La Penisola di Boscoforte: un angolo incontaminato nel Parco del Delta del Po

La Penisola di Boscoforte: un angolo incontaminato nel Parco del Delta del Po

Nel cuore delle valli tra le provincie di Ravenna e Ferrara, all’interno della parte romagnola del Parco del Delta del Po, si trova un angolo di paradiso quasi incontaminato che in pochi conoscono, un lembo di terra battuta dal vento e bagnata dalle calde acque salmastre delle Valli di Comacchio: è la penisola di Boscoforte, un antico cordone dunoso formatosi in epoca etrusca grazie agli elementi della natura di queste zone come l’acqua, la sabbia e il vento.

Oasi di Boscoforte | Foto © Museo NatuRa

Oasi di Boscoforte | Foto © Museo NatuRa

Questo relitto dunale, preservato nella sua wilderness da anni di chiusura al pubblico, “sorge” parallelamente dell’Argine Agosta, la famosa strada panoramica che collega Comacchio ad Anita, una piccola frazione del comune di Argenta.

Tale penisola, un vero unicum nel suo genere, si protende in queste vaste valli per circa 6,5 km in lunghezza, ricoprendo una superficie di circa 250 ettari. Grazie alla presenza canali e di un piccolo specchio di acqua dolce al suo interno, alimentati grazie a un sifone dal fiume Reno (ex Po di Primaro), si è venuto a creare un ecosistema estremamente ricco di biodiversità, tale da permettere la presenza di varie specie vegetali e animali anche assai rare.

Valli di Ravenna Fenicotteri | Foto © Flavio Bianchedi

Valli di Ravenna Fenicotteri | Foto © Flavio Bianchedi

Nell’area abbondano la canna palustre, le tamerici e i salicornieti, in grado di accogliere molte specie di uccelli sia stanziali che migratori, come i maestosi fenicotteri rosa, le volpoche, i cavalieri d’Italia, le avocette, le spatole e tante altre ancora.

Tra i rettili in particolare è possibile scorgere la rara e protetta testuggine palustre europeaEmys orbicularis”. L’incontro forse più suggestivo e inaspettato rimane però quello con i cavalli Camargue Delta, che vagano ormai da molti anni allo stato brado su questo lembo di terra così antico e suggestivo.

Oasi di Boscoforte | Foto © Museo NatuRa

Oasi di Boscoforte | Foto © Museo NatuRa

Altro aspetto da non dimenticare è la storia di questo territorio. Durante il Secondo Conflitto Mondiale, la penisola di Boscoforte fu teatro di sanguinosi combattimenti: per più di 3 mesi qui stazionò il fronte di guerra, culminando nella famosa Battaglia delle Valli.

Proprio su questa penisola era dislocato il distaccamento partigiano “Colonna Wladimiro”, così chiamato dal nome di battaglia del suo comandante, Mario Verlicchi. I ricordi di tali avvenimenti risuonano nelle parole di Batòno, al secolo Elio Ghiberti (classe 1928), residente nella vicina dlocalità di Sant’Alberto che proprio a Boscoforte è vissuto fin da bambino, e ancora oggi è appassionato costruttore di esche e modellini in legno di anatre e barche tradizionali.

A breve sarà nuovamente possibile accedere alla Penisola di Boscoforte con una serie di visite guidate organizzate dal Museo NatuRa di Sant’Alberto, in giornate prestabilite e accompagnati da esperte guide ambientali.


Per maggiori informazioni: 0544 528710
Sito web: www.atlantide.net/natura
Pagina Facebook: @museo.natura

#SalutidaRavenna, qual è il tuo posto del cuore a Ravenna?

#SalutidaRavenna, qual è il tuo posto del cuore a Ravenna?

Sarà una prima primavera diversa dal solito quest’anno, è inevitabile.
Mancheranno le masse di studenti in gita per le strade del centro, il vociare dei cittadini che il sabato mattina si ritrovano in Piazza del Popolo, i turisti davanti ai monumenti Unesco e anche le code in direzione delle spiagge per godersi una rilassante Pasquetta tra amici e parenti.

Avete presente quella luce che lambisce via Cavour nei pomeriggi assolati, che acceca mentre la si percorre in bicicletta verso Porta Adriana? E le margherite che spuntano sui prati verdi dei Giardini Pubblici o della Rocca Brancaleone?

A noi mancheranno molto! Come del resto le pause pranzo sospesi sulle panchine in Piazza Kennedy, le prime uscite serali e gli apertivi al mare aspettando il tramonto.

Per questo, oggi più che mai, sentiamo la necessità di rivivere nei nostri occhi e nella nostra memoria quei luoghi, per ricordarci la loro bellezza e aumentare – soprattutto quando tutto sarà finito (speriamo presto!) – la consapevolezza e la fortuna di vivere in una delle Regioni più belle del mondo.

#SalutidaRavenna

Abbiamo pensato di mettere in moto un piccolo progetto.
Lo abbiamo chiamato #SalutidaRavenna, riferendoci alle vecchie cartoline che un tempo si spedivano quando si andava in vacanza in una determinata località.

Questa volta però la prospettiva cambia. Siamo noi cittadini a diventare ambasciatori. Siamo noi chiamati a diventare narratori attivi della città e delle sue bellezze e spedire da Ravenna a tutto il mondo una cartolina, un abbraccio virtuale di speranza e bellezza.

Come partecipare?

  1. Scegliete una o più foto di Ravenna a cui siete particolarmente legati che avete scattato prima dell’emergenza CoVid-19;
  2. Pubblicatela sul vostro profilo Instagram o Facebook, taggando @RavennaTourism (Facebook | Instagram) e inserendo l’hashtag #SalutidaRavenna. Possono essere anche foto già presenti sui vostri profili a cui potete aggiungere menzione e hashtag;
  3. Taggate nei commenti 5 persone a cui volete inviare il vostro saluto, invitandoli a tornare a Ravenna quando tutto questo sarà finito.

Un ringraziamento per le foto va ai ragazzi del progetto #arRAngiati – La Maratona Fotografica più divertente di Ravenna

Alcuni consigli di lettura per conoscere meglio Ravenna

Alcuni consigli di lettura per conoscere meglio Ravenna

Il periodo non è dei migliori, lo sappiamo. Non possiamo farci nulla se non rispettare le norme che ci vengono imposte giustamente dal nostro Governo che ci richiedono lo sforzo di rimanere a casa.

Ben presto la situazione tornerà alla normalità ma nel mentre dobbiamo usare la testa e usare il tempo a nostra disposizione per informarci e conoscere di più il mondo attorno a noi.

Torneremo a viaggiare, questo è sicuro. E Ravenna sarà ancora qui per accogliervi e stupirvi, come sempre solatia, divertente, colta e golosa. 

Per alleggerire la vostra permanenza in casa abbiamo selezionato un piccolo elenco di libri che raccontano qualcosa di più sulla nostra città. Così da trarre qualche ispirazione, rigorosamente seduti sul divano, in vista di un prossimo viaggio, magari proprio da queste parti.


Guide (non convenzionali) su Ravenna

Partiamo col botto. Proviamo a mettere in campo subito un Premio Nobel, un cittadino onorario di Ravenna, il Giullare per eccellenza. Avete capito di chi si tratta, vero?

Dario Fo ha scritto LA VERA STORIA DI RAVENNA (Franco Cosimo Panini), una raccolta dal titolo volutamente provocatorio di aneddoti e leggende della storia romana e bizantina.
Oltre alla parte testuale, al suo interno sono raccolte anche 150 tavole pittoriche dello stesso Fo, per illustrare meglio, tra curiosità e leggenda, gli eventi di cui parla. Ne abbiamo parlato nel dettaglio qualche tempo fa in in un altro articolo.
Insomma, una storia irriverente e volutamente provocatoria, per suscitare qualche risata ma anche qualche sana stortura di naso. Una staffilata, come solo Dario Fo era in grado di fare.

Ingrid Perini ha scritto RAVENNA, UNA GUIDA (Odós). Si tratta di un approccio innamorato, da insider, attraverso il quale riesce a regalarci dieci passeggiate alla scoperta dei mosaici, dei giardini, delle piallasse, dei festival, dei silenzi e delle piadine. Dalla Sicilia, sua terra d’adozione, ci porta nel cuore di Ravenna che ogni volta la accoglie con il suo calore, il dialetto, e i cappelletti della nonna.

Eraldo Baldini ci porta invece tra I MISTERI DI RAVENNA. LA FACCIA NASCOSTA DELLA STORIA E DELLA MEMORIA (“Il Ponte Vecchio” edizioni). Una città che ha attraversato così tanti secoli e che è stata tre volte capitale ha sempre molto da svelare e nascondere. Tra momenti di splendore e periodi d’ombra, pinete e lagune, tesori d’arte e di natura, è possibile incontrare il fascino forte e duraturo dei personaggi che ne furono protagonisti, a volte quasi sconosciuti.

Come poi dimenticare, invece, un recente volume sulla storia della città, edito sempre da “Il Ponte Vecchio”, dal titolo STORIA DI RAVENNA. DALLA PREISTORIA ALL’ANNO DUEMILA e scritto a due mani da Paola Novara e Alessandro Luparini.
Un vero e proprio viaggio senza soluzione di continuità che dall’impareggiabile patrimonio artistico e architettonico dell’Antichità ci porta, passando per Dante e il Medioevo, dritti fino alla storia del Novecento con il movimento cooperativo e la nascita di alcuni partiti destinati a segnare la storia d’Italia.

In Romagna, e pertanto anche a Ravenna, non si può prescindere dal dialetto, forse uno dei più divertenti d’Italia. Ed è così che Marcello Minghetti ha pensato di mettere insieme una quarantina di sonetti romagnoli (con traduzione, non vi preoccupate!) e un centinaio di foto d’epoca per lo più inedite, per un’originalissima guida agli antichi rioni della città.
A VAION PER RAVENNA (A SPASSO PER RAVENNA) è l’affascinante rivisitazione degli studi toponomastici di Don Mario Mazzotti, corredata da notizie storiche, poesie e illustrazioni.


LIBRI PER I PIÙ PICCOLI

E per i più piccoli? Anche per le famiglie e i loro figli ci sono un sacco di spunti letterari a cui far riferimento se si vuole conoscere la storia della città di Ravenna, divertendosi.

Si può iniziare ad esempio da un’eroina nazionale dell’editoria per bambini, la celebre cagnolina PIMPA di Altan.
LA PIMPA VA A RAVENNA (Franco Cosimo Panini) è un bellissimo modo per conoscere i particolari della città, giocando e seguendo il mitico personaggio di Altan. Un nascondino tra monumenti e piazze, per svelare a poco a poco la città e il mare.

Imperdibili poi sono i due volumi scritti dalla guida turistica locale Silvia Togni UNA PIGNA PER RAVENNA e A RAVENNA UNA PIGNA TIRA L’ALTRA. ANDANDO PER VALLI E PINETE, entrambi Longo editore.
Due piccoli libri, rivolti sopratutto ai ragazzi, per comprendere meglio l’importanza della storia di Ravenna e del patrimonio naturalistico, inseguendo i consigli di una simpatica pigna.

PASSEGGIATA PER RAVENNA. 100 MONUMENTI IN 1 GIORNO. MINI GUIDA PER GIOVANI PEDONI (edizioni del Girasole) è invece la guida pensata da Scilla Cicognani con il desiderio di far sentire ai giovanissimi il fascino di questa città, camminando per le sue strade ciottolate con il naso all’insù a osservare ogni particolare.


LIBRI DI CUCINA

E infine, come abbiamo già iniziato a fare in un articolo di qualche tempo fa, alcuni spunti per iniziare a gustare la Romagna da casa vostra, in attesa di incontrarci da queste parti, brindando alla ritrovata libertà.

LA CUCINA ROMAGNOLA ILLUSTRATA (Edit Romagna) tra le oltre 200 ricette tipiche delle varie province contiene anche la versione ravennate di piadina e cappelletti, passateli e tante prelibatezze di carne e pesce.

A seguire, LA CUCINA DELLA ROMAGNA (Newton Compton Editori), un libricino facile e veloce ma davvero ben fatto, della bolognese Laura Rangoni, che lo illustra così:

Piadina a parte, la Romagna è ormai più nota come luogo di divertimenti che di cultura gastronomica. In realtà i romagnoli sono sempre stati maestri nell’arte di trarre il meglio dalla loro terra, indiscutibilmente più povera rispetto alla grassa e vicina Emilia, sostituendo con l’inventiva e la fantasia ciò che la natura somministrava con parsimonia. E le preparazioni tradizionali sono impregnate dello spirito un po’ anarchico e “ruvido” della gente, come dimostrano, simbolicamente, gli strozzapreti. Ricca e variegata, poi, è la cucina di pesce, che pure resta improntata all’essenzialità, poiché, in Romagna, ciò che conta è lo spirito, il cuore aperto, l’amicizia e la generosità nella condivisione. E questo principio a tavola vale in ogni occasione, sia per le pietanze della festa, come i cappelletti, sia davanti a qualche semplice ma gustoso sardoncello alla griglia.

E infine come non perdersi nella lettura dei libri del giornalista e gastronomo Graziano Pozzetto che ci porta dritti alla scoperta della cucina romagnola in tutte le sue forme e i suoi piatti. Il nostro consiglio allora è lasciarsi andare alla lettura dell’ENCICLOPEDIA ENOGASTRONOMICA DELLA ROMAGNA (VOLUME I, II E III) ma anche il più recente e irriverente CARO VECCHIO PORCO TI VOGLIO BENE. LA TRADIZIONE DEL MAIALE IN ROMAGNA.

Buona lettura a tutti e #iorestoacasa!

Ravenna Park Race: correndo nel cuore del Parco del Delta del Po

Ravenna Park Race: correndo nel cuore del Parco del Delta del Po

Domenica 15 Settembre va in scena la 1° edizione di RAVENNA PARK RACE, la nuova proposta tra sport, turismo e natura lanciata da Ravenna Runners Club, l’associazione impegnata già nell’organizzazione della Maratona di Ravenna Città d’Arte in programma il prossimo 10 Novembre.
Un appuntamento sportivo, quello della Ravenna Park Race, che trascende dai canoni classici che caratterizzano questo tipo di manifestazioni e i motivi che lo rendono unico sono molteplici.

Una location unica e di rara bellezza

Poter percorrere gli stradelli che attraversano un ecosistema come quello del Parco del Delta del Po non è cosa da tutti i giorni! La magia ti avvolge procedendo sui sentieri della Pineta San Vitale fra pini, pioppi e il ricco sottobosco, per non parlare poi della bellezza delle grandi lagune salmastre collegate al mare sulle quali si affacciano i caratteristici casolari da pesca.
Lo stupore poi ti coglie nella Pialassa della Baiona con i dossi che emergono dalle acque sui quali si sviluppano piante di rara bellezza e vivono molte specie di uccelli; e poi come tralasciare il fascino delle onde del mare che si infrangono sulla massicciata di Casal Borsetti?

Ravenna Park Race

Ravenna Park Race | Foto © Maratona Ravenna

Un evento per tutti: runner, famiglie, amici e conoscenti

Non è solamente un appuntamento per atleti e sportivi allenati (con un trail da 21,097 km) molti dei quali provenienti da paesi lontani come Russia, Romania e Slovenia. La Ravenna Park Race è un evento speciale adatto a tutti coloro che sono amanti della vita all’aria aperta e che per l’occasione vogliano godere delle bellezze della natura percorrendo un’ecopasseggiata di 8 km.

Un ospite d’eccezione: Marco Olmo

A dare il via alla partenza sarà presente il celebre ultramaratoneta Marco Olmo, un’autentica leggenda per gli ultrarunner di tutto il mondo. A quasi 71 anni il palmares di quest’uomo è impressionante e contempla la partecipazione praticamente a tutte le più grandi sfide di resistenza del Pianeta: un personaggio poliedrico autore di diversi libri, e protagonista di film e documentari sportivi.

Una medaglia da favola

All’arrivo i concorrenti della Half Marathon riceveranno in dono una bellissima medaglia dal design moderno e dai colori sgargianti a richiamare il calore del sole, il blu del mare e del valli del Delta, la natura e le mille varietà di piante della zona.
E per tutti i concorrenti anche una t-shirt tecnica realizzata da JOMA, appositamente studiata per l’evento. Il colore? Ovviamente verde 😉

Segnate in agenda!
Domenica 15 Settembre parte la Ravenna Park Race: un piccolo viaggio nella natura, una bella esperienza da non perdere.

Percorso Ravenna Park Race 2019

Percorso Ravenna Park Race 2019

Alcune cose insolite da vedere a Ravenna

Alcune cose insolite da vedere a Ravenna

Che Ravenna sia la capitale del mosaico, ormai, si potrebbe dire che lo sappiano anche i muri. Nel nostro blog ne abbiamo parlato diffusamente (siete più da mosaico contemporaneo o per i capolavori che ispirarono Dante e Klimt?), e sicuramente una tappa al Sito Unesco, se venite in città, è d’obbligo. Ma se volete andare alla ricerca di qualcosa di insolito e di particolare da vedere a Ravenna per arricchire la vostra visita, questo è il post che fa per voi! Gli appassionati delle mete originali, delle curiosità nascoste e dei musei insoliti qui troveranno pane per i loro denti.


Il Capanno di Garibaldi

A pochi chilometri da Ravenna, su via Baiona, si trova il cosiddetto “Capanno di Garibaldi”. Si tratta di una riproduzione fedele di uno dei luoghi protagonisti della trafila garibaldina, capanno che nel 1810 venne costruito a uso di caccia e distrutto da un incendio nel 1991 e subito ricostruito dalla società che dal 1882 si occupa della sua cura.

In seguito alla caduta della Repubblica Romana nel 1849, Giuseppe Garibaldi si mise in fuga imbarcandosi a Cesenatico con 250 dei suoi uomini, diretto verso Venezia. Scoperto dagli austriaci, dovette riparare sbarcando a Magnavacca (oggi Porto Garibaldi), dove appunto presero avvio i 14 giorni della trafila garibaldina (agosto 1849), operazione che impegnò i patrioti ravennati e ferraresi con l’obiettivo di proteggere il generale e sua moglie Anita, combattente coraggiosa che a Ravenna trovò la morte: a questo link trovate il racconto.

Il capanno si trova lungo la strada che da Ravenna porta al mare, verso Porto Corsini e Marina di Ravenna, immerso nell’affascinante paesaggio della Piallassa della Baiona. La sua posizione rende la visita agevole se avete intenzione di trascorrere una giornata al mare o nelle valli di Ravenna.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale.

cose insolite da vedere a Ravenna: il Capanno di Garibaldi

Il Capanno di Garibaldi


Il Piccolo Museo di Bambole e altri balocchi

Tra i musei affascinanti e particolari da vedere a Ravenna c’è sicuramente il Piccolo Museo di Bambole e altri balocchi. Il museo si trova in centro, al numero 4 di Via Fantuzzi, ad angolo di Piazza Kennedy. Nei suoi locali sono esposte bambole e giocattoli collocabili tra la metà del XIX secolo e la metà del XX. Si possono trovvare, ad esempio, bambole in porcellana, in panno imbottito, in celluloide o cartapesta, ma anche accessori o casette, camerette, cucine, animali in peluche. Per gli amanti del vintage sarà una visita fantastica: osservare questi balocchi è come fare un viaggio nel tempo.

Oltre ai giocattoli, alcune teche espongono quaderni e oggetti di cartoleria d’epoca, vestititini e accessori d’altri tempi. Arricchisce il patrimonio una collezione di oltre 300 libri per bambini (scolastici e non) e una raccolta di bambole artigianali dedicata alle diverse zone del mondo: si trovano qui la bambola dell’aborigeno australiano, le bamboline mongole, il maori, la giapponesina e l’amish.

Per maggiori informazioni, qui trovate orari di apertura, prezzi e contatti.


MAS – Museo Nazionale delle Attività Subacquee

Il MAS – Museo Nazionale delle Attività Subacquee è la meta perfetta per gli amanti del mare e degli sport acquatici. Il museo si trova a Marina di Ravenna in Piazza Marinai d’Italia ed è visitabile tutto l’anno previa prenotazione. L’esposizione è stata realizzata e curata da The Historical Diving Society Italia, associazione storica di attività subacquee. Aperta nel 1998, in Italia costituisce il primo e unico esempio del suo genere. Il visitatore può ammirare una variegata collezione di materiali, attrezzature, stampe, diorama, attraverso pannelli esplicativi che illustrano i vari aspetti dell’attività subacquea. Il museo è diviso in sezioni dedicate alla Marina Militare, al Cristo degli abissi, al Lavoro subacqueo, a immagini e video subacquee e a mostre tematiche. Non da ultimo, in museo è presente una ricca biblioteca dedicata al mondo subacqueo disponibile per studenti e ricercatori.

Maggiori informazioni a questo sito.

MAS - Museo Nazionale delle Attività Subacquee

MAS – Museo Nazionale delle Attività Subacquee

 


Lo zoo urbano di Davide Rivalta

Le sculture di Davide Rivalta, di cui abbiamo già parlato in questo post, sono indubbiamente tra le opere d’arte contemporanea più interessanti da vedere a Ravenna. In foto potete ammirare i Gorilla (Occulti latices), installati nel 2002 nel Palazzo di Giustizia di Ravenna: questi massicci bronzi sorprendono gli avventori col realismo delle figure e l’estraneità rispetto al contesto così formale. L’effetto è sorprendente ed ironico. Oltre a questi, la città di Ravenna ospita permanentemente altre due opere di Rivalta. Dal 2008, in una delle sale dell’Autorità Portuale campeggiano su una parete le sagome in grafite dei Rinoceronti: il tratto grafico dell’artista sa dare ai suoi disegni lo stessa presenza scenica delle sue sculture. Davanti alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe invece, giganteggiano sull’erba grandi bufali in bronzo che sembrano muoversi verso l’ingresso della chiesa, mentre all’interno del Museo Nazionale, invece, potrete trovare dei lupi.

I Gorilla di Davide Rivalta al Palazzo di Giustizia di Ravenna | © artribune.it

I Gorilla di Davide Rivalta al Palazzo di Giustizia di Ravenna | © artribune.it


La casa delle Marionette

La Casa delle Marionette ospita la Collezione Monticelli, ossia una raccolta di marionette, burattini, scenografie, copioni manoscritti e tanto altro che la famiglia ha tramandato, di padre in figlio, per ben cinque generazioni. Furono gli stessi membri della famiglia ad aver creato molte delle marionette, a partire dalla prima metà del XIX fino ai giorni nostri. La collezione comprende una cinquantina di marionette, un centinaio di burattini, circa duecento scenografie, oltre cento copioni manoscritti e numerosi materiali cartacei di tournée. Una sezione del museo è dedicata agli ultimi decenni di lavoro del Teatro del Drago, fondato nel 1979 da Andrea e Mauro Monticelli, appartenenti all’ultima generazione della famiglia.

Per avere maggiori informazioni sulle attività della Casa delle Marionette e per scoprire i giorni di apertura o come prenotare una visita, andate a questo sito.


Questi consigli vi permetteranno di arricchire la vostra permanenza aggiungendo un po’ di originalità alla “classica lista” di cose da fare e vedere a Ravenna. Per trovare altri spunti, vi consiglio di leggere anche i post dedicati alle gite da fare nei dintorni di Ravenna, alle oasi naturali e alle sue località balneari.