Il cuore grande di Ravenna che batte per la Maratona

Il cuore grande di Ravenna che batte per la Maratona

È stata davvero un grande successo la Maratona di Ravenna di quest’anno. Anzi, è stato davvero l’anno dei record!

Le adesioni sono state così tante che qualche giorno prima della partenza si è dovuto provvedere alla chiusura anticipata delle iscrizioni per evitare problemi di sicurezza. Si parla di circa 15 mila presenze, persone in carne e ossa che hanno letteralmente invaso la città per un weekend incredibile.

Non solo dal punto numerico, ma anche i cronometri hanno battuto i migliori tempi di sempre: il vincitore keniota Wilfred Kipkosgei Murgor ha tagliato il traguardo con un tempo di 2h12’36”, battendo di ben 1’29” il precedente record della Maratona ravennate, stabilito dal suo connazionale Julius Choge nel 2007. Anche la runner etiope Aberu Ayana Mulisa,la prima donna a tagliare il traguardo, ha superato alla grande il precedente miglior tempo con un 2h36’32”.

Ma le soddisfazioni della Maratona di Ravenna quest’anno sono state davvero tante! Basti pensare al fatto che la nostra medaglia è stata giudicata come la più bella d’Europa, nonché seconda più bella al mondo (seconda solo a quella di Washington), in occasione del Congresso Mondiale di AIMS svolto a Tallin.

C’è da dire però che la bellezza di un evento e la grandezza di una manifestazione non si misurano solo con i numeri. Ravenna è sempre fonte di grande ispirazione e l’atmosfera che si respira, a volte, è magica: è anche questo che fa grande la Romagna e i romagnoli, dei duri dal cuore tenero, che sanno sempre aprirsi e condividere l’amore per la loro Terra per creare qualcosa di bello e speciale.

Questo grande spirito e questo grande cuore si può dire che quest’anno sia stato simboleggiato da una simpatica signora che, sul ciglio della strada, si è messa a incoraggiare e a salutare i corridori dando il cinque con la mano a chi le passava vicino.
Il video ha avuto un grandissimo successo sui social e ha fatto sentire orgogliosi e fieri tutti i cittadini di Ravenna. Questo è il senso di condivisione e comunità che amiamo!

Ma toccante è stato anche un altro filmato che ha visto come protagonisti due ragazzi: il giovane podista di San Marino Michele Agostini, dopo aver ottenuto il grandioso risultato di essersi posizionato nono assoluto alla Mezza Maratona, ha chiesto alla sua compagna Laura, che l’aspettava al traguardo, di sposarla. ♥

La nostra città non smette di farsi grande, forte e accogliente, e belle occasioni come questa edizione della Maratona ne sono un esempio. Abbiamo creato ricordi indelebili alla Maratona di Ravenna, tutti insieme!

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

La XX Maratona di Ravenna Città d’Arte è pronta al via!

La XX Maratona di Ravenna Città d’Arte è pronta al via!

La XX Maratona di Ravenna Città d’Arte è alle porte, e noi di #myRavenna non stiamo nella pelle!
La nostra città sta nuovamente per animarsi grazie ai numerosissimi atleti e appassionati di running che questa domenica (11 novembre 2018) brulicheranno per le strade del nostro centro storico.

La manifestazione interessa però tutto il weekend: già venerdì 9 infatti è previsto l’inizio degli incontri dedicati all’evento e alla sua preparazione: qui potete trovare tutto il programma.
Presso i Giardini Pubblici retrostanti la Loggetta Lombardesca del MAR sarà allestito l’Expò Marathon Village, uno spazio espositivo allestito per poter soddisfare le esigenze di tutti gli sportivi venuti in città per l’occasione. Oltre gli stand turistici dove i runners e i loro accompagnatori potranno avere le informazioni che cercano su Ravenna, saranno predisposti punti per il ritiro della pettorina e dei pacchi gara, ma anche prodotti per la corsa e info point di altre maratone di tutto il Mondo,

Sabato 10 novembre si troveranno al via le prime due corse ludiche: la Conad Family Run, con partenza alle 10.30 ai Giardini Pubblici, dedicata ai più piccoli sportivi e alle loro famiglie, e la Dogs & Run – Maratonina a 6 zampe, con partenza alle 12.00, con un percorso pensato per le coppie di cani e padroni che si vogliono cimentare in una prova di canicross (a passo libero).

Per chi volesse partecipare alla corsa di domenica, invece, è importante sapere che è possibile iscriversi in base alla lunghezza del percorso che si vuole affrontare: le due gare competitive hanno la loro partenza in Via di Roma, davanti al Museo MAR, alle ore 9 e sono la Maratona Internazionale, quella classica da 42 km, e la Half Marathon, lunga la metà. Alle ore 9.30, nello stesso luogo, partirà invece la Martini Good Morning Ravenna, la corsa non competitiva da 10,5 km.

La Maratona di Ravenna è un’occasione di soddisfazione e di divertimento davvero per tutti: è nata Correndo Senza Frontiere, la manifestazione ludico motoria pensata per le persone con disabilità che vogliono partecipare alla giornata della Maratona. Il percorso è di 3 km e parte alle 9.00 (ritrovo per le 8.30) da Porta Serrata, in Via di Roma 268, si snoda nel centro storico e si conclude davanti al MAR. A questo link trovate la locandina!

Il percorso completo della Maratona di Ravenna Città d'Arte | © maratonadiravenna.com

Il percorso completo della Maratona di Ravenna Città d’Arte | © maratonadiravenna.com

Ma vediamo ora il percorso completo di 42.195 km!
La Maratona di Ravenna è intitolata “Città d’Arte” mica per niente. La corsa si snoda infatti intorno alle zone più suggestive e importanti della nostra città e dei suoi dintorni. La partenza e l’arrivo sono davanti al MAR, il Museo d’Arte della Città, ma quali sono le tappe?

Si inizia percorrendo Via di Roma, passando davanti alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, e si prosegue fino all’antica Rocca Brancaleone. Da lì si scende verso la Darsena, la finestra sul mare della città, che si costeggia fino al Parco e al Mausoleo di Teodorico. Il percorso continua dritto verso il cuore di Ravenna: si passa davanti al Battistero degli Ariani e al Muro di Droctulfo, poi al Mausoleo di Galla Placidia e alla Basilica di San Vitale. Il giro in centro, condiviso anche dalla corsa di 10,5 km (qui il percorso di Good Morning Ravenna), si conclude con il passaggio davanti al Duomo e al Battistero Neoniano, in Piazza San Francesco e davanti alla Tomba di Dante.

Le due maratone competitive proseguono verso Classe, con la sua Basilica di Sant’Apollinare e l’antico porto come tappe. Successivamente, si fa ritorno verso Ravenna, e la Mezza Maratona si conclude nella zona della Loggetta Lombardesca, da dove era partita (qui potete vedere il suo percorso).

La Maratona completa invece prosegue puntando dritto verso il mare: a Punta Marina Terme. Ritornando, si ripassa dalla Darsena, dal Mausoleo di Teodorico e dal Sant’Apollinare Nuovo, facendo arrivo all’agognato traguardo del MAR.

La Maratona si svolge in una Città d’Arte che sa valorizzare e condividere il suo patrimonio: bellissima l’iniziativa Corri Ravenna e Vivi l’Arte che ha voluto includere nel costo dell’iscrizione l’ingresso gratuito ad una selezione di musei. Si tratta del già citato MAR con la sua mostra ?War is over, della Domus dei Tappeti di Pietra e della Cripta Rasponi e Giardini Pensili. Tutte le info le trovate qui!

Se anche voi non vedete l’ora di partire, sul sito ufficiale non troverete solo tutte le informazioni necessarie, ma anche il countdown! 😉

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I Giardini di Ravenna: natura, storia, sport e relax!

I Giardini di Ravenna: natura, storia, sport e relax!

La città di Ravenna è ricca di aree verdi, ed è evidente soprattutto se la si guarda dall’alto. I giardini e i parchi sono diversi e hanno caratteristiche e peculiarità differenti, così che ce n’è davvero per tutti i gusti! Sono infatti molto frequentati e apprezzati sia dai ravennati che dai turisti. Che cosa li rende così speciali? Se non li conoscete bene o non li avete ancora visitati, questa piccola guida fa al caso vostro!

I GIARDINI PUBBLICI DI RAVENNA
I giardini pubblici di Ravenna, che si estendono per oltre 3 ettari e mezzo, sono stati inaugurati all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso e sono il primo vero parco Urbano della città. L’area, così vasta, precedentemente era la sede dell’ippodromo e del velodromo ravennati. Il progetto era firmato dall’architetto Arata e il suo nucleo centrale si ispirava molto alla struttura canonica del giardino all’italiana. Il parco è adatto per molte occasioni: ha un bar, molti giochi per bambini, è adatto sia per rilassarsi con un buon libro che per fare attività fisica. L’Associazione Amici della Cardiologia ha infatti collaborato con il Comune creando un’area con attrezzi per fare ginnastica.
Nel 1985 al suo interno è stato inaugurato il Planetario, dove spesso si organizzano conferenze, lezioni, laboratori didattici. La struttura è in possesso di uno strumento in grado di proiettare sulla cupola l’immagine artificiale della volta celeste nelle migliori condizioni di visibilità, grazio al quale si possono osservare le stelle e le costellazioni di entrambi gli emisferi.
Su una delle pareti esterne del Planetario è possibile anche ammirare una grande installazione di mosaico dell’artista Invader, raffigurante lo Spock di Star Treck nell’atto di salutare un alieno venuto ad attaccare la terra. Invader è uno street artist francese di fama internazionale e Ravenna può vantare molte sue opere, sparse in giro per la città.
I giardini pubblici sono aperti dalle 7.30 al tramonto e si trovano tra via Santi Baldini e via Roma, alle spalle del Mar e di Santa Maria in Porto.

La Loggetta Lombardesca dai Giardini pubblici di Ravenna | © retealmagia via Instagram

La Loggetta Lombardesca dai Giardini pubblici di Ravenna | © retealmagia via Instagram

 

IL GIARDINO RASPONI O DELLE ERBE DIMENTICATE
Il Giardino Rasponi o delle erbe dimenticate si trova nel centro della città, in Piazzetta Paolo Serra. La sua posizione lo rende ancora più affascinante perché dal suo interno si gode di una bella vista della cupola del Duomo e del suo bel campanile circolare. Il Giardino è detto delle “erbe dimenticate” perché lì vengono coltivate erbe recuperate dagli antichi ricettari degli speziali oltre che ad erbe più note al giorno d’oggi e presenti nelle ricette della cucina mediterranea.
Il Giardino è aperto dalle 9 alle 12.30, dal lunedì al sabato.

Giardino Rasponi o delle erbe dimenticate | © www.fiori-forchette.com

Giardino Rasponi o delle erbe dimenticate | © www.fiori-forchette.com

 

I GIARDINI DELLA ROCCA BRANCALEONE
Questa grande area verde (di oltre 17.000 mq!) sarà la prediletta degli appassionati di storia e di archeologia, che a Ravenna di certo non mancano. Il parco si estende tra le mura dell’antica fortezza veneziana che gli dà il nome. La Rocca Brancaleone fu costruita a partire dalla metà del XV secolo per rafforzare le difese della città. La zona era infatti utilizzata per gli alloggi delle guarnigioni, per i depositi di derrate, delle armi, e anche per le stalle della cavalleria.
I giardini sono stati aperti negli anni Settanta, e oggi è possibile leggere su dei pannelli didattici sia la storia della Rocca veneziana che descrizioni della flora presente nel parco. È attrezzato con giochi per i bambini e panchine per rilassarsi e ammirare il paesaggio.
I giardini si trovano in via Rocca Brancaleone e sono aperti tutti i giorni, ma gli orari variano di mese in mese. Puoi consultarli qui.

Giardini della Rocca Brancaleone | © www.romagnamania.com

Giardini della Rocca Brancaleone | © www.romagnamania.com

 

PARCO DI TEODORICO
In prossimità di Giardini della Rocca Brancaleone, si estende un’altra immensa area verde: quella del Parco di Teodorico. Il nome si rifà all’importante Mausoleo di Teodorico, uno dei simboli di Ravenna, che si erge al suo interno. Il re in persona volle la costruzione del Mausoleo, avvenuta nel 520 d.C..
L’architetto Boris Podrecca ha progettato i giardini per esaltare la bellezza del monumento e per creare scorci suggestivi dai quali poterlo ammirare. Il parco contiene aree molto differenti tra loro: fare una passeggiata qui è una vera immersione nel verde! Al suo interno si trovano zone alberate, orti conclusi, specchi d’acqua in cui in estate fiorisce il loto, aree per i giochi dei bambini… e anche tartarughe, anatre, pesci, oche!
Il Parco è tra via Pomposa e via delle Industrie ed è aperto tutti i giorni dalle 7.30 del mattino all’ora del tramonto. Gli orari di apertura del Mausoleo di Teodorico potete invece trovarli, insieme ad altre informazioni, qui.

Mausoleo di Teodorico, Ravenna | © www.carnetdevoyage.it

Mausoleo di Teodorico, Ravenna | © www.carnetdevoyage.it

 

I GIARDINI PENSILI DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA DI RAVENNA – CRIPTA RASPONI
Nel cuore della città, con accesso da Piazza San Francesco, ci sono i giardini pensili del Palazzo della Provincia. Il giardino, molto curato, ha al suo centro una grande fontana che rende l’ambiente ancora più armonioso. Tra la vegetazione svetta una torretta neogotica, sulla quale si può salire per accedere al belvedere da cui ammirare sia Piazza San Francesco che il giardino dall’alto.
L’ingresso è a pagamento (il prezzo intero è di soli 2 euro, e sono previste riduzioni) e permette di far visita anche alla suggestiva Cripta Rasponi, che costituiste il più antico nucleo conservatosi del complesso di Palazzo Rasponi. Risale probabilmente alla fine del Settecento e in realtà non fu mai utilizzato come sepoltura della famiglia. Al suo interno, particolarmente interessante è l’antica pavimentazione in mosaico, forse proveniente dalla chiesa di San Severo a Classe (VI sec.).
Per maggiori informazioni e per gli orari, potete guardare qui.

Giardini pensili del palazzo della Provincia e Cripta Rasponi | © www.criptarasponi.it

Giardini pensili del palazzo della Provincia e Cripta Rasponi | © www.criptarasponi.it

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Il mostro di Ravenna: una storia da brividi

Il mostro di Ravenna: una storia da brividi

La storia di Ravenna è costellata di racconti popolari e leggende, e alcuni sono più misteriosi di altri. La storia che vi vogliamo raccontare oggi inizia l’8 marzo 1512. Da una monaca e da un frate nasce una creatura mostruosa: frutto di un amore illecito e presagio di cattiva sorte.

Una testimonianza dell’epoca dipinge un “quadretto” a dir poco raccapricciante: pare che il cosiddetto mostro di Ravenna avesse la testa enorme, un corno in fronte e una bocca esagerata. Una delle due gambe, quella dall’aspetto più “umano”, aveva un occhio nel ginocchio, mentre quella più bestiale era pelosa come la zampa del diavolo. Sul petto, tre lettere: Y X V. «Mai homo se recorda simile cosa».

Si riferì la notizia al Papa Giulio II, che ordinò che venisse subito abbandonato nel bosco: ne facesse Dio quello che riteneva più giusto. Intanto, però, la notizia dilagò: tutti ne parlavano, tutti ne volevano sapere qualcosa. La storia si arricchì di dettagli: il mostro di Ravenna sembrava sempre più spaventoso.

Nel XVI secolo le persone erano molto superstiziose, e questa nascita venne interpretata come una punizione divina, nonché come segno di un’imminente disgrazia.

Il mostro di Ravenna | © diravenna.it

Il mostro di Ravenna | © diravenna.it

La tragedia non tardò ad arrivare: l’11 aprile del 1512 Gaston de Foix, alla guida dell’esercito francese e degli estensi, attaccò le truppe della Lega Santa nei pressi della nostra città. Questa terribile giornata è ricordata come la battaglia di Ravenna, una delle più sanguinose della Guerra della Lega di Cambrai, ricordata anche da Ludovico Ariosto per i suoi effetti devastanti. Viene ancora oggi ricordata perché fu una delle prime occasioni in cui vennero utilizzati gli efficaci e terribili cannoni di Alfonso d’Este: era l’inizio di una svolta epocale che segnò per sempre la storia della guerra e dell’uomo.

Ravenna dichiarò la resa senza condizioni ai francesi e agli Este, che vinsero la battaglia, ma fu comunque brutalmente saccheggiata e depredata. La leggenda si insinua anche in questa triste pagina della nostra storia: sembra che, per le strade della città ferita, il mostro di Ravenna si aggirasse ridendo sguaiatamente… La mefistofelica creatura godeva della sofferenza della città che l’aveva mandata a morire!

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Guida sentimentale ai prodotti e ai piatti tipici di Ravenna

Guida sentimentale ai prodotti e ai piatti tipici di Ravenna

La tradizione enogastronomica romagnola è ricchissima, e chi vive o visita Ravenna può confermare che la nostra città ne è un’ottima rappresentante! I prodotti e i piatti tipici sono numerosi e vengono apprezzati in tutta Italia: la piadina, ad esempio, è l’ambasciatrice numero 1 della buona cucina romagnola!

Le sagre e le feste in onore della nostra cucina tipica sono tante. Oggi, ad esempio, inizierà la sedicesima edizione di GiovinBacco, Sangiovese in festa che si tiene dal 26 al 28 ottobre a Ravenna, tra piazze e palazzi. Questa manifestazione vuole celebrare i migliori prodotti del territorio, il mangiar bene e lo slow food: in mostra (e nei calici) ci saranno i vini delle cantine di Romagna, i prodotti della terra, street food di qualità, piadine, formaggi e tanto altro ancora!

Insomma, se si dice che pânza pïna us rasòna mej, un motivo ci sarà… No? Ecco una piccola guida (sentimentale) ad alcuni dei piatti tipici di Ravenna e dei prodotti del suo territorio!

I Cappelletti Romagnoli

Quando si pensa all’oro di Ravenna forse la prima cosa che viene in mente sono i mosaici, ma i veri intenditori faranno un pensiero anche a un bel piatto di cappelletti nel brodo fumante. La tipica pasta all’uovo, a differenza degli omonimi cappelletti emiliani e dei tortellini bolognesi, qui dalle nostre parti viene tradizionalmente riempita con formaggi e servita in brodo di cappone, talvolta con il ragù. A Natale non possono mancare in tavola, ma sanno scaldare il cuore in ogni occasione e soddisfare ogni palato.

I Cappelletti Romagnoli | © Travel Emilia Romagna

I Cappelletti Romagnoli | © Travel Emilia Romagna


I Passatelli

Sicuramente mancheranno tanti piatti della tradizione in questa lista (impossibile parlare di tutti!), ma non si poteva evitare di citare i passatelli. Un impasto di uova, formaggio, pane raffermo grattugiato, e noce moscata, viene “schiacciato” con un attrezzo apposito chiamato “il ferro da passatelli” o, quando manca, con uno schiacciapatate a fori grossi. Sono serviti in brodo e sono un piatto tipico dei giorni di festa.


Il Castrato di Romagna

Il castrato (Castrébrasula ‘d castrè) è il tipico piatto di carne di Ravenna: con questo termine si indica solitamente il maschio ovino castrato e le carni che se ne ricavano. Questi animali vengono allevati al pascolo e nutriti con erbe fresche, granaglie e cereali. Solitamente questa carne viene marinata con sale, aglio e rosmarino e cotta in graticola su braci. Infine può essere servita semplicemente con olio d’oliva e limone, oppure in umido con lo scalogno. Molto appetitose sono anche le costolette di castrato, impanate con farina, uova sbattute, pangrattato, parmigiano grattugiato e fritte in abbondante olio d’oliva o alla griglia.


Le Cozze di Marina di Ravenna

Ogni città di mare che si rispetti ha una tradizione culinaria legata al pescato, ma poche possono vantare cozze ottime come quelle di Marina di Ravenna. Quelle di questa località vengono considerate selvatiche e cresce in alto mare. Per raccoglierla, i pescatori devono immergersi per 10/15 metri, e a volte addirittura fino a 25!
Anche le vongole sono presenti in buone quantità, e si possono gustare come le cozze: alla marinara o in guazzetto. Per gli amanti dei piatti di pesce, ottimo è anche il pesce azzurro, sempre pescato fresco.

Le cozze di Marina di Ravenna | © emiliaromagnaturismo.it

Le cozze di Marina di Ravenna | © emiliaromagnaturismo.it


La Piadina Romagnola

La piadina a Ravenna è famosa per essere più alta e soffice rispetto a quella cucinata in altre zone della Romagna, dove è servita più sottile e croccante. Ha origini antiche, ma non certe, e la sua ricetta è davvero semplicissima: si consuma sia farcita, in mille vesti, che come companatico da accompagnare alle varie portate.
Giovanni Pascoli la definiva addirittura «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli». La più famosa? Quella allo squacquerone e rucola. La più “artistica”? Quella in mosaico di Silvia Naddeo, intitolata Romagna Pride ed esposta al MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna.

Romagna Pride di Silvia Naddeo | ©Pinterest

Romagna Pride di Silvia Naddeo, esposta al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna | © Pinterest


Lo Squacquerone di Romagna

Lo Squacquerone è il formaggio tipico del territorio ravennate ed è tradizionalmente consumato con la piadina. Ha origini rurali ed è una variante dello storico formaggio raviggiolo, da cui si differenzia per salatura e maturazione. Molle, tenero e senza crosta, è ottenuto da latte vaccino intero e va consumato fresco. Che sia 100% romagnolo lo dice anche la commissione Europea: lo Squacquerone di Romagna è D.O.P., ovvero di Denominazione Origine Protetta!


I Pinoli

Ogni primavera, a Fosso Ghiaia, una sagra lo celebra: il pinolo delle pinete dell’area circostante Ravenna è da molto tempo uno dei simboli della città, nonché uno dei migliori in Italia. Nel Settecento si era creata una piccola economia intorno alla sua raccolta, e i piccoli semi erano esaltati per i loro effetti medicamentosi.
La raccolta dei pinoli iniziava in ottobre, e in primavera le pigne si stendevano sulle aie delle pinete di San Vitale e Classe, dove erano battute con delle mazze. Poi, grazie al calore del sole e dei falò, le pigne si aprivano lasciando cadere i pinoli, diffondendo nell’aria il tipico odore aromatico e resinoso.

I Pinoli di Ravenna | © romagna.com

I Pinoli di Ravenna | © romagna.com


Lo Scalogno

Dal 1997 il nostro Scalogno di Romagna è I.G.P., a Indicazione Geografica Protetta, si distingue da tutte le altre varietà coltivate in Italia e all’estero. Si tratta di una cipolla della specie “Allium Ascalonicum”. Ha una particolare forma a fiaschetto, la buccia coriacea e un colore bruno rossastro molto vivace. È coltivato senza l’utilizzo di trattamenti e concimi chimici. La zona di produzione principale del prodotto è a Riolo Terme.
Viene utilizzato come base nella preparazione di moltissimi piatti della nostra tradizione: salse, sughi, zuppe, soffritti, ripieni, farciture… Difficile che un ravennate ne faccia a meno quando si mette ai fornelli!

Scalogno di Romagna | © imolafaenza.it

Scalogno di Romagna | © imolafaenza.it


La Pesca Nettarina di Romagna

Anche le pesche nettarine di Romagna hanno l’I.G.P.! Nate dall’incrocio di diverse tipologie a polpa gialla e bianca, sono tra le prime varietà di pesche ad aver ottenuto questo riconoscimento in Europa. La provincia di Ravenna è da sempre stata all’avanguardia per quanto riguarda la floricoltura, anche a livello industriale. I primi impianti a frutteto di pescheti soprattutto, ma anche di altra frutta, iniziarono a essere coltivati intorno a Massa Lombarda verso la fine dell’Ottocento.
La nettarina è anche nota come “pesca noce” e si distingue per la sua buccia molto liscia e compatta. Cosa le rende speciali? Sono ricche di vitamina C e potassio, e hanno una buona presenza di ß carotene e provitamina A. Sono il miglior spuntino della bella stagione!


Gli Asparagi di Pineta

L’Asparago di Ravenna nasce spontaneamente nelle sue pinete, e fino alla metà del secolo scorso era raccolto dai cosiddetti “pinaroli”. Al giorno d’oggi viene però coltivato anche in serra e nei campi, grazie a un progetto di recupero e valorizzazione dei prodotti del territorio.
Ci sono due tipi principali di asparago: il “San Vitale” (Asparagus tenuifolius), più fine e delicato, e il “Bardello” (Asparagus marittimus), rustico e dal gusto pungente. Vengono consumati sia lessati e conditi con olio e limone, oppure utilizzati per ottimi primi piatti, frittate e torte salate.

Asparagi Selvatici di Pineta © auserravenna.it

Asparagi Selvatici di Pineta © auserravenna.it


Il Sale di Cervia

A poco più di 20 chilometri da Ravenna, si trova una delle produzioni più antiche di tutta Italia: le saline di Cervia sono infatti attive da oltre 2000 anni e il loro sale è utilizzato in tutta Italia. In antichità era preziosissimo perché permetteva la conservazione dei cibi, al punto che venne usato anche come moneta: ai tempi di Augusto era il “salario” per il pagamento dei soldati!

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