Venezia e Ravenna: un’eredità vecchia di secoli

Venezia e Ravenna: un’eredità vecchia di secoli

Ravenna-Venezia

Spostandosi tra un mosaico e l’altro, tra un parco e l’altro, tra un chiosco di piadina e un ristorante, è possibile seguire un sentiero che porta a Venezia. Un tour nel tour, una mappa nella mappa, per scoprire un momento della storia di Ravenna che ha lasciato impronte indelebili.

Dal 1441 al 1509 Ravenna visse sotto il dominio della Repubblica di Venezia. A quell’epoca la città era ancora circondata dai fiumi e dalla laguna e intesseva scambi e commerci con il Delta del Po e da lì verso l’Adriatico e l’Europa.

I segni della dominazione veneziana sopravvivono ancora in città, incastonati tra gli strati delle varie epoche, ma se li incorniciamo e li osserviamo da vicino ci fanno sentire il rumore dei canali e lo schiocco dei cavalli sui ponticelli di una volta.

Il ricordo più imponente è senz’altro la Rocca Brancaleone, situata appena fuori dal centro storico. Eretta poco dopo l’arrivo dei veneziani in città, è stata teatro della Battaglia di Ravenna che vide per la prima volta l’uso massiccio di artiglieria da campo, cambiando per sempre il modo di guerreggiare e il concetto stesso di cavalleria.

Rocca Brancaleone

Rocca Brancaleone | Foto @ Nicola Strocchi

Abbandonata per alcuni secoli, nel Novecento è stata recuperata e oggi ospita un grande parco, un’arena sotto le stelle e un punto ristoro. Un leone di marmo protegge ancora l’ingresso al ridotto fortificato.

Ravenna - Rocca Brancaleone

Altorilievo del Leone Alato Veneziano

Al centro del passeggio e della vita istituzionale della città c’è Piazza del Popolo, pensata nelle sue forme attuali dalla Serenissima e da allora rimasta inalterata.
Il primo podestà veneziano ordinò di ricostruire il vecchio palazzo comunale, oggi sede del Municipio, facendolo ornare con stemmi, balconcini e ghiere in terracotta. Il palazzo delimitava la piazza dal lato del fiume Padenna che attraversava la città, passando sotto il grande arco dell’attuale via Cairoli.

Piazza del Popolo (Ravenna)

Piazza del Popolo (Ravenna) | Foto @ Delio Mancini

Di fronte al palazzetto furono erette due colonne, molto simili a quelle che in piazza San Marco a Venezia delimitano lo slargo verso la laguna. Su quella più vicina al palazzo venne collocato un leone di San Marco, mentre l’altra sorreggeva il vescovo Apollinare, santo patrono di Ravenna. Oggi il leone non c’è più, sostituito in epoca papale dalla statua di San Vitale. Dalla parte opposta della piazza fu, invece, posto il primo orologio, sancendo definitivamente il ruolo di potere in quel luogo e della presenza dominante di Venezia in quei decenni.

Una delle stradine più belle del centro storico è senz’altro via Cairoli. Stretta come il canale che le scorreva in mezzo, è riservata ai pedoni (nemmeno le bici possono passare, se non condotte a mano), ospita negozi e punti gastronomici, oltre a Casa Loredan, forse dimora del primo podestà e capitano di Ravenna. Finestre a balconcino in stile gotico-veneziano, colonnette in marmo rosso di Verona, capitelli di gusto rinascimentale la rendono una delle più eleganti vestigia del governo di Venezia.

Tra le case d’età veneziana questa è forse la più graziosa. È Palazzina Diedo, in via Raul Gardini. Conserva il cotto ruvido della facciata, alcuni elementi in pietra d’Istria, oltre al balconcino sul quale s’affaccia l’elegante bifora e l’arco d’ingresso, sul quale rimangono scolpite le due bande orizzontali dell’arme dei Diedo.

Palazzina Diedo (Ravenna)

Palazzina Diedo (Ravenna) | Foto © Giampiero Corelli Fotoreporter (edificistoriciravenna.it)

La semplice armonia di questo edificio stride con un fatto di sangue che nella notte del 29 gennaio 1576 lo vide protagonista. Girolamo Rasponi, con i suoi seguaci, compì una missione punitiva contro la nipote e la famiglia del marito, venendo poi esiliato dalla città. L’orrendo crimine, tuttavia, non scalfì la secolare egemonia dei Rasponi nel ravennate.

MAR - Museo d'arte della Città di Ravenna

MAR – Museo d’arte della Città di Ravenna | Foto @ Archivio Comune di Ravenna

Per evitare gli assalti via mare ai Canonici regolari lateranensi, la cui sede si trovava troppo vicino alla costa, i veneziani invitarono i religiosi a spostarsi nel nuovo monastero di Santa Maria in Porto, chiamata così poiché si trovava alla foce del fiume Badareno, poi scomparso. Veneziano fu il primo priore, e squisitamente veneziano l’impianto architettonico del nuovo monastero, con l’elegante armonia di forme e proporzioni che caratterizza l’elegante loggiato a due ordini, affacciato su quelli che oggi sono i Giardini Pubblici. Veneziano anche il massiccio impiego di pietra d’Istria e il chiostro, sempre a due ordini. Oggi l’edificio ospita il MAR – Museo d’Arte di Ravenna. Per informazioni sulle mostre in corso ecco il sito del museo.

Ravenna - Palazzo Bracci

Ravenna – Palazzo Bracci (Ravenna)

Palazzo Bracci è l’ultimo dei nostri suggerimenti di questo percorso tra Ravenna e Venezia. Prima che la piazza maggiore venisse ampliata dai veneziani, di fronte a Palazzo Bracci doveva trovarsi il centro pulsante della vita della città. In quella che oggi è piazza Andrea Costa, di fronte al mercato coperto, incastonata tra la chiesa di San Michele in Africisco (oggi un negozio di abbigliamento) e la chiesa di San Domenico (oggi una sala espositiva) si trovava un nodo di acque: il Padenna, che giungeva da nord e un altro piccolo fiume che scendeva parallelo all’attuale via Cavour. Il palazzo, che oggi ospita un albergo, è austero, in laterizio grigio, con qualche tocco di bianco in pietra d’Istria, lavorata a finissimi intagli. Un’eleganza semplice, che culmina nel balconcino tipico delle dimore signorili dell’epoca. All’interno, interessanti pitture ornano il soffitto ligneo della sala lunga, di gusto tipicamente quattrocentesco, e celebrano l’unione tra i Bracci e – non potevano mancare! – i Rasponi, che ricevettero insieme il titolo di Conti, dall’Imperatore, nel 1469.

Non vi abbiamo detto tutto sull’eredità veneziana a Ravenna. Vi sono altri edifici di quell’epoca, custoditi nel centro storico. Ma vorremmo lasciare che sia l’ispirazione – o la fortuna – a farveli incontrare.

Mappa della Ravenna Veneziana

Mappa della Ravenna Veneziana

Come quando trovi la sabbia dell’anno prima in fondo alla valigia

Ravenna e la Street Art

Ravenna e la Street Art

Da diversi anni l’Arte, con la A maiuscola, a Ravenna non è soltanto monumenti, mosaici, cappelletti e piadina. Esiste una mappa, grande come tutta la città, con più di ottanta opere diverse, moderne e sempre visibili.
È l’arte di strada, quella dei murales, quella che colora gli edifici, portando la creatività e alcuni capolavori al di là dei luoghi consueti.
Per una volta cediamo all’inglese, perché non c’è altro modo per nominare questo fenomeno. È la Street Art. E a Ravenna ha trovato casa (anzi, case!).

Ericailcane (Ravenna, via Gulli) | Festival Subsidenze

Ericailcane (Ravenna, via Gulli) | Festival Subsidenze

Grazie soprattutto all’associazione culturale Indastria (artefici del Festival Subsidenze), che in questi anni ha collaborato con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna, la città è diventata una piccola capitale romagnola della street art e un punto di riferimento a livello nazionale.

Dalla Darsena a Porta Adriana, dalla zona Stadio alla Rocca Brancaleone, Ravenna si è trasformata in un museo a cielo aperto che ospita opere di artisti italiani e internazionali. Lavori tendenzialmente grandi (o molto grandi!) che portano un messaggio artistico e culturale, a volte onirico, a volte drammatico, a volte romantico, a volte irriverente. Tra queste ne abbiamo scelte alcune, che ci hanno colpito.


Il murales di Millo in Piazzale Sighinolfi

Il murales di Millo (Ravenna, Piazzale Sighinolfi)

La palestra dell’Istituto Tecnico, in via Sighinolfi, è una parallelepipedo grigio e anonimo, quasi industriale. MILLO, artista di origini Brindisine, lo ha interamente ridecorato con un’opera gigante. Due giovani innamorati si elevano sulla città, con lo sguardo fisso sul cellulare. Solo “taggando” i loro luoghi del cuore possono rivelare i propri sentimenti. Sono connessi ma non si incontrano. Forse li salverà la passione.

L'opera di QBIC (Ravenna, via Fiume) | Festival Subsidenze

L’opera di QBIC (Ravenna, via Fiume) | Festival Subsidenze

QBIC invece è un artista kazako, illustratore e designer, che in via Fiume ha realizzato un’immagine onirica, surreale, con grandi uccelli bendati che volano al tramonto, guidati da personaggi incappucciati. Forse un omaggio a chi parte, senza una meta, alla ricerca di una vita più degna.

Dante Alighieri (Opera di Kobra)

Dante Alighieri di Kobra (Ravenna, via Pasolini) | Foto @ Marco Miccoli

Nel centro storico, in via Pasolini, c’è invece un Dante dal profilo solenne, ma dal volto a colori, come fosse una tavolozza geometrica. KOBRA, street artist brasiliano, ha creato il proprio omaggio al Sommo Poeta, tradizionale e vivacissimo allo stesso tempo.

Due innamorati che si baciano prima di essere inghiottiti dalla vegetazione è l’emozionante opera concettuale, robotica, scomposta, che l’artista italiano PIXEL PANCHO, ha realizzato in via Trieste, in verticale. Il colore della pelle dei protagonisti è il medesimo del palazzo che funge loro da dolce riparo. Forse hanno trovato casa, mentre si fondono con la terra…

Jim Avignon (Ravenna, Via Gulli) | Festival Subsidenze

Jim Avignon (Ravenna, Via Gulli) | Festival Subsidenze

Poco lontano, in via Tommaso Gulli, JIM AVIGNON, artista originario di Monaco di Baviera e uno dei primi ad aver realizzato un’opera sul Muro di Berlino dopo la sua caduta, ha creato un’opera che parla di integrazione, realizzata non a caso in uno dei quartieri più multi etnici della città.

L'opera in zona Darsena di Ericailcane | Foto ©BlindEyeFactory

L’opera in zona Darsena di Ericailcane (Ravenna, via Salona)  | Foto ©BlindEyeFactory

In Darsena invece campeggia il “mostruoso” murales di ERICAILCANE, artista di fama mondiale, collocato sui muri dell’ex mangimificio Marini. Un grande serpente marino spaventa i poveri topolini a bordo di una barca assai stipata. Chiedono la resa, sventolando una bandiera bianca, per poter passare oltre e magari raggiungere un luogo sicuro, al riparo dalle minacce della modernità.
Poco più in là, nei pressi del Pala de André, due nuove opere realizzate una da Ericailcane e l’altra dalla compagna BASTARDILLA ci fanno riflettere sulla fatica dura ma necessaria per combattere contro il fascismo.

Ma, più o meno nascoste per le vie del centro (e dei lidi), vi sono anche opere molto più piccole. Sono gioielli incastonati, da scovare col tempo, magari una “scusa” per aggirarsi in parti della città al di fuori delle solite rotte turistiche.

Dell’artista francese Invader e delle sue opere ne abbiamo già parlato qui, dunque la nostra suggestione per la minuteria artistica questa volta riguarda BLUB, artista fiorentino, celebre a livello internazionale per le sue opere della serie “L’arte sa nuotare”, per la quale ha realizzato ritratti di personaggi famosi (cantanti, stilisti, attori, compositori, personaggi storici e molti altri), rigorosamente sott’acqua e con maschera da sub. Le sue opere, alcune delle quali sono state rubate – segno, quantomeno, di apprezzamento – vengono realizzate solitamente sugli sportelli che racchiudono le terminazioni elettriche urbane. A Ravenna sono oramai una trentina, e formano una nuova mappa nella mappa della nostra street art.

Una delle opere di Blub a Ravenna

Una delle opere di Blub a Ravenna

Queste opere, e moltissime altre, sono sempre a portata di mano. Visitabili liberamente, creandosi un proprio itinerario per gusto e ispirazione, oppure prendendo parte ad una delle “biciclettate” guidate da esperti che nella bella stagione portano i curiosi a spasso per la città, per guardarla con occhi nuovi e da angolazioni diverse. C’è un nuovo “strato” artistico a Ravenna, una nuova dimensione dell’arte. Un mosaico di opere continuo e mai finito, che si rinnova da secoli.

Come quando trovi la sabbia dell’anno prima in fondo alla valigia

10 motivi per visitare Ravenna in Autunno

10 motivi per visitare Ravenna in Autunno

Dopo l’estate c’è subito Natale… E invece no!

Nei prossimi mesi la città ospiterà una miriade di eventi molto interessanti che vi consigliamo assolutamente di non perdere: si va dalla nuova edizione della Biennale di Mosaico Contemporaneo ai weekend dedicati all’enogastronomia, dalla Maratona internazionale all’opera lirica e la musica di ricerca e sperimentazione, da Star Wars ai festival di letteratura e cinematografia gialla, horror e fantastica, senza ovviamente poi dimenticare Dante. Ecco 10 motivi per visitare Ravenna prima della fine dell’anno, rigorosamente in ordine casuale.

1. Viva Dante

Tomba di Dante (Ravenna)

Tomba di Dante (Ravenna) | Foto © Giacomo Banchelli

Il vero mese di Dante Alighieri è settembre, quando ricade l’anniversario della dipartita, ma fino al 1 dicembre si susseguono incontri, letture, concerti e mostre dedicate al Sommo Poeta.
Dal programma completo, scaricabile qui, estrapoliamo la mostra collettiva di opere contemporanee Dante Plus (con i quadri che si animano grazia all’App Aria) e Per l’altrui scale, percorso guidato fra i luoghi famosi e segreti di Dante esule a Ravenna, tutti i sabati di ottobre. Ah, sapevate che ogni giorno la campana di Dante, posta alle spalle della sua tomba, suona tredici rintocchi, nell’ora che volge al desio?

2. Biennale del Mosaico Contemporaneo

Ogni due anni a Ravenna espongono i migliori mosaicisti del mondo, in vari luoghi della città. Quest’anno dal 6 ottobre al 24 novembre si potranno assaporare opere contemporanee veramente suggestive, tra citazioni pop e omaggi al passato, grazie al programma di RavennaMosaico.
Il punto di partenza è sicuramente il MAR – Museo d’Arte di Ravenna, che ospita le personali di Chuck Close e Riccardo Zangelmi. Ma la MAPPA degli eventi comprende una miriade di eventi, visite guidate, site specific e laboratori, da Palazzo Rasponi dalle Teste alla Biblioteca Classense, dal Museo Nazionale agli Antichi Chiostri Francescanii. Insomma, Ravenna si conferma a pieno titolo capitale del Mosaico da 1500 anni.

3. Trilogia d’Autunno

Uno spettacolo al Teatro Dante Alighieri di Ravenna | © riminiduepuntozero.it

Trilogia d’autunno al Teatro Dante Alighieri di Ravenna

Norma, Aida, Carmen: tre donne straordinarie, tre modi di vivere l’800, tre opere magistrali. Dal 1 al 10 novembre al Teatro te Dante Alighieri va in scena il capitolo autunnale del Ravenna Festival , la cosiddetta Trilogia, con un susseguirsi a incastro di evocazioni liriche ed emozionanti vicende dell’animo umano. Info e costi sul sito di Ravenna Festival. Si tu ne m’aimes pas, je t’aime / Si je t’aime, prends garde à toi!

4. Star Wars è tra noi

Ravenna Strikes Back

Ravenna Strikes Back

Episodio X. Il 30 novembre e 1 dicembre alle Artificerie Almagià – e zone limitrofe – va in scena Ravenna Strikes Back – Star Wars Fan Fest, un evento mai visto prima in Romagna, e forse nemmeno in Italia, legato al mitico universo di Guerre Stellari.
Creata dai fan per i fan, la due giorni di eventi prevede ricostruzioni in scala dei mezzi della saga, esposizione di LEGO, jedi training, escape room, giochi, conferenze e ospiti legati a Star Wars, artisti, attori, doppiatori. Questi sono proprio i droidi che state cercando!

5. Halloween

Ravenna Nightmare Film Fest

Ravenna Nightmare Film Fest

Incubi sul grande schermo, gialli in città, brividi al parco divertimenti. A cavallo tra ottobre e novembre a Ravenna si vive l’atmosfera di Halloween con il Ravenna Nightmare Film Fest, al Palazzo dei Congressi: diciassettesima edizione per il lato oscuro del cinema, con anteprime nei sabati di ottobre e clou del programma dal 30 ottobre al 3 novembre.
Quasi in contemporanea (dal 1 al 3 novembre) alla Biblioteca Oriani editori indipendenti dei generi giallo, thriller, noir e spionaggio danno vita al progetto “Una città in giallo”, nato all’interno del festival GialloLuna NeroNotte, che vanta ben sedici edizioni alle spalle, con grandi ospiti, premi letterari e incontri in vari luoghi della città. Alla Rocca Brancaleone Halloween Party per bambini e famiglie nel pomeriggio del 31 ottobre, mentre a Mirabilandia apertura autunnale straordinaria nei fine settimana di ottobre e ad Halloween, con il LaBRIVInto stregato, fantasmi, scheletri e ombre malefiche. Perché abbiamo tutti diritto a un piccolo spavento…

6. Transmissions XII

Transmissions XII

Transmissions XII

Dal 21 al 23 novembre approda l’XII edizione di Transmissions, il festival di Ravenna che, senza sbagliare, possiamo ritenere un vero e proprio viaggio esplorativo lungo i percorsi alternativi della musica moderna.
Un cammino lungo e coerente, ostinatamente visionario e al contempo assolutamente concreto, che nasce e vive non a caso nella Ravenna dei mosaici bizantini e di Dante Alighieri, da sempre approdo per viaggiatori e punto di partenza per nuove esplorazioni e ispirazioni. Quest’anno ci sono anche due curatori d’eccezione Martin Bisi, guru della scena alternativa e noise newyorkese e Radwan Ghazi Moumneh, ingegnere del suono, produttore e musicista canadese di origini libanesi.

7. Maratona

La Maratona di Ravenna Città d'Arte 2018 | © romagnawebtv.it

La Maratona di Ravenna Città d’Arte 2018

15.000 atleti da tutto il mondo hanno partecipato alla due giorni della Maratona di Ravenna Città d’Arte nel 2018. E c’è da aspettarsi che questa edizione possa essere ancora più sorprendente, visti i successi della Night Run di giugno e della Park Race dello scorso settembre.
Maratona, mezza maratona, e 10,5 km per la Martini Good Morning Race: tante corse e passeggiate tra i monumenti e il mare, tra sport e sociale con il progetto Correndo Senza Frontiere. Quest’anno anche il Campionato Italiano di Maratona, Assoluti e Master, con il patrocinio dell’UNESCO. Perché un atleta in corsa è un’opera d’arte in movimento. Dall’8 al 10 novembre.

8. GiovinBacco e Art&Cioc

GiovinBacco

GiovinBacco

Per tre giorni le piazze del centro storico di Ravenna diventeranno una grande cantina a cielo aperto con GiovinBacco. Sangiovese in Festa. Dal 25 al 27 ottobre piazza del Popolo ospiterà le migliori produzioni della Romagna di rossi, bianchi, rosé e passiti, mentre piazza Kennedy sarà dedicata alla ristorazione nostrana di qualità. Il sabato e la domenica anche la mostra-mercato Madra nelle vie adiacenti le piazze.
Dal 31 ottobre al 3 novembre, invece, arrivano in piazza del Popolo, da otto regioni italiane, i mastri cioccolatieri di Art&Ciocc, tra golosità classiche e innovazioni gastronomiche.

9. In mezzo alla natura

Pineta di Classe

Pineta di Classe

Il mare è stupendo in questa stagione, per una bella passeggiata, magari con il cane o a cavallo, una scivolata lungo le dune e un affondo di piedi nell’acqua fresca. Sul camminare, abbiamo scelto ItineRA – Festa del Cammino Consapevole, una cavalcata podistico-culturale (ma anche gastronomica e conviviale), tra passeggiate e incontri letterari, ancora per pochi giorni! Programma sul sito di Trail Romagna.

10. Monumenti UNESCO e Museo Classis Ravenna

Mosaici della Basilica San Vitale di Ravenna | © Isatz via photo.aptservizi.com

Mosaici della Basilica San Vitale di Ravenna | © Isatz via photo.aptservizi.com

I monumenti UNESCO di Ravenna sono come quei film che non ti stanchi mai di rivedere, quelle foto che conservi, quella cosa che ti porti dietro dopo ogni trasloco.
Sono ben 8, di importanza straordinaria per la storia d’Europa e di bellezza unica, specialmente in autunno. Visitabili in autonomia o con le mitiche visite guidate, tutto l’anno.
Ovviamente c’è tanto altro: la Domus dei Tappeti di Pietra, la Cripta Rasponi, il TAMO e poi il nuovissimo Classis – Museo della Città e del Territorio. Nato all’interno dell’ex zuccherificio di Classe, racconta la storia dell’età preromana fino all’Alba del Medioevo, con oltre 600 reperti originali, film e ricostruzioni 3D. Il museo, insieme all’Antico Porto e alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe costituisce il Parco .Archeologico di Classe.

Buon viaggio allora e buon divertimento nella nostra bella città!

Come quando trovi la sabbia dell’anno prima in fondo alla valigia

É stato facile innamorarsi di Ravenna

É stato facile innamorarsi di Ravenna

Mi piace viaggiare, conoscere posti nuovi, imbattermi in angoli che non mi aspettavo di scoprire, scovare qualcosa che mi dia l’impressione di aver colto l’essenza di una città. Innamorarsi di Ravenna, per me, è stato molto facile. Qualche anno fa, quando qui ci capitavo molto di rado, confondevo ancora nella memoria la stazione di Ravenna con quella di Ferrara, e prima di orientarmi ci voleva un po’. Ecco, che bel verbo da utilizzare per parlare di Ravenna: orientarsi. Quale verbo più calzante per descrivere lo spaesamento del viaggiatore che cerca la sua strada in questa antica capitale bizantina?

La prima volta che, ormai grandicella, sono tornata in città, non avevo nemmeno pensato di andare a far visita alla Tomba di Dante. Avevo studiato il poeta a menadito, conoscevo più di qualche terzina a memoria, ma non mi era entrato in testa che le sue ossa fossero custodite qui, a Ravenna. Per porre rimedio a quell’errore capitale, le volte successive non ho mai saltato la tappa, divenuta obbligatoria, davanti al suo monumento. Da quei giorni sono passati molti anni, e da allora ho scoperto che la memoria del poeta è viva in molti luoghi della città, e che tanti sono i modi di rendergli omaggio. Uno fra tutti, scoprire e ammirare i mosaici del sito Unesco che l’hanno ispirato nella scrittura della Commedia è stato molto soddisfacente.

Un alieno di Invader in Via di Roma, affianco il Sant'Apollinare Nuovo | © Marco Miccoli

Invader in Via di Roma, affianco la basilica di Sant’Apollinare Nuovo | © Marco Miccoli

Ricordo benissimo la prima volta che ho pensato “io, qui, ci vivrei”. Era qui in occasione della laurea triennale del mio migliore amico, Paolo. Giravamo per le viuzze del centro baldanzosi, col sorriso sulla faccia, e leggevo i nomi delle strade nelle targhe decorate a mosaico. Vedevo mosaico, e colore, ovunque: “che bel modo di decorare le targhe”, pensavo. Un ravennate, magari, non ci fa neanche caso. Ma io venivo da fuori, e ammiravo stupita le decorazioni, tutte diverse. Ovviamente ora so che il mosaico contemporaneo, a Ravenna, è molto più di questo.

Alcune altre cose che, banalmente, ti conquistano di Ravenna (e ti fanno ripetere che “io, qui, ci vivrei”) sono i suoi dintorni. Questa piccola città d’arte si trova infatti in una posizione davvero strategica: a pochissimi chilometri, le sue località di mare sono il porto sicuro dove poter riparare in qualsiasi giornata, che sia per una giornata di sole estivo o per una passeggiata nei mesi più freddi. La campagna romagnola, dall’altra parte, regala paesaggi da cartolina. Cioè, avete presente Brisighella? Poi ci sono le oasi e le valli, le pinete secolari, le saline di Cervia.

Pineta di Classe

Pineta di Classe | Foto @ Delio Mancini, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

La cosa che però forse più ho amato scoprire di Ravenna sono i piccoli dettagli di cui ti accorgi solo vivendola un po’, tipo i mosaici di Invader, disseminati nei più disparati angoli della città, o il giardino di Cripta Rasponi. Mi sono emozionata scoprendo la storia di Droctulfo e del suo muro, quella di Guidarello Guidarelli e della sua leggenda, i viaggi di Klimt e il soggiorno di Byron. A Ravenna puoi ammirare il rosso sgargiante dei pesci nella vasca interrata di una chiesa, scoprire dei lupi tra le mura di un museo, cercare i pavoni nascosti nelle decorazioni dei più importanti monumenti paleocristiani.

La maggior parte dei turisti viene a Ravenna per vedere i monumenti del sito Unesco, la Tomba di Dante, piazza del Popolo, ma qui c’è molto di più. Sembra banale, ma la bellezza spesso è così: lascia senza tante parole, rincretinisce un po’, lascia solo tanta voglia di viversela. Ravenna è una città viva, in fermento, basta visitarla in estate per capirlo. Siete mai stati al Beaches Brew o ad un evento del Ravenna Festival, in questo periodo?

Ecco cosa vuol dire innamorarsi di Ravenna. Ora avete capito perché per me è stato così facile: ecco myRavenna, secondo me.

Il viaggio è la mia dimensione, l’amore per la scoperta una delle sue forme.

Alcune cose insolite da vedere a Ravenna

Alcune cose insolite da vedere a Ravenna

Che Ravenna sia la capitale del mosaico, ormai, si potrebbe dire che lo sappiano anche i muri. Nel nostro blog ne abbiamo parlato diffusamente (siete più da mosaico contemporaneo o per i capolavori che ispirarono Dante e Klimt?), e sicuramente una tappa al Sito Unesco, se venite in città, è d’obbligo. Ma se volete andare alla ricerca di qualcosa di insolito e di particolare da vedere a Ravenna per arricchire la vostra visita, questo è il post che fa per voi! Gli appassionati delle mete originali, delle curiosità nascoste e dei musei insoliti qui troveranno pane per i loro denti.


Il Capanno di Garibaldi

A pochi chilometri da Ravenna, su via Baiona, si trova il cosiddetto “Capanno di Garibaldi”. Si tratta di una riproduzione fedele di uno dei luoghi protagonisti della trafila garibaldina, capanno che nel 1810 venne costruito a uso di caccia e distrutto da un incendio nel 1991 e subito ricostruito dalla società che dal 1882 si occupa della sua cura.

In seguito alla caduta della Repubblica Romana nel 1849, Giuseppe Garibaldi si mise in fuga imbarcandosi a Cesenatico con 250 dei suoi uomini, diretto verso Venezia. Scoperto dagli austriaci, dovette riparare sbarcando a Magnavacca (oggi Porto Garibaldi), dove appunto presero avvio i 14 giorni della trafila garibaldina (agosto 1849), operazione che impegnò i patrioti ravennati e ferraresi con l’obiettivo di proteggere il generale e sua moglie Anita, combattente coraggiosa che a Ravenna trovò la morte: a questo link trovate il racconto.

Il capanno si trova lungo la strada che da Ravenna porta al mare, verso Porto Corsini e Marina di Ravenna, immerso nell’affascinante paesaggio della Piallassa della Baiona. La sua posizione rende la visita agevole se avete intenzione di trascorrere una giornata al mare o nelle valli di Ravenna.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale.

cose insolite da vedere a Ravenna: il Capanno di Garibaldi

Il Capanno di Garibaldi


Il Piccolo Museo di Bambole e altri balocchi

Tra i musei affascinanti e particolari da vedere a Ravenna c’è sicuramente il Piccolo Museo di Bambole e altri balocchi. Il museo si trova in centro, al numero 4 di Via Fantuzzi, ad angolo di Piazza Kennedy. Nei suoi locali sono esposte bambole e giocattoli collocabili tra la metà del XIX secolo e la metà del XX. Si possono trovvare, ad esempio, bambole in porcellana, in panno imbottito, in celluloide o cartapesta, ma anche accessori o casette, camerette, cucine, animali in peluche. Per gli amanti del vintage sarà una visita fantastica: osservare questi balocchi è come fare un viaggio nel tempo.

Oltre ai giocattoli, alcune teche espongono quaderni e oggetti di cartoleria d’epoca, vestititini e accessori d’altri tempi. Arricchisce il patrimonio una collezione di oltre 300 libri per bambini (scolastici e non) e una raccolta di bambole artigianali dedicata alle diverse zone del mondo: si trovano qui la bambola dell’aborigeno australiano, le bamboline mongole, il maori, la giapponesina e l’amish.

Per maggiori informazioni, qui trovate orari di apertura, prezzi e contatti.


MAS – Museo Nazionale delle Attività Subacquee

Il MAS – Museo Nazionale delle Attività Subacquee è la meta perfetta per gli amanti del mare e degli sport acquatici. Il museo si trova a Marina di Ravenna in Piazza Marinai d’Italia ed è visitabile tutto l’anno previa prenotazione. L’esposizione è stata realizzata e curata da The Historical Diving Society Italia, associazione storica di attività subacquee. Aperta nel 1998, in Italia costituisce il primo e unico esempio del suo genere. Il visitatore può ammirare una variegata collezione di materiali, attrezzature, stampe, diorama, attraverso pannelli esplicativi che illustrano i vari aspetti dell’attività subacquea. Il museo è diviso in sezioni dedicate alla Marina Militare, al Cristo degli abissi, al Lavoro subacqueo, a immagini e video subacquee e a mostre tematiche. Non da ultimo, in museo è presente una ricca biblioteca dedicata al mondo subacqueo disponibile per studenti e ricercatori.

Maggiori informazioni a questo sito.

MAS - Museo Nazionale delle Attività Subacquee

MAS – Museo Nazionale delle Attività Subacquee

 


Lo zoo urbano di Davide Rivalta

Le sculture di Davide Rivalta, di cui abbiamo già parlato in questo post, sono indubbiamente tra le opere d’arte contemporanea più interessanti da vedere a Ravenna. In foto potete ammirare i Gorilla (Occulti latices), installati nel 2002 nel Palazzo di Giustizia di Ravenna: questi massicci bronzi sorprendono gli avventori col realismo delle figure e l’estraneità rispetto al contesto così formale. L’effetto è sorprendente ed ironico. Oltre a questi, la città di Ravenna ospita permanentemente altre due opere di Rivalta. Dal 2008, in una delle sale dell’Autorità Portuale campeggiano su una parete le sagome in grafite dei Rinoceronti: il tratto grafico dell’artista sa dare ai suoi disegni lo stessa presenza scenica delle sue sculture. Davanti alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe invece, giganteggiano sull’erba grandi bufali in bronzo che sembrano muoversi verso l’ingresso della chiesa, mentre all’interno del Museo Nazionale, invece, potrete trovare dei lupi.

I Gorilla di Davide Rivalta al Palazzo di Giustizia di Ravenna | © artribune.it

I Gorilla di Davide Rivalta al Palazzo di Giustizia di Ravenna | © artribune.it


La casa delle Marionette

La Casa delle Marionette ospita la Collezione Monticelli, ossia una raccolta di marionette, burattini, scenografie, copioni manoscritti e tanto altro che la famiglia ha tramandato, di padre in figlio, per ben cinque generazioni. Furono gli stessi membri della famiglia ad aver creato molte delle marionette, a partire dalla prima metà del XIX fino ai giorni nostri. La collezione comprende una cinquantina di marionette, un centinaio di burattini, circa duecento scenografie, oltre cento copioni manoscritti e numerosi materiali cartacei di tournée. Una sezione del museo è dedicata agli ultimi decenni di lavoro del Teatro del Drago, fondato nel 1979 da Andrea e Mauro Monticelli, appartenenti all’ultima generazione della famiglia.

Per avere maggiori informazioni sulle attività della Casa delle Marionette e per scoprire i giorni di apertura o come prenotare una visita, andate a questo sito.


Questi consigli vi permetteranno di arricchire la vostra permanenza aggiungendo un po’ di originalità alla “classica lista” di cose da fare e vedere a Ravenna. Per trovare altri spunti, vi consiglio di leggere anche i post dedicati alle gite da fare nei dintorni di Ravenna, alle oasi naturali e alle sue località balneari.

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

La storia racchiusa nel Museo Nazionale di Ravenna

La storia racchiusa nel Museo Nazionale di Ravenna

Se cercate un museo che vi sorprenda, il Museo Nazionale di Ravenna è quello giusto. Tra le tante cose da visitare in città, forse è rimasto un po’ più di nicchia, e proprio per questo si presta ad essere rivalutato dai visitatori più attenti e curiosi. La pace che si respira nei suoi chiostri e la storia che racchiude sono tutte da assaporare con una visita accurata. Sapete come è nato e quali collezioni custodisce?

Forse non tutti sanno che nel complesso monumentale della basilica di San Vitale, dove oggi si trova il Museo Nazionale di Ravenna, si trovava anche un monastero benedettino cassinese, fondato nel 999 e rimasto aperto fino alla sua chiusura del 1797. Era il più ricco e potente della città. L’abbazia ospitava monaci e serventi e godeva di un patrimonio fondiario di lasciti e donazioni, privilegi imperiali e pontifici. I terreni di proprietà del monastero si estendevano per 6400 ettari: terre coltivate, pascolive, vallive e la pineta che tutt’ora chiamiamo di San Vitale. Dopo la soppressione in epoca napoleonica, il monastero divenne di proprietà militare e fu usato da caserma e, in seguito, come dimora per i senzatetto.

Il Museo Nazionale di Ravenna che conosciamo oggi nacque tra il 1877 e il 1889 grazie allo scultore ravennate Enrico Pazzi. L’artista volle creare un istituto progettato sul modello dei musei civici che si erano sviluppati in alcuni capoluoghi del nord Italia. Il Museo, nato anch’esso come Civico, nel 1885 fu tramutato in Nazionale. Inizialmente fu allestito nell’abbazia soppressa di Classe in Città e nel 1910 si trasferì all’abbazia di San Vitale, la sua sede odierna. I primi materiali esposti del Museo Nazionale di Ravenna furono quelli recuperai dalle grandi abbazie cittadine.

Le collezioni del Museo Nazionale di Ravenna

Il Museo Nazionale si Ravenna si articola lungo tre chiostri originari di quello che era il monastero benedettino. All’interno del primo chiostro, o “chiostro della cisterna”, si possono notare antiche finestrelle strombate e resti di archi che attestano l’impianto altomedievale. In questo piano si trovano reperti lapidei di epoca romana, caratterizzati da una vasta raccolta di epigrafi, stele e porzioni di sarcofagi collocabili tra il I e il III secolo; la scultura sepolcrale più celebre è il Bassorilievo di Augusto, la più ricca documentazione di Ravenna romana.

Salendo al secondo chiostro attraverso lo Scalone Fiandrini non si possono non notare il busto di Papa Innocenzo X Pamphili, attribuito ad Algardi, e le due colonne di marmo greco provenienti dal pronao di San Vitale. Al centro del chiostro si trova una statua in marmo di Carrara raffigurante Papa Clemente XII, scolpita nel 1738 da Pietro Bracci. Andando avanti si può osservare una raccolta di capitelli in vario stile, frammenti marmorei di diversa natura e altri manufatti del X-XII secolo; nel lato nord sono presenti alcuni mosaici pavimentali provenienti dall’area della basilica classicana di San Severo. Oltre tutto, si trova l’importante ciclo di affreschi del ‘300 dipinti da Pietro da Rimini, provenienti dal complesso conventuale di Santa Chiara (attuale Teatro Rasi) e visibilmente influenzati dalla pittura giottesca.


Al piano superiore, infine, si trovano numerose collezioni eterogenee. C’è la collezione di bronzetti e placchette, che fanno parte del nucleo più antico del Museo. Il bronzo era simbolo di prestigio e di potere: in epoca ellenistica romana il bronzetto divenne oggetto di collezionismo da esporre in casa. All’interno del Museo è conservato anche il mobilio settecentesco e le ceramiche di un’antica farmacia, acquistato nel 1909 dalla farmacia de’ Mori, che si chiamava così perché due teste di mori, in legno, una volta ornavano i lati del bancale. Proseguendo per le sue sale, vi imbatterete in collezioni di avori, tessuti antichi, oggetti sacri prevenienti dalle abbazie, armi e armature. Seguendo il percorso si troverà una sala intera dedicata alla nascita del Museo stesso e altre sale che percorrono gli anni della Ravenna tardoantica, dove sono collocate le tre transenne e la croce sommitale provenienti dalla chiesa di San Vitale, e bizantina.

Gorilla Davide Rivalta a Ravenna | Lupi al Museo Nazionale di Ravenna per Terre Promesse di Davide Rivalta | © fineartsmag.com

Lupi al Museo Nazionale di Ravenna per Terre Promesse di Davide Rivalta | © fineartsmag.com

Tra tanti dettagli e testimonianze della Ravenna antica, spicca un’opera contemporanea che sorprende sempre i visitatori. Se l’avete già vista, non avrete dubbi: sto parlando dei lupi di Davide Rivalta, artista molto presente in città, che ha portato il suo bestiario nei luoghi più impensati.

Il Museo Nazionale di Ravenna, nel complesso di San Vitale, abbraccia con la pace dei suoi chiostri i visitatori che vanno alla sua esplorazione. Come ogni buon museo, anche questo lascia gli avventori un po’ più ricchi di quando sono entrati. Se vi lascerete guidare, i dettagli delle sue collezioni vi porteranno attraverso tutte le storie che hanno da raccontare.

Appassionata di cultura italiana e straniera, definisco la mia vita un viaggio e chi viaggia vive due volte.