richiesto di disegnare dei cartoni preparatori affinché maestri mosaicisti ne realizzassero dei pannelli in mosaico. Qui sotto trovate l’immagine del mosaico di Antonio Rocchi, su bozzetto di Marc Chagall: Le coq blue.

Insieme a queste opere, la collezione vanta acquisizioni recenti di affermati artisti ravennati, italiani e internazionali come Folla di Luca Barberini (2011) e Unicorno di Dusciana Bravura (2007).


I mosaici danteschi al museo TAMO

Il TAMO – Tutta l’Avventura del Mosaico è il museo della città interamente dedicato all’arte musiva. Allestito nella suggestiva chiesa di San Nicolò, propone un affascinante percorso che parte dall’epoca antica, con le pavimentazioni di una domus imperiale romana rinvenuta nel centro storico, fino ad arrivare a produzioni contemporanee. La sezione “Mosaici tra Inferno e Paradiso” è dedicata a raffigurazioni della commedia dantesca.

Gli iracondi di Renato Signorini (su disegno di Domenico Cantatore) | © tamoravenna.it

Gli iracondi di Renato Signorini (su disegno di Domenico Cantatore) | Foto © tamoravenna.it


La fontana dell’Ardea Purpurea

La fontana dell’Adrea Purpurea di Marco Bravura (2004) sorge in Piazza della Resistenza a Ravenna, a due passi dal centro storico. Maestosa nei suoi 12 metri di altezza, è composta da due grandi ali che si torcono su se stesse e sembrano danzare, o abbracciarsi. La sua forma ricorda un po’ quella del DNA, ma è ispirata all’Araba Fenice, l’uccello mitico che rinasce dalle proprie ceneri. Sul sito di mosaicoravenna.it si legge:

L’iconografia è fortemente simbolica e ispirata soprattutto a lingue antiche e orientali: sul prezioso fondo oro le tessere compongono lettere dell’alfabeto fenicio, simboli della religione giudaica, parole in sanscrito, aramaico ed anche in greco e giapponese antico.

Il monumento ravennate ha in realtà un antecedente libanese: Bravura, nel 1999, ne aveva già realizzata una versione per Beirut, leggermente più piccola. La fontana contribuì a dare nuova vita alla città, che doveva rinascere dalle macerie della guerra.

L'Ardea Purpurea di Marco Bravura | © toursinemiliaromagna via Twitter

L’Ardea Purpurea di Marco Bravura | © toursinemiliaromagna via Twitter


La Gerusalemme Celeste ai Giardini Speyer

A pochi passi dalla Stazione e antistante la Basilica di San Giovanni Evangelista, c’è la piccola area verde dei Giardini Speyer, chiamati così in onore della città tedesca di Spira, gemellata con Ravenna.
La Gerusalemme Celeste (2003) è la preziosa colonna in mosaico progettata da Enzo Pezzi e realizzata dagli allievi del Consorzio Provinciale per la Formazione Professionale di Ravenna. L’opera si ispira all’iconografia dei mosaici bizantini della Basilica di San Vitale e del Sant’Apollinare nuovo, dove sono rappresentate le torri delle città sante di Betlemme e Gerusalemme. Una scultura in mosaico di arte contemporanea ispirata dai mosaici antichi ravennati: quando passato e presente si fondono armoniosamente.

La Gerusalemme Celeste | via Pinterest

La Gerusalemme Celeste | via Pinterest


Invader a Ravenna

Se siete alla ricerca di mosaici contemporanei di Ravenna, non dovete dimenticarvi della presenza delle opere di Invader, artista francese che fonde street art e mosaico. Questo “UFA” (Unidentified Free Artist) si ispira agli alieni pixelati del celebre gioco Space Invaders, che raffigura con piccole mattonelle colorate che applica nei più disparati angoli delle città del mondo con la tecnica del mosaico. A Ravenna ha già compiuto due incursioni, nel 2014 e nel 2015.
Se passeggiate per la città, facilmente troverete una delle sue opere: ne ha realizzate una quarantina! Buona caccia al tesoro 😉

Invader al Porto di Marina di Ravenna | © www.space-invaders.com

Invader a Marina di Ravenna | © space-invaders.com


Oltre a queste 5 tappe proposte, molti altri sono le opere contemporanee di interesse a Ravenna e dintorni, a cominciare dal Parco della Pace, concepito come un museo all’aria aperta, fino ad arrivare all’Onda che esonda, opera simbolo del nuovo museo di Classis.

L’arte del mosaico a Ravenna è più viva che mai: si respira per le strade, nei musei, nei parchi, nelle botteghe.
Non ne avete abbastanza? Allora vi consigliamo di visitare il sito del CIDM – Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico, la sezione del Museo d’Arte della città di Ravenna che promuove la ricerca, lo studio e la valorizzazione del mosaico dall’età giustinianea all’età contemporanea.