La mia Maratona di Ravenna

La mia Maratona di Ravenna

Hai voglia di raccontare cosa vuol dire correre la Maratona in una città come Ravenna?

Una domanda apparentemente facile, in considerazione soprattutto del fatto che la corsa è lo sport che amo, la mia passione e che ho corso negli ultimi anni tutte le distanze di questa magnifica gara, dai 10km alla distanza regina, i mitici 42,195 km. Ma soprattutto perché per lavoro collaboro con l’organizzazione e ho il privilegio di poter capire un po’ come gira tutta quella macchina organizzativa che ai più resta, ovviamente, nascosta.
Inoltre sono romagnolo, uno di quei romagnoli innamorati di questa terra e Ravenna è una città che, per chi è nato e cresciuto in questo fazzoletto di terra accarezzato dalle colline e baciato dal mare, emana sempre un fascino carico di storia, di arte e di cultura, valorizzato dalla splendida gente che la Romagna sa così abbondantemente partorire.

Quindi paradossalmente parlare delle proprie passioni e di una cosa così intima come la corsa, per come la concepisco io almeno, risulta decisamente complesso, anche a un chiacchierone di professione come me.

Allora, come sempre accade parto da alcune immagini, che hanno il potere, come le foto, di congelare in eterno un istante tutte le emozioni che quel momento racchiude, per poi restituircele quando abbiamo voglia di riassaporarle.


La partenza

La prima immagine: sono in griglia di partenza. Pressato da altri centinaia di runner. Qualcuno si scalda, un ragazzo guarda nervosamente la punta delle sue scarpette, forse alla ricerca della concentrazione, forse in preda alla tensione per un obiettivo che si è fissato nella sua mente e che ora deve andare a prendere.
Sono immerso in quel mondo parallelo dei partecipanti alla gara, di quelle persone che tra pochi minuti invaderanno le vie di Ravenna, mischiandosi alla città, ma restando sempre però immersi nella loro bolla di concentrazione, presenti ma non del tutto, protagonisti ma indistinti, felici ma tesi e stanchi.

Fuori, oltre le transenne ci sono i curiosi, quelli che vengono a vederti come si guardano gli animali esotici allo zoo, con un misto di ammirazione e di pacato timore. Si chiedono cosa ci spinga a portare il nostro corpo al limite, a correre per ore e ore per arrivare magari millesimi, ma comunque con le braccia al cielo come se avessimo vinto e fatto il record del mondo.


La Fatica

Beh questo è difficile spiegarlo. Anzitutto per me. Almeno senza sembrare un folle ai più. Perché per me il punto di forza di questo sport, la sua scintilla di magia, è tutta racchiusa proprio nella caratteristica che scoraggia chi si approccia per la prima volta. Parlo della Fatica.
Scritto volutamente con la maiuscola, perché dopo tanti chilometri la Fatica diventa un’entità presente, tangibile, quasi fisica e sta sempre lì con te, passo dopo passo. Allora tu puoi semplicemente accettarla, farla tua e tirarne fuori il meglio, perché di pregi ne ha se si sa scavare oltre la superficie.

La fatica ti porta a selezionare le priorità, ad acuire le percezioni a costringerti a guardare ogni cosa con occhio umile e godere di piccoli traguardi intermedi raggiunti che sai già che tutti uniti, alla fine, ti porteranno a tagliare il traguardo più importante. Soprattutto mentre corri devi togliere la tua mente dall’atto tecnico e a relegare l’aspetto meccanico a un automatismo che il tuo corpo può svolgere in autonomia, perché a questo lo hai addestrato nei lunghi mesi di allenamento.

Il mio arrivo - Maratona di Ravenna Città d'Arte

Il mio arrivo – Maratona di Ravenna Città d’Arte

Allora alzi la testa, ti immergi nel luogo dove sei e assapori ogni cosa diversamente. I luoghi e le strade in cui sei passato distrattamente mille volte assumono un altro contorno, un’aurea tutta loro, si illuminano. I ciottoli delle antiche strade del centro non sono una semplice via, ma un insieme di pietre ognuna con una sua fisionomia che ti trasmette sensazioni diverse.

I grandi monumenti ti trasmettono un senso di trasporto, quasi ti sussurrano di proseguire, perché loro ne hanno visti passare tanti e ti dicono che arrendersi non è una scelta praticabile. Sai che stai facendo quello che ami passando proprio davanti alla tomba del Sommo Poeta, sfiorando le chiese che hanno reso l’arte bizantina un faro di cultura, accarezzando l’imponenza del mausoleo di Teodorico che dorme placido nel verde non perdendo nulla della sua maestosità.

Allora ti senti che forse non sei davvero un folle che fa uno sport incomprensibile ma, anzi, ti senti quasi un privilegiato, perché godere di una città in questo modo vuol dire assaporarla e soprattutto significa che da ora in poi non potrai più guardarla nello stesso modo. Ogni via, ogni sua pietra ti ricorderà, da oggi, un’emozione, un momento particolare, una piccola difficoltà, il sorriso di una persona che correva di fianco a te.

Poi arriva il momento che amo di più, quando dalle larghe vie ti immetti nei dedali di stradine, dove, in modo quasi inaspettato, le urla ti distolgono dai tuoi pensieri. Ti rendi conto di nuovo che stai facendo fatica, che tanti chilometri hai già fatto e tanti te ne mancano e ti assale il solito dubbio: ce la farò?
Ma quelle urla, che ti strappano al tuo mondo sono il carburante che in realtà ti serve. E hanno il volto di centinaia di bimbi che ti guardano come un campione, che si sporgono in strada per darti un cinque e tu sprechi qualche passo in più per raggiungerli, perché quel battito delle mani è una scossa che ti spinge. Sono i visi di persone che hanno scelto di stare qualche ora in piedi al bordo della strada per applaudire un contabile, un avvocato, uno studente che per un giorno è semplicemente uno sportivo, uno che ha deciso di mettersi in gioco e di portare la sua storia in giro per le vie della città.


Gli ultimi metri

La seconda immagine che mi è subito venuta in mente all’inizio di questo piccolo racconto è invece quella diametralmente opposta. La diapositiva chiara dei pochi metri che ti separano dall’arrivo. Quando, voltata l’ultima curva, vedi in lontananza il gonfiabile dell’arrivo. Il momento in cui non esiste più fatica e tutto si scioglie in un sorriso. In cui la gente si accalca dietro le transenne e ti spinge letteralmente in quegli ultimi passi urlando e battendo le mani, scandendo il tuo nome che legge sul pettorale e facendoti capire come tu stia davvero partecipando non a un’esperienza riservata, ma a una festa di tutta la città. Quella città che oggi si è messa davvero il vestito bello delle ricorrenze e che ha capito che quelle migliaia di folli che corrono e invadono le sue vie sono un privilegio, un’occasione per mostrare a una fetta di Italia e di mondo le cose splendide che questa città ha da mostrare.

Prima di alzare le braccia al cielo e festeggiare la mia medaglia da finisher, mi assale sempre una marea di pensieri.
In primis mi ricordo perché lo faccio, perché tolgo tempo a tante cose per allenarmi. Per sentire proprio quella gente che ti spinge, che tifa per te anche se non ti conosce e si dimenticherà di te dopo un minuto. Mi viene in mente che sono uno fortunato anzi, quasi un privilegiato. Perché ancora una volta ho finito quella che per me non è una semplice gara. È una delle poche occasioni che ho di coniugare lavoro e passione, di portare i miei sogni dentro un mondo che amo, di poter mettere la mia competenza al servizio dell’ottima riuscita di un evento a cui sono affezionato. Ringrazio perché ho potuto guardare, dal mio piccolo angolino, la fatica e gli sforzi di Stefano, Benedetta, Sabrina e di tutti coloro che si impegnano perché per noi runner questo sia semplicemente un giorno di sport, coccolandoci con un’organizzazione puntuale. Di poter conoscere quelli che per molti sono soltanto nomi e che per me sono diventati invece compagni di viaggio e di condivisione.

La medaglia 2018 della Maratona di Ravenna Città d'Arte | © maratonadiravenna.com

La medaglia 2018 della Maratona di Ravenna Città d’Arte | © maratonadiravenna.com

E mentre ringrazio e mi chiedo se potrò essere ancora così fortunato alzo automaticamente le braccia al cielo e passo sotto al gonfiabile.

Una sorridente ragazza mi mette la più bella medaglia del mondo, tutta in mosaico, al collo e come nello spezzarsi un incantesimo Ravenna torna a riaddormentarsi e ridiventa la città di sempre. Ma io so che l’ho vissuta nella sua essenza e che potrò sempre trovarla lì, splendidamente allestita a festa, nella mia mente. Poi rispondo a uno dei mille messaggi che mi sono arrivati e che mi chiede se anche quest’anno ne è valsa la pena. E semplicemente e d’istinto rispondo ancora una volta che si, vale sempre la pena di correre a Ravenna, perché torni a casa ogni volta senza un piccolo prezzo di cuore lasciato in quelle strade, come succede sempre nei grandi amori.

10 cose da fare a Ravenna (quasi) gratis: un tour low cost

10 cose da fare a Ravenna (quasi) gratis: un tour low cost

Ravenna on a budget, ossia come godersi la città facendo una visita davvero low cost.
La capitale italiana del mosaico è infatti adatta a tutte le tasche. Aldilà dell’itinerario turistico tradizionale, la città offre molte possibilità a chi vuole scoprire le sue bellezze spendendo poco. Se è questo quello che state cercando, questa guida fa al caso vostro!

Ecco una lista di cose da fare o visitare in città, a costo (quasi) zero!


1. Visitare la Basilica di San Francesco e la sua Cripta

Piazza San Francesco, nel centro di Ravenna, nasconde molti tesori. Uno di questi è la Basilica che dà il nome alla piazza, che nel Trecento era frequentata anche da Dante. L’ingresso è gratuito, e pagando 1 € è possibile illuminare la suggestiva Cripta. Questo luogo, che era stato pensato per ospitare le spoglie del vescovo Neone, è speciale perché si è allagato a causa della subsidenza: nelle sue acque brillano diversi pesci rossi.

La Cripta della Basilica di San Francesco, Ravenna | © edificistoriciravenna.it

La Cripta della Basilica di San Francesco, Ravenna | © edificistoriciravenna.it


2. Fare una visita alla Biblioteca Classense

La Biblioteca Classense è una meta da scegliere per tanti motivi: non è solo un’importante biblioteca, ma la sua struttura è anche testimonianza del passato di Ravenna. Questo edificio nacque nel XVI secolo come sede dell’Abbazia camaldolese, e le tracce di questo passato si vedono nei suoi bei chiostri. Bellissima è l’Aula Magna: un tuffo nel passato e una gioia per gli occhi.
Spesso in Classense sono organizzate delle mostre o delle attività culturali a ingresso libero: su questa pagina potete rimanere sempre aggiornati sui loro eventi. Per gli amanti degli animali, sarà piacevole scoprire che le sue stanze ospitano una colonia felina: Byron, Teresa, Matta e Obama scorrazzano tra gli utenti che frequentano questo luogo speciale. In un chiostro interno, invece, vive una tartaruga ormai ottuagenaria.


3. Fare una passeggiata in spiaggia

Il legame di Ravenna con l’acqua è fortissimo. Una volta, al posto di alcune vie dell’odierno centro storico scorrevano dei fiumi, e il mare arrivava fino in città, a due passi dalla chiesa di San Giovanni Evangelista, fatta costruire da Galla Placidia nel V secolo. Per questo scoprire i  9 lidi di Ravenna è molto importante per capire Ravenna.
Il mare ha il suo fascino in tutte le stagioni, e forse ammirare le nostre spiagge “fuori stagione” dà la possibilità di conoscere la loro natura al meglio. Ogni lido e ogni zona della costa ha la sua peculiarità, e cosa c’è di più rilassante di un bel litorale calmo, dove potersi schiarire i pensieri con il suono delle onde in sottofondo?


4. Scoprire Cripta Rasponi e i Giardini Pensili del Palazzo della Provincia

Ravenna è ricca di Giardini, e quelli Pensili del Palazzo della Provincia sono un luogo davvero affascinante: la vegetazione dei giardini all’italiana circonda l’area centrale, rasserenata dal rumore della fontana, e fascia la torretta neogotica della Cripta Rasponi e delle sue terrazze. Il biglietto intero costa solamente 2 €, ma sono previste riduzioni. A questo link potete trovare tutte le informazioni.

I Giardini Pensili del Palazzo della Provincia e la Torretta Neogotica di Cripta Rasponi | © crisptarasponi.it

I Giardini Pensili del Palazzo della Provincia e la Torretta Neogotica di Cripta Rasponi | © crisptarasponi.it


5. Fare una passeggiata in città: un museo a cielo aperto

Se volete godervi una bella giornata all’aria aperta, sappiate che – se state attenti e vi segnate le tappe giuste – scoprirete che Ravenna è un vero museo a cielo aperto.
Imperdibili sono la tomba di Dante e il Quadrarco del Braccioforte, il percorso delle mura di Ravenna, Piazza del Popolo… Ma ci sono anche piccole storie nascoste in luoghi meno noti: vale la pena cercare il muro di Droctulfo e la Posterula Vincileonis… Le cose da scoprire nel centro di Ravenna sono davvero tante!


6. Ammirare il cosiddetto Palazzo di Teoderico

Quando si parla del Palazzo di Teoderico si fa riferimento ai resti architettonici di un palazzo che si trova ad angolo tra Via di Roma e Via Alberoni. Anche se viene chiamato così, non si è sicuri di quale sia la sua origine. Secondo alcuni studiosi, doveva essere un corpo di guardia del VII-VIII secolo costruito a protezione del palazzo degli esarchi, ossia dei governatori delle province italiane incaricati da Bisanzio. Altri invece sostengono che la facciata possa essere il resto della chiesa di San Salvatore ad Calchi. Qui trovate orari e info, mentre il costo dell’ingresso è di 1€.


7. Ammirare i mosaici del Battistero degli Ariani

Il Battistero degli Ariani è un piccolo gioiello, e i mosaici della sua cupola influenzarono anche Dante Alighieri mentre ideava l’ultima delle cantiche della Commedia, il Paradiso. Si trova nella Piazzetta degli Ariani, impreziosita anche dal già citato muro di Droctulfo. L’ingresso al Battistero, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, costa solamente 1 €. Qui gli orari di apertura.

La Piazzetta degli Ariani | © cinema.emiliaromagnacreativa.it

La Piazzetta degli Ariani | © cinema.emiliaromagnacreativa.it


8. Scoprire le erbe dimenticate del Giardino Rasponi

C’è un Giardino nel cuore della città, che ci riporta dritti dritti al passato: è detto delle “Erbe Dimenticate” perché lì vengono coltivate erbe recuperate dagli antichi ricettari degli speziali insieme alle erbe più note al giorno d’oggi. La sua posizione in Piazzetta Paolo Serra lo rende ancora più affascinante perché dal suo interno si gode di una bella vista della cupola del Duomo e del suo bel campanile circolare.
Il Giardino è a ingresso libero aperto dalle 9 alle 12.30, dal lunedì al sabato.


9. Cercare le opere di street art in città

Gli appassionati di street art sicuramente conoscono già Ravenna, ma chi non è così esperto in materia può rimanere piacevolmente colpito dalla ricchezza di opere che offre la nostra città. Tra quelli che potete osservare in città, forse l’artista più noto a livello mondiale è Invader, che fonde street art e arte musiva (qui trovate una gallery), ma tantissimi sono i murales: qui trovate una mappa per scoprire quale sia il vostro preferito!


10. Assaporare la Romagna: mangiare una piadina

Dulcis in fundo, se volete scoprire il sapore autentico della Romagna spendendo poco, la piadina è tra i tanti piatti tipici quella con il miglior rapporto qualità-prezzo. Per pochi euro infatti potrete gustare quello che Pascoli definiva “il cibo nazionale dei Romagnoli“! Si può scegliere la più tradizionale, quella squacquerone e rucola, oppure lasciarsi tentare dalle tante possibili combinazioni… La piadina è buona in ogni modo!

Infine, è bene ricordare che per chi ha la residenza a Ravenna molti monumenti sono ad ingresso libero, così come per la prima domenica di ogni mese è gratuito a tutti l’accesso a diversi musei, ville, scavi e monumenti. Controllate prima di visitare ciò che vi interessa: spesso sono attive riduzioni!


Sul sito turistico di Ravenna, inoltre, è sempre possibile trovare un elenco aggiornato di eventi e manifestazioni, spesso gratuiti, per godersi la vita mondana e culturale della città.

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

Spettacoli e visioni ai teatri di Ravenna

Spettacoli e visioni ai teatri di Ravenna

Il forte rapporto della comunità di Ravenna con i suoi teatri e le arti performative sono uno dei fiori all’occhiello della nostra città. Le proposte sono molteplici in tutti i periodi dell’anno, e vengono accontentati gli spettatori di tutti i gusti e tutte le età.

Gli affezionati dei palcoscenici estivi che già guardano con nostalgia al Ravenna Festival non devono quindi disperare: la programmazione da qui alla primavera è molto ricca, e i primi freddi autunnali sono il miglior invito a teatro!

Il panorama culturale della città è sempre in fermento, e gli artisti attivi in città sono molti.
Diamo perciò un’occhiata ai teatri della città, alla loro storia e ai programmi della stagione teatrale 2018/2019.


Il Teatro Dante Alighieri

Il Teatro Alighieri si trova a pochi passi dalla tomba del grande poeta, nella zona dell’odierna Piazza Garibaldi. Iniziarono a costruirlo nel 1840, in sostituzione a un vecchio teatro, il Comunicativo. All’epoca era una zona piuttosto marginale e degradata della città: l’Alighieri doveva servire a dare nuovo lustro alla città. La costruzione fu affidata ai fratelli Tommaso e Giambattista Meduna, e quando venne inaugurato fu acclamato come uno dei migliori e meglio attrezzati d’Italia.

Oggi il Teatro Alighieri ospita molte rassegne importanti. Innanzitutto, anche quest’anno è prevista l’attesissima Trilogia d’Autunno del Ravenna Festival che porterà sulle scene tre capolavori di Giuseppe Verdi, dal 23 novembre al 2 dicembre: il Nabucco, il Rigoletto e l’Otello.

Anche quest’anno, la Stagione dei Teatri è curata da Ravenna Teatro e unisce la programmazione dei due teatri cittadini, l’Alighieri e il Rasi, che tradizionalmente si occupano l’uno del teatro di prosa e l’altro di quello contemporaneo (qui il programma completo). Per quanto riguarda la Prosa, gli appuntamenti sembrano tutti molto interessanti e, se volete qualche assaggio… Ci saranno il Churchill interpretato da Battiston, poi un adattamento del grandioso Don Chisciotte e il pirandelliano Il piacere dell’onestà. Davvero imperdibile, l’Aminta di Tasso riportato sul palcoscenico da Antonio Latella.

La programmazione dell’Alighieri non si ferma però alla Prosa. Come ogni anno, diverse le proposte anche della Stagione di Opera: si vuole consigliare Il viaggio di Roberto – Un treno verso Auschwitz, storia vera di un ragazzino di quindici anni che perdette la vita nel campo di concentramento. La Stagione di Danza ha in serbo per voi diversi appuntamenti, tra il repertorio classico e quello più sperimentale.

Gli appassionati di musica invece saranno lieti di sapere che torna l’appuntamento autunnale dei Concerti della Domenica e la rassegna Giovani in Musica. Chi invece preferisce alla musica classica il cantautorato pop, sarà bene che si segni sul calendario il giorno 7 dicembre: sul palco dell’Alighieri canterà la grande Malika Ayane!

Comico d’Autore è invece la stagione comica che l’Accademia perduta porta in scena all’Alighieri con quattro spettacoli. Si comincia con l’Artusi, bollito d’amore, ricostruzione ridanciana della nascita del manuale capolavoro La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene.

Uno spettacolo al Teatro Dante Alighieri di Ravenna | © ravennafestival.it

Uno spettacolo al Teatro Dante Alighieri di Ravenna | Foto © ravennafestival.it


Il Teatro Luigi Rasi

Il Teatro Luigi Rasi, in via di Roma 39,  può stupire chi lo vede per la prima volta: si tratta infatti dell’ex-chiesa di Santa Chiara datata al Duecento. Nel periodo napoleonico venne sconsacrata e, dopo essere stata utilizzata come cavallerizza, venne adibita alla fine del XIX secolo a Teatro, grazie all’Accademia Filodrammatica.

L’ambiente è molto suggestivo, soprattutto per l’aspetto raccolto e intimo dell’abside, che ospita il palcoscenico. Il Rasi è sede di Ravenna Teatro dal 1991, fondato dal Teatro delle Albe e dalla Compagnia Drammatico Vegetale. La stagione teatrale è invidiabile, le proposte sono sempre di altissimo interesse e di rilevanza per il teatro contemporaneo.
Qui trovate il programma completo, sempre insieme alla prosa dell’Alighieri, ma se volete un consiglio spassionato io non mi lascerei sfuggire Il regno profondo. Perchè sei qui? di e con Claudia Castellucci e Chiara Guidi, e Settimo cielo di Caryl Churchill e con la regia di Giorgina Pi.

Ritroviamoci al Rasi, ormai alla sua XXXVII edizione, è il programma dialettale che porta in scena le compagnie amatoriali romagnole alla domenica, nel segno della tradizione e del teatro popolare.

Il Rasi ospita anche moltissimi appuntamenti per bambini e ragazzi:  Le stagioni dei piccoli è il nome del programma a cura di Drammatico Vegetale, mentre il programma completo della rassegna per i ragazzi delle scuole lo trovate qui.

L’ex chiesa di Santa Chiara ospita anche eventi di natura culturale: è già prevista la serie di incontri Storie di Ravenna, che una volta al mese metterà l’attenzione su un diverso periodo storico della nostra città, dall’epoca romana alla trafila garibaldina.

Ermanna Montanari in Fedeli d'Amore, in programma al Rasi | © ravennateatro.com

Ermanna Montanari in Fedeli d’Amore, in programma al Rasi | Foto © ravennateatro.com


Il Teatro Socjale di Piangipane

A Piangipane, a pochi chilometri dalle porte di Ravenna, c’è un teatro molto speciale, unico nel suo genere e nella sua storia, che inizia Il 7 gennaio del 1911, quando la cooperativa dei braccianti del luogo acquisiscono il terreno su cui doveva ergersi questo spazio di aggregazione. Il Teatro Socjale fu inaugurato nel 1921 con una grande festa: i lavori erano stati lunghi perché i contadini riuscivano a dedicarsi alla costruzione solo nei ritagli di tempo, e la Grande Guerra aveva causato dei ritardi.

La “j” di “Socjale” sembra sia un vezzo estetico, dettaglio che dà un tocco di originalità in più a questo spazio già così particolare. Il Teatro ha un fascino retrò che si mantiene ancora oggi, nonostante gli anni. Sarà anche grazie al fatto che, tradizionalmente, durante l’intervallo degli spettacoli è possibile gustarsi in platea i loro deliziosi cappelletti!

Il Circolo Arci propone una vasta gamma di spettacoli: c’è la rassegna i Martedì del Socjale, per cominciare, dedicata alle giovani promesse del territorio. Poi grande è lo spazio dato alla musica con i Venerdì in Musica e al performativo, con I Sabato in Teatro. I grandi nomi sono tanti: qui trovate il loro ricco programma! Da quest’anno, per la prima volta il Socjale ospiterà anche due spettacoli in collaborazione con il Ravenna Festival.


… e molto altro ancora!

Le proposte teatrali della città di Ravenna non si limitano ai tradizionali spazi scenici. Nel corso dell’anno, vengono allestiti spettacoli in tutta la città e vengono organizzate diverse manifestazioni e festival. Si è da poco concluso, ad esempio, Fèsta 2018 di e-production, che, tra le tante iniziative, ha portato reading di Primo Levi in diversi luoghi della città e spettacoli all’Almagià.

L’Almagià ospiterà anche la trentesima rassegna delle Arti della Marionetta: dal 1989 il Teatro del Drago organizza questo ricco programma per allietare le giornate domenicali dei bambini e delle loro famiglie. Il primo appuntamento è il 18 novembre con Teo ha le orecchie curiose, adatto anche ai più piccini.

Il teatro Alighieri di Ravenna | © ravennafestival.org

Il teatro Alighieri di Ravenna da una prospettiva insolita| © ravennafestival.org

La vita culturale e teatrale della nostra città è sempre in fermento, e forse fu anche quest’atmosfera elettrica ad aver conquistato un uomo di teatro come Dario Fo quando ha scritto della nostra storia. Le proposte dei teatri di Ravenna sono sempre numerose e varie in tutti i mesi dell’anno. In questo spazio ci siamo focalizzati soprattutto su questo periodo dell’anno, ma ricordatevi che le rassegne e iniziative estive sono altrettante: oltre al sopracitato Ravenna Festival, si pensi ad esempio anche a Polis Teatro Festival, al teatro di imprò di Oh!festivà! o ad Approdi.

Se volete restare aggiornati sugli eventi performativi in città e sui festival, restate sintonizzati su questa pagina, per non perdervi mai le sorprese che si celano dietro il sipario… metaforico e non.

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

Il cuore grande di Ravenna che batte per la Maratona

Il cuore grande di Ravenna che batte per la Maratona

È stata davvero un grande successo la Maratona di Ravenna di quest’anno. Anzi, è stato davvero l’anno dei record!

Le adesioni sono state così tante che qualche giorno prima della partenza si è dovuto provvedere alla chiusura anticipata delle iscrizioni per evitare problemi di sicurezza. Si parla di circa 15 mila presenze, persone in carne e ossa che hanno letteralmente invaso la città per un weekend incredibile.

Non solo dal punto numerico, ma anche i cronometri hanno battuto i migliori tempi di sempre: il vincitore keniota Wilfred Kipkosgei Murgor ha tagliato il traguardo con un tempo di 2h12’36”, battendo di ben 1’29” il precedente record della Maratona ravennate, stabilito dal suo connazionale Julius Choge nel 2007. Anche la runner etiope Aberu Ayana Mulisa,la prima donna a tagliare il traguardo, ha superato alla grande il precedente miglior tempo con un 2h36’32”.

Ma le soddisfazioni della Maratona di Ravenna quest’anno sono state davvero tante! Basti pensare al fatto che la nostra medaglia è stata giudicata come la più bella d’Europa, nonché seconda più bella al mondo (seconda solo a quella di Washington), in occasione del Congresso Mondiale di AIMS svolto a Tallin.

C’è da dire però che la bellezza di un evento e la grandezza di una manifestazione non si misurano solo con i numeri. Ravenna è sempre fonte di grande ispirazione e l’atmosfera che si respira, a volte, è magica: è anche questo che fa grande la Romagna e i romagnoli, dei duri dal cuore tenero, che sanno sempre aprirsi e condividere l’amore per la loro Terra per creare qualcosa di bello e speciale.

Questo grande spirito e questo grande cuore si può dire che quest’anno sia stato simboleggiato da una simpatica signora che, sul ciglio della strada, si è messa a incoraggiare e a salutare i corridori dando il cinque con la mano a chi le passava vicino.
Il video ha avuto un grandissimo successo sui social e ha fatto sentire orgogliosi e fieri tutti i cittadini di Ravenna. Questo è il senso di condivisione e comunità che amiamo!

Ma toccante è stato anche un altro filmato che ha visto come protagonisti due ragazzi: il giovane podista di San Marino Michele Agostini, dopo aver ottenuto il grandioso risultato di essersi posizionato nono assoluto alla Mezza Maratona, ha chiesto alla sua compagna Laura, che l’aspettava al traguardo, di sposarla. ♥

La nostra città non smette di farsi grande, forte e accogliente, e belle occasioni come questa edizione della Maratona ne sono un esempio. Abbiamo creato ricordi indelebili alla Maratona di Ravenna, tutti insieme!

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

La XX Maratona di Ravenna Città d’Arte è pronta al via!

La XX Maratona di Ravenna Città d’Arte è pronta al via!

La XX Maratona di Ravenna Città d’Arte è alle porte, e noi di #myRavenna non stiamo nella pelle!
La nostra città sta nuovamente per animarsi grazie ai numerosissimi atleti e appassionati di running che questa domenica (11 novembre 2018) brulicheranno per le strade del nostro centro storico.

La manifestazione interessa però tutto il weekend: già venerdì 9 infatti è previsto l’inizio degli incontri dedicati all’evento e alla sua preparazione: qui potete trovare tutto il programma.
Presso i Giardini Pubblici retrostanti la Loggetta Lombardesca del MAR sarà allestito l’Expò Marathon Village, uno spazio espositivo allestito per poter soddisfare le esigenze di tutti gli sportivi venuti in città per l’occasione. Oltre gli stand turistici dove i runners e i loro accompagnatori potranno avere le informazioni che cercano su Ravenna, saranno predisposti punti per il ritiro della pettorina e dei pacchi gara, ma anche prodotti per la corsa e info point di altre maratone di tutto il Mondo,

Sabato 10 novembre si troveranno al via le prime due corse ludiche: la Conad Family Run, con partenza alle 10.30 ai Giardini Pubblici, dedicata ai più piccoli sportivi e alle loro famiglie, e la Dogs & Run – Maratonina a 6 zampe, con partenza alle 12.00, con un percorso pensato per le coppie di cani e padroni che si vogliono cimentare in una prova di canicross (a passo libero).

Per chi volesse partecipare alla corsa di domenica, invece, è importante sapere che è possibile iscriversi in base alla lunghezza del percorso che si vuole affrontare: le due gare competitive hanno la loro partenza in Via di Roma, davanti al Museo MAR, alle ore 9 e sono la Maratona Internazionale, quella classica da 42 km, e la Half Marathon, lunga la metà. Alle ore 9.30, nello stesso luogo, partirà invece la Martini Good Morning Ravenna, la corsa non competitiva da 10,5 km.

La Maratona di Ravenna è un’occasione di soddisfazione e di divertimento davvero per tutti: è nata Correndo Senza Frontiere, la manifestazione ludico motoria pensata per le persone con disabilità che vogliono partecipare alla giornata della Maratona. Il percorso è di 3 km e parte alle 9.00 (ritrovo per le 8.30) da Porta Serrata, in Via di Roma 268, si snoda nel centro storico e si conclude davanti al MAR. A questo link trovate la locandina!

Il percorso completo della Maratona di Ravenna Città d'Arte | © maratonadiravenna.com

Il percorso completo della Maratona di Ravenna Città d’Arte | © maratonadiravenna.com

Ma vediamo ora il percorso completo di 42.195 km!
La Maratona di Ravenna è intitolata “Città d’Arte” mica per niente. La corsa si snoda infatti intorno alle zone più suggestive e importanti della nostra città e dei suoi dintorni. La partenza e l’arrivo sono davanti al MAR, il Museo d’Arte della Città, ma quali sono le tappe?

Si inizia percorrendo Via di Roma, passando davanti alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, e si prosegue fino all’antica Rocca Brancaleone. Da lì si scende verso la Darsena, la finestra sul mare della città, che si costeggia fino al Parco e al Mausoleo di Teodorico. Il percorso continua dritto verso il cuore di Ravenna: si passa davanti al Battistero degli Ariani e al Muro di Droctulfo, poi al Mausoleo di Galla Placidia e alla Basilica di San Vitale. Il giro in centro, condiviso anche dalla corsa di 10,5 km (qui il percorso di Good Morning Ravenna), si conclude con il passaggio davanti al Duomo e al Battistero Neoniano, in Piazza San Francesco e davanti alla Tomba di Dante.

Le due maratone competitive proseguono verso Classe, con la sua Basilica di Sant’Apollinare e l’antico porto come tappe. Successivamente, si fa ritorno verso Ravenna, e la Mezza Maratona si conclude nella zona della Loggetta Lombardesca, da dove era partita (qui potete vedere il suo percorso).

La Maratona completa invece prosegue puntando dritto verso il mare: a Punta Marina Terme. Ritornando, si ripassa dalla Darsena, dal Mausoleo di Teodorico e dal Sant’Apollinare Nuovo, facendo arrivo all’agognato traguardo del MAR.

La Maratona si svolge in una Città d’Arte che sa valorizzare e condividere il suo patrimonio: bellissima l’iniziativa Corri Ravenna e Vivi l’Arte che ha voluto includere nel costo dell’iscrizione l’ingresso gratuito ad una selezione di musei. Si tratta del già citato MAR con la sua mostra ?War is over, della Domus dei Tappeti di Pietra e della Cripta Rasponi e Giardini Pensili. Tutte le info le trovate qui!

Se anche voi non vedete l’ora di partire, sul sito ufficiale non troverete solo tutte le informazioni necessarie, ma anche il countdown! 😉

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

#myRavenna. Be Inspired: un video contest per raccontare la città

#myRavenna. Be Inspired: un video contest per raccontare la città

C’è un modo di misurare la bellezza di una città? Non sempre basta enumerare la quantità di monumenti, o ripercorrere i secoli della sua storia e delle sue proprie tradizioni, o sapere il numero di visitatori che accoglie ogni anno. La bellezza non ha criteri certi e standardizzati di valutazione, non si possono avere risposte univoche. Forse, però, c’è il modo di cogliere quale sia l’energia vitale di una città, e sta nella forza ispiratrice che suscita in chi la vive e in chi la visita.

Il video contest #myRavenna. Be inspired sarà inaugurato in occasione della Notte d’Oro e vuole celebrare proprio la capacità di ispirare e suggestionare che la città di Ravenna ha dimostrato di avere nel corso dei secoli e ancora oggi. In cosa consiste? Tutti sono invitati ad inviare entro il 30 novembre un breve video di circa 30 secondi (massimo massimo 90) che abbia per oggetto la mostra al Mar ?War is Over – Arte e conflitti tra mito e contemporaneità e la statua di Guidarello Guidarelli oppure la città di Ravenna in se stessa, quali fonti di ispirazione in chi vi fa visita. Le opere verranno pubblicate sulla pagina YouTube di Ravenna Tourism e quelle che la giuria incaricata stabilirà essere le migliori tre di ciascuna categoria saranno premiate il 14 dicembre 2018.

SCARICA IL REGOLAMENTO (.pdf)

Per chi è interessato a partecipare, forse sarà utile prendere esempio da chi già ha prodotto opere e pensieri in onore della nostra città, ripercorrendo brevemente alcuni esempi di passi della tradizione poetica antica e recente. Molti di voi sicuramente avranno già avuto modo di conoscere i luoghi che hanno influenzato l’opera dantesca, come la pineta di Classe, ma conoscete altri poeti e scrittori che hanno scritto ispirandosi a Ravenna?

Per iniziare, si potrebbe fare l’esempio della statua del Guidarello che, protagonista di una delle sezioni del contest #myRavenna, lo è stato anche di una poesia di Gabriele D’Annunzio: l’eccentrico abruzzese si appella a Ravenna, città la cui sera è «gravida di potenze» e «tragica d’ombre» mentre, altrove, è una «glauca notte rutilante d’oro».

La lastra tombale di Guidarello Guidarelli | © Wikimedia

La lastra tombale di Guidarello Guidarelli | © Wikimedia

Oggi come un tempo, la città è conosciuta anche per i suoi monumenti funebri, e già Boccaccio scriveva che Ravenna «è quasi un generale sepolcro di santissimi corpi, né niuna parte in essa si calca dove su per reverendissime ceneri non si vada». La presenza di sepolture notevoli come quella di Dante, del Mausoleo di Teodorico e di quello di Galla Placidia, hanno una certa potenza fascinatrice perché ci testimoniano momenti importanti della storia italiana.

Anche Oscar Wilde, che dedicò alla città visitata nel 1877 la lunga poesia Ravenna, dedicò ai sepolcri ravennati più di un verso, con attenzione particolare al tumulo dantesco, «porto di pace», al quale si recò con estrema reverenza: «le tue ceneri Ravenna guarda: puoi dormire in pace».

[…] È nelle tombe

Solitarie ove riposano i Grandi del Tempo

Un incantesimo possente, che suscita nel cuore

Dei mortali sogni di gesta magnanime e forti.

La meraviglia di Wilde non si fermò al sepolcro dantesco: nel testo, lo sguardo curioso dell’irlandese indaga le tracce indelebili dell’antica storia della città, delle sue «glorie passate», e anche i segni recenti del passaggio dello stimato Lord Byron.

George Byron soggiornò infatti qualche anno tra le nostre mura, e amò molto la città: innamorato di Teresa Gamba, che aveva conosciuto a Venezia, venne la prima volta a Ravenna nel 1819, soggiornando all’albergo Imperiale (oggi Biblioteca Oriani!). Negli anni che trascorse qui scrisse molto e si dedicò ad escursioni a cavallo nella Pineta di Classe e in quella di San Vitale, che gli ispirarono più di un pensiero poetico:

… Dolce ora del crepuscolo!…nella solitudine della Pineta…

sulle rive silenziose cui circoscrive l’immemorabile foresta di

Ravenna che copre quel suolo dove un tempo ruggirono le

onde dell’Adriatico, fino ai luoghi in cui sorgeva l’ultima

fortezza dei Cesari; foresta sempre verde che rendono sacre per

me le pagine di Boccaccio e i canti di Dryden, oh! quanto io

ho amato l’ora del crepuscolo e te!

Anche il poeta romagnolo Giovanni Pascoli, che ha sempre avuto un occhio di riguardo al mondo vegetale e rurale, non ha perso l’occasione di cantare nella poesia Romagna la suggestione dell’«antica selva […] sul mar che trema / per grida atroci e melodie sante»: la “cinta” arborea di Ravenna si integra alla memoria storica della città, perché è lì che il poeta immagina “agitarsi” al chiaro di luna il poema dantesco.

Oltre alla memoria storica e al suo paesaggio, molti poeti e scrittori sono stati ispirati anche dai mosaici di Ravenna, che rendono la città famosa in tutto il mondo e che per Pasolini erano un incredibile «tappeto orientale». Per Marguerite Yourcenar nelle tessere variopinte risiede uno dei segreti della bellezza della città:

Uno dei segreti di Ravenna sta in questo confinare dell’immobilità con la velocità suprema: essa conduce alla vertigine. Il secondo segreto di Ravenna è quello dell’ascesa al profondo, l’enigma del Nadir. Letteralmente, i personaggi dei mosaici sono minati: hanno scavato in se stessi enormi caverne nelle quali raccolgono Dio.

Di esempi ne sono stati fatti tanti, e molti altri potrebbero essere riportati, ma bastino questi: non serve aggiungere altro per chiarire quale sia stata la forza ispiratrice che ha mosso la composizione di queste parole. Il video contest #myRavenna. Be inspired, infatti, nasce per questo: non vogliamo accontentarci del racconto e delle testimonianze del passato, perché Ravenna continua ad ispirarci ogni giorno… E noi oggi la vogliamo vedere anche con i vostri occhi!

SCARICA IL REGOLAMENTO (.pdf)
Regolamento completo anche su: www.turismo.ra.it | www.mar.ra.it | www.laboratoriaperti.it | www.comune.ra.it 

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.