La Torraccia: l’emblema dell’indissolubile legame tra Ravenna e le sue acque

La Torraccia: l’emblema dell’indissolubile legame tra Ravenna e le sue acque

Immersa nella campagna di Classe, in prossimità della pineta, spicca la cosiddetta Torraccia: un’antica torre di avvistamento. L’edificio, costruito a guardia e difesa del Porto Candiano, sorge a circa tre chilometri dal mare e a uno e mezzo dall’argine dei Fiumi Uniti. La torre, chiamata «Gaetana», in ricordo del legato pontificio Bonifazio Caetani, fu edificata nell’agosto del 1617 e originariamente si ergeva sulla sponda destra del Candiano. Il porto annesso al canale in epoca moderna fu lo snodo marittimo principale di Ravenna e tale rimase fino al 1737, quando si inaugurò un nuovo raccordo col mare nel canale “Corsini”. A quest’ultimo venne poi assegnato l’idronimo “Candiano” tanto era forte, per i cittadini di Ravenna, il legame con il vecchio punto d’approdo.

Alba alla Torraccia

Alba alla Torraccia

Interamente costruita in laterizio, la Torraccia è una struttura a base quadrata della quale si conserva la zona inferiore a larga scarpata e, come sottolinea Gaetano Savini, munita di tre cannoniere al piano terra: una rivolta a mare e due verso la zona anticamente occupata dalla spiaggia. L’edificio è ormai danneggiato alla sommità, ma all’interno ancora si conserva una stretta scala che conduce al piano superiore. Considerata la presenza di questo secondo livello, l’altezza originaria della torre era sicuramente maggiore di quella attuale di circa 13 metri. Come ipotizzato da studi recenti, la sommità probabilmente era dotata di terrazza e merlature.

La Torraccia, utilizzata fino al XVIII secolo, cadde in disuso con la chiusura del canale Candiano. Dapprima fu impiegata come pollaio e stalla, successivamente a fianco alla struttura fu costruita una casa colonica e vennero disposti campi coltivati. Attualmente è raggiungibile solo percorrendo una carraia privata posta sulla via Marabina, la strada che collega Ponte Nuovo a Lido di Dante.

La Torraccia

La Torraccia

La Torraccia è l’emblema dell’indissolubile legame tra Ravenna e le acque che la circondano e, talvolta, la percorrono. Acque stagnati come quelle antiche paludi che oltre a proteggere la città, condizionavano la vita degli abitanti creando un ambiente, come descritto nel V secolo da Sidonio Apollinare, dove «le acque stagnano […] le case crollano e le imbarcazioni si arenano. I vivi muoiono di sete e i morti galleggiano».

Ma la Torraccia ricorda anche quanto l’acqua sia da sempre un bene indispensabile per Ravenna: attraversata da fiumi e canali, fu scalo di commercio marittimo e terrestre fondamentale nell’Adriatico. Percorsi che frammentano e talvolta distruggono, ma allo stesso tempo uniscono fino a divenire vere e proprie vie di comunicazione della nostra città che, proprio dalle acque, affiora.


Se vi è piaciuto questo racconto di Giulia, qui trovate il link al suo articolo sulla Posterula Vincileonisun piccolo varco tra il passato di Ravenna e la nostra quotidianità.

Avete anche voi storie da raccontare sulla nostra città e volete condividerle su #myRavenna? Inviatecele a questo sito: scriviamo insieme questo grande racconto corale!

Sono appassionata d’arte e fortemente legata alla mia città: laureata in Conservazione dei Beni Culturali, lavoro per Ravenna Festival e collaboro con Trail Romagna.

I Giardini di Ravenna: natura, storia, sport e relax!

I Giardini di Ravenna: natura, storia, sport e relax!

La città di Ravenna è ricca di aree verdi, ed è evidente soprattutto se la si guarda dall’alto. I giardini e i parchi sono diversi e hanno caratteristiche e peculiarità differenti, così che ce n’è davvero per tutti i gusti! Sono infatti molto frequentati e apprezzati sia dai ravennati che dai turisti. Che cosa li rende così speciali? Se non li conoscete bene o non li avete ancora visitati, questa piccola guida fa al caso vostro!

I GIARDINI PUBBLICI DI RAVENNA
I giardini pubblici di Ravenna, che si estendono per oltre 3 ettari e mezzo, sono stati inaugurati all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso e sono il primo vero parco Urbano della città. L’area, così vasta, precedentemente era la sede dell’ippodromo e del velodromo ravennati. Il progetto era firmato dall’architetto Arata e il suo nucleo centrale si ispirava molto alla struttura canonica del giardino all’italiana. Il parco è adatto per molte occasioni: ha un bar, molti giochi per bambini, è adatto sia per rilassarsi con un buon libro che per fare attività fisica. L’Associazione Amici della Cardiologia ha infatti collaborato con il Comune creando un’area con attrezzi per fare ginnastica.
Nel 1985 al suo interno è stato inaugurato il Planetario, dove spesso si organizzano conferenze, lezioni, laboratori didattici. La struttura è in possesso di uno strumento in grado di proiettare sulla cupola l’immagine artificiale della volta celeste nelle migliori condizioni di visibilità, grazio al quale si possono osservare le stelle e le costellazioni di entrambi gli emisferi.
Su una delle pareti esterne del Planetario è possibile anche ammirare una grande installazione di mosaico dell’artista Invader, raffigurante lo Spock di Star Treck nell’atto di salutare un alieno venuto ad attaccare la terra. Invader è uno street artist francese di fama internazionale e Ravenna può vantare molte sue opere, sparse in giro per la città.
I giardini pubblici sono aperti dalle 7.30 al tramonto e si trovano tra via Santi Baldini e via Roma, alle spalle del Mar e di Santa Maria in Porto.

La Loggetta Lombardesca dai Giardini pubblici di Ravenna | © retealmagia via Instagram

La Loggetta Lombardesca dai Giardini pubblici di Ravenna | © retealmagia via Instagram

 

IL GIARDINO RASPONI O DELLE ERBE DIMENTICATE
Il Giardino Rasponi o delle erbe dimenticate si trova nel centro della città, in Piazzetta Paolo Serra. La sua posizione lo rende ancora più affascinante perché dal suo interno si gode di una bella vista della cupola del Duomo e del suo bel campanile circolare. Il Giardino è detto delle “erbe dimenticate” perché lì vengono coltivate erbe recuperate dagli antichi ricettari degli speziali oltre che ad erbe più note al giorno d’oggi e presenti nelle ricette della cucina mediterranea.
Il Giardino è aperto dalle 9 alle 12.30, dal lunedì al sabato.

Giardino Rasponi o delle erbe dimenticate | © www.fiori-forchette.com

Giardino Rasponi o delle erbe dimenticate | © www.fiori-forchette.com

 

I GIARDINI DELLA ROCCA BRANCALEONE
Questa grande area verde (di oltre 17.000 mq!) sarà la prediletta degli appassionati di storia e di archeologia, che a Ravenna di certo non mancano. Il parco si estende tra le mura dell’antica fortezza veneziana che gli dà il nome. La Rocca Brancaleone fu costruita a partire dalla metà del XV secolo per rafforzare le difese della città. La zona era infatti utilizzata per gli alloggi delle guarnigioni, per i depositi di derrate, delle armi, e anche per le stalle della cavalleria.
I giardini sono stati aperti negli anni Settanta, e oggi è possibile leggere su dei pannelli didattici sia la storia della Rocca veneziana che descrizioni della flora presente nel parco. È attrezzato con giochi per i bambini e panchine per rilassarsi e ammirare il paesaggio.
I giardini si trovano in via Rocca Brancaleone e sono aperti tutti i giorni, ma gli orari variano di mese in mese. Puoi consultarli qui.

Giardini della Rocca Brancaleone | © www.romagnamania.com

Giardini della Rocca Brancaleone | © www.romagnamania.com

 

PARCO DI TEODORICO
In prossimità di Giardini della Rocca Brancaleone, si estende un’altra immensa area verde: quella del Parco di Teodorico. Il nome si rifà all’importante Mausoleo di Teodorico, uno dei simboli di Ravenna, che si erge al suo interno. Il re in persona volle la costruzione del Mausoleo, avvenuta nel 520 d.C..
L’architetto Boris Podrecca ha progettato i giardini per esaltare la bellezza del monumento e per creare scorci suggestivi dai quali poterlo ammirare. Il parco contiene aree molto differenti tra loro: fare una passeggiata qui è una vera immersione nel verde! Al suo interno si trovano zone alberate, orti conclusi, specchi d’acqua in cui in estate fiorisce il loto, aree per i giochi dei bambini… e anche tartarughe, anatre, pesci, oche!
Il Parco è tra via Pomposa e via delle Industrie ed è aperto tutti i giorni dalle 7.30 del mattino all’ora del tramonto. Gli orari di apertura del Mausoleo di Teodorico potete invece trovarli, insieme ad altre informazioni, qui.

Mausoleo di Teodorico, Ravenna | © www.carnetdevoyage.it

Mausoleo di Teodorico, Ravenna | © www.carnetdevoyage.it

 

I GIARDINI PENSILI DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA DI RAVENNA – CRIPTA RASPONI
Nel cuore della città, con accesso da Piazza San Francesco, ci sono i giardini pensili del Palazzo della Provincia. Il giardino, molto curato, ha al suo centro una grande fontana che rende l’ambiente ancora più armonioso. Tra la vegetazione svetta una torretta neogotica, sulla quale si può salire per accedere al belvedere da cui ammirare sia Piazza San Francesco che il giardino dall’alto.
L’ingresso è a pagamento (il prezzo intero è di soli 2 euro, e sono previste riduzioni) e permette di far visita anche alla suggestiva Cripta Rasponi, che costituiste il più antico nucleo conservatosi del complesso di Palazzo Rasponi. Risale probabilmente alla fine del Settecento e in realtà non fu mai utilizzato come sepoltura della famiglia. Al suo interno, particolarmente interessante è l’antica pavimentazione in mosaico, forse proveniente dalla chiesa di San Severo a Classe (VI sec.).
Per maggiori informazioni e per gli orari, potete guardare qui.

Giardini pensili del palazzo della Provincia e Cripta Rasponi | © www.criptarasponi.it

Giardini pensili del palazzo della Provincia e Cripta Rasponi | © www.criptarasponi.it

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

Guida sentimentale ai prodotti e ai piatti tipici di Ravenna

Guida sentimentale ai prodotti e ai piatti tipici di Ravenna

La tradizione enogastronomica romagnola è ricchissima, e chi vive o visita Ravenna può confermare che la nostra città ne è un’ottima rappresentante! I prodotti e i piatti tipici sono numerosi e vengono apprezzati in tutta Italia: la piadina, ad esempio, è l’ambasciatrice numero 1 della buona cucina romagnola!

Le sagre e le feste in onore della nostra cucina tipica sono tante. Oggi, ad esempio, inizierà la sedicesima edizione di GiovinBacco, Sangiovese in festa che si tiene dal 26 al 28 ottobre a Ravenna, tra piazze e palazzi. Questa manifestazione vuole celebrare i migliori prodotti del territorio, il mangiar bene e lo slow food: in mostra (e nei calici) ci saranno i vini delle cantine di Romagna, i prodotti della terra, street food di qualità, piadine, formaggi e tanto altro ancora!

Insomma, se si dice che pânza pïna us rasòna mej, un motivo ci sarà… No? Ecco una piccola guida (sentimentale) ad alcuni dei piatti tipici di Ravenna e dei prodotti del suo territorio!

I Cappelletti Romagnoli

Quando si pensa all’oro di Ravenna forse la prima cosa che viene in mente sono i mosaici, ma i veri intenditori faranno un pensiero anche a un bel piatto di cappelletti nel brodo fumante. La tipica pasta all’uovo, a differenza degli omonimi cappelletti emiliani e dei tortellini bolognesi, qui dalle nostre parti viene tradizionalmente riempita con formaggi e servita in brodo di cappone, talvolta con il ragù. A Natale non possono mancare in tavola, ma sanno scaldare il cuore in ogni occasione e soddisfare ogni palato.

I Cappelletti Romagnoli | © Travel Emilia Romagna

I Cappelletti Romagnoli | © Travel Emilia Romagna


I Passatelli

Sicuramente mancheranno tanti piatti della tradizione in questa lista (impossibile parlare di tutti!), ma non si poteva evitare di citare i passatelli. Un impasto di uova, formaggio, pane raffermo grattugiato, e noce moscata, viene “schiacciato” con un attrezzo apposito chiamato “il ferro da passatelli” o, quando manca, con uno schiacciapatate a fori grossi. Sono serviti in brodo e sono un piatto tipico dei giorni di festa.


Il Castrato di Romagna

Il castrato (Castrébrasula ‘d castrè) è il tipico piatto di carne di Ravenna: con questo termine si indica solitamente il maschio ovino castrato e le carni che se ne ricavano. Questi animali vengono allevati al pascolo e nutriti con erbe fresche, granaglie e cereali. Solitamente questa carne viene marinata con sale, aglio e rosmarino e cotta in graticola su braci. Infine può essere servita semplicemente con olio d’oliva e limone, oppure in umido con lo scalogno. Molto appetitose sono anche le costolette di castrato, impanate con farina, uova sbattute, pangrattato, parmigiano grattugiato e fritte in abbondante olio d’oliva o alla griglia.


Le Cozze di Marina di Ravenna

Ogni città di mare che si rispetti ha una tradizione culinaria legata al pescato, ma poche possono vantare cozze ottime come quelle di Marina di Ravenna. Quelle di questa località vengono considerate selvatiche e cresce in alto mare. Per raccoglierla, i pescatori devono immergersi per 10/15 metri, e a volte addirittura fino a 25!
Anche le vongole sono presenti in buone quantità, e si possono gustare come le cozze: alla marinara o in guazzetto. Per gli amanti dei piatti di pesce, ottimo è anche il pesce azzurro, sempre pescato fresco.

Le cozze di Marina di Ravenna | © emiliaromagnaturismo.it

Le cozze di Marina di Ravenna | © emiliaromagnaturismo.it


La Piadina Romagnola

La piadina a Ravenna è famosa per essere più alta e soffice rispetto a quella cucinata in altre zone della Romagna, dove è servita più sottile e croccante. Ha origini antiche, ma non certe, e la sua ricetta è davvero semplicissima: si consuma sia farcita, in mille vesti, che come companatico da accompagnare alle varie portate.
Giovanni Pascoli la definiva addirittura «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli». La più famosa? Quella allo squacquerone e rucola. La più “artistica”? Quella in mosaico di Silvia Naddeo, intitolata Romagna Pride ed esposta al MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna.

Romagna Pride di Silvia Naddeo | ©Pinterest

Romagna Pride di Silvia Naddeo, esposta al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna | © Pinterest


Lo Squacquerone di Romagna

Lo Squacquerone è il formaggio tipico del territorio ravennate ed è tradizionalmente consumato con la piadina. Ha origini rurali ed è una variante dello storico formaggio raviggiolo, da cui si differenzia per salatura e maturazione. Molle, tenero e senza crosta, è ottenuto da latte vaccino intero e va consumato fresco. Che sia 100% romagnolo lo dice anche la commissione Europea: lo Squacquerone di Romagna è D.O.P., ovvero di Denominazione Origine Protetta!


I Pinoli

Ogni primavera, a Fosso Ghiaia, una sagra lo celebra: il pinolo delle pinete dell’area circostante Ravenna è da molto tempo uno dei simboli della città, nonché uno dei migliori in Italia. Nel Settecento si era creata una piccola economia intorno alla sua raccolta, e i piccoli semi erano esaltati per i loro effetti medicamentosi.
La raccolta dei pinoli iniziava in ottobre, e in primavera le pigne si stendevano sulle aie delle pinete di San Vitale e Classe, dove erano battute con delle mazze. Poi, grazie al calore del sole e dei falò, le pigne si aprivano lasciando cadere i pinoli, diffondendo nell’aria il tipico odore aromatico e resinoso.

I Pinoli di Ravenna | © romagna.com

I Pinoli di Ravenna | © romagna.com


Lo Scalogno

Dal 1997 il nostro Scalogno di Romagna è I.G.P., a Indicazione Geografica Protetta, si distingue da tutte le altre varietà coltivate in Italia e all’estero. Si tratta di una cipolla della specie “Allium Ascalonicum”. Ha una particolare forma a fiaschetto, la buccia coriacea e un colore bruno rossastro molto vivace. È coltivato senza l’utilizzo di trattamenti e concimi chimici. La zona di produzione principale del prodotto è a Riolo Terme.
Viene utilizzato come base nella preparazione di moltissimi piatti della nostra tradizione: salse, sughi, zuppe, soffritti, ripieni, farciture… Difficile che un ravennate ne faccia a meno quando si mette ai fornelli!

Scalogno di Romagna | © imolafaenza.it

Scalogno di Romagna | © imolafaenza.it


La Pesca Nettarina di Romagna

Anche le pesche nettarine di Romagna hanno l’I.G.P.! Nate dall’incrocio di diverse tipologie a polpa gialla e bianca, sono tra le prime varietà di pesche ad aver ottenuto questo riconoscimento in Europa. La provincia di Ravenna è da sempre stata all’avanguardia per quanto riguarda la floricoltura, anche a livello industriale. I primi impianti a frutteto di pescheti soprattutto, ma anche di altra frutta, iniziarono a essere coltivati intorno a Massa Lombarda verso la fine dell’Ottocento.
La nettarina è anche nota come “pesca noce” e si distingue per la sua buccia molto liscia e compatta. Cosa le rende speciali? Sono ricche di vitamina C e potassio, e hanno una buona presenza di ß carotene e provitamina A. Sono il miglior spuntino della bella stagione!


Gli Asparagi di Pineta

L’Asparago di Ravenna nasce spontaneamente nelle sue pinete, e fino alla metà del secolo scorso era raccolto dai cosiddetti “pinaroli”. Al giorno d’oggi viene però coltivato anche in serra e nei campi, grazie a un progetto di recupero e valorizzazione dei prodotti del territorio.
Ci sono due tipi principali di asparago: il “San Vitale” (Asparagus tenuifolius), più fine e delicato, e il “Bardello” (Asparagus marittimus), rustico e dal gusto pungente. Vengono consumati sia lessati e conditi con olio e limone, oppure utilizzati per ottimi primi piatti, frittate e torte salate.

Asparagi Selvatici di Pineta © auserravenna.it

Asparagi Selvatici di Pineta © auserravenna.it


Il Sale di Cervia

A poco più di 20 chilometri da Ravenna, si trova una delle produzioni più antiche di tutta Italia: le saline di Cervia sono infatti attive da oltre 2000 anni e il loro sale è utilizzato in tutta Italia. In antichità era preziosissimo perché permetteva la conservazione dei cibi, al punto che venne usato anche come moneta: ai tempi di Augusto era il “salario” per il pagamento dei soldati!

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

ItineRA, festa del cammino consapevole: Orienta-menti

ItineRA, festa del cammino consapevole: Orienta-menti

Dopo il successo della prima edizione, torna ItineRA dal 29 settembre al 14 ottobre. La festa del cammino consapevole è promossa e organizzata da Trail Romagna in compartecipazione con il Comune di Ravenna. Per quindici giorni fra le vie e le aree verdi di Ravenna e dintorni, cittadini e turisti sono invitati alla riscoperta di itinerari laterali e interdisciplinari atti a corroborare una visione inedita della città dove storia, cultura, arte, gastronomia e ambiente si intersecano, arricchendo di nuovi percorsi una mappa già fitta ma in continua espansione. Trait d’union della rassegna è, naturalmente, il cammino declinato e interpretato da ItineRA a seconda delle più svariate necessità: da salutare attività sportiva a privilegiato strumento cognitivo, da motivo d’incontro e condivisione a occasione di riscoperta psicofisica, da atto estetico a intimo percorso spirituale.

Come nella precedente edizione, la rassegna si articola in numerosi eventi, conversazioni, passeggiate e incontri dedicati alla rieducazione al cammino, sotto la guida di qualificati istruttori di Nordic Walking Fitwalking. Ad aprire il secondo appuntamento con ItineRA è una passeggiata tutta ravennate sulle evanescenti orme di Dora Markus, musa montaliana il cui ricordo ancora oggi anima di suggestioni la diga foranea di Marina di Ravenna. Rigorosamente ravennati sono anche la Darsena Urban Walk, passeggiata attraverso il sensibile segmento della Darsena di Città che dall’inconscio urbanistico sta lentamente riappropriandosi di una rigenerata e stratificata identità, e il pellegrinaggio dalla solitaria e suggestiva Torre del Candiano (Turrazza) alla Basilica di Santa Maria in Porto, sulle tracce misteriose della Madonna Greca che ancora oggi costituisce un inscindibile legame con l’Oriente.

Darsena Urban Walk | Foto © Trail Romagna

Darsena Urban Walk | Foto © Trail Romagna

A rimarcare il valore spirituale del cammino, intervengono la passeggiata meditativa nella selvaggia penisola di Boscoforte, fra i canneti e i silenzi delle Valli di Comacchio santalbertesi, e un corposo itinerario culturale e antropologico dedicato ai santuari naturali e artificiali della città, alla riscoperta della Pinete e dei principali monasteri, come San Giovanni Evangelista, San Vitale e Classe dentro le mura. I Monasteri saranno anche al centro di un incontro interdisciplinare con il saggista Maurizio Pallante e il monaco Camaldolese Natale Brescianini, che abbraccia filosofia, economia e spiritualità per esplorare il nesso fra monachesimo ed economia sostenibile.

Anche quest’anno, numerosi sono gli incontri promossi da ItineRA con personalità legate al mondo della cultura, dello sport, dell’arte, della gastronomia: lo scrittore e giornalista per Tuttosport Andrea Schiavone, il condirettore della rivista ‘Correre’ Daniele Menarini si confronteranno sul tema del racconto e della visione, con incursioni nel cinema dedicato “all’andare a piedi”. Il Priore Generale dei Monaci Camaldolesi Alessandro Barban terrà assieme a Don Claudio Ciccillo e a Franco Chiarini di ChefToChef un incontro dedicato all’alimentazione sostenibile, alla fine del quale sarà possibile partecipare a una cena solidale presso la Fraternità di San Damiano.

Franco Masotti intraprenderà un sorprendente percorso su quegli artisti – da Campana a Long, passando per Herzog, Cage e Sebald – che hanno fatto del cammino una vera e propria pratica estetica, linfa stessa della loro arte.Lo scrittore Davide Comunale ci guiderà lungo la Magna Via Francigena siciliana, mentre Nicolò Giraldi e Andrea Mattei presenteranno i rispettivi nuovi volumi per Ediciclo (il primo, un drammatico viaggio nella memoria della migrazione dimenticata lungo il confine orientale italiano, mentre il secondo un vademecum sull’arte di fare lo zaino). Infine lo scrittore Fabio Fiori, già collaboratore di Rai Radio Tre e diversi quotidiani e riviste, presenterà il suo Erba buona, ricettario di un girovago, dedicato alle erbe commestibili che chiunque può trovare lungo il proprio cammino.

Questo e molto altro all’interno di una rassegna che, giunta al suo secondo appuntamento, sceglie di approfondire quanto già affrontato lo scorso anno, e di porre dunque con forza il cammino al centro del dibattito culturale e creativo, al fine di costruire percorsi multimediali partendo dal più semplice e spontaneo dei gesti.

Per scoprire il ricco calendario di ItineRa, vi invitiamo a consultare il programma e seguirci su www.trailromagna.eu. Nel sito troverete tutti gli approfondimenti e, in fondo a ogni evento, un form dedicato all’iscrizione.

 

Passione per la natura, il movimento e la gioia di stare insieme. Questo, e molto altro, è Trail Romagna

Festival Naturae: le meraviglie naturalistiche di Lido di Classe

Festival Naturae: le meraviglie naturalistiche di Lido di Classe

È piena estate, c’è il sole e siamo a Ravenna. Vi viene in mente nulla?
A me sì: una gran voglia di stare all’aria aperta a godermi tutta quella parte naturalistica del territorio locale che d’inverno mi è invece preclusa.
Allora cos’ho fatto? Mi sono informata e ho scoperto che è in corso il Festival Naturae, una serie di eventi legati proprio alla riscoperta del territorio ravennate.

Il Festival Naturae si pone l’obiettivo di esaltare e promuovere le aree verdi di Lido di Classe a Ravenna.

E mi sono chiesta, perché tra tutti i lidi ravennati celebrare proprio quello di Classe? Perché Lido di Classe, grazie al suo vasto parco naturale, è definito la “perla verde della costa adriatica”.
Nell’area circostante, infatti, c’è una bellissima oasi di pace: meravigliose spiagge incontaminate, dune incantevoli, le anse del fiume Bevano e le antiche Pinete (qui l’articolo dove vi parlo della Pineta di Classe nello specifico).

Lido di Classe | © Foto di Comitato Cittadino di Lido di Classe (via Lido di Classe)

Il Festival Naturae propone una rassegna di eventi a tema sviluppati a giorni fissi durante i mesi di luglio e agosto:
– Il lunedì si cammina (Passeggiando in Pineta);
– Il martedì fanno delle escursioni in bici soft (Escursioni in Bici);
– Il giovedì mattina si ascoltano le fiabe per bambini (Il Lido delle Favole) e al pomeriggio si fanno delle escursioni in bici impegnative (Escursioni in Bici);
– Il venerdì i bambini partecipano a laboratori pratici (Pratica…mente al mare).

Dando un’occhiata alle iniziative di Festival Naturae mi hanno subito incuriosito gli eventi di “Escursioni in Bici”, soprattutto la distinzione tra le biciclettate del martedì e quelle del giovedì.
Di martedì ci sono le escursioni “soft bike” di due orette e adatte a chiunque mentre di giovedì ci sono le escursioni “cultural bike” un po’ più impegnative.
Le Cultural e le Soft Bike sono curate da Angelo Gasperoni (dell’Associazione Culturale Castiglionese “Umberto Foschi”) che farà da guida in sedici percorsi fra cultura e natura nei dintorni di Lido di Classe.

La natura mi piace ma non si può dire che io sia la sportività fatta a persona, anzi… Quindi opterò per una pedalata soft decisamente più alla mia portata!
È cosa buona e giusta avere più rispetto verso temi come l’ecologia e cercare di contrastare l’inquinamento ambientale.
Magari incrocerò molti di voi in mezzo alla natura alla scoperta della flora e fauna locali!


L’equipaggiamento obbligatorio è il seguente:

– bici adatta a percorsi sterrati,
– abbigliamento consono,
– casco,
– borraccia,
– torcia (nel caso di escursione notturna).

Per ulteriori informazioni:

Telefono: 3403553816
Sito web: Festival Naturae
Emailinfo@festivalnaturae.it

Programma Cultural & Soft Bike:

Martedì Soft

Giovedì Cultural

24 Luglio, notturna ore 21.00 
Serenata alla Luna: Favola notturna nella pineta di Lido di Classe, raccontata da Delio Piccioni. Musiche originali di Marta Celli all’arpa. Le musiche proseguiranno nell’area verde Cinema Arena del Sole con aperitivo offerto da La Piscina ristorante pizzeria di Lido di Classe.
26 Luglio, ore 8.30 
Il villaggio delle cicogne. Ore 10.00: coffee break presso la Casetta del Villaggio delle Cicogne. Visita guidata.
Ore 12.00: menù naturae. (Si può anche raggiungere il villaggio in auto, c/o La Campaza, via Romea sud 395, Fosso Ghiaia, Ravenna)
31 Luglio, ore 17.00 
Woodpecker: una discoteca poetica da salvare. Canzoni a cappella di Agnese Alteri. Al rientro aperitivo offerto dal Paramore Cafè di Lido di Savio.
2 Agosto, ore 8.00 
Dove si avvistavano i pirati: S. Apollinare in Classe, Scavi di S. Severo, Porto Fuori, Torraccia. Rientro previsto ore 13:00 con aperitivo offerto dal bar Luvarara di Lido di Classe.
7 Agosto, ore 17.00 
Gita in campagna: sull’argine del Savio con sosta e aperitivo c/o Az. Agricola Rubboli. Inoltre: Alice Belletti presenta il suo libro “Felicità è un’isola”. Intervista a cura di Catia Gelosi.
9 Agosto, ore 8.00 
Dalle saline alle terre bonificate: Cervia, Ficocle, Pieve di Pisagnano, Casa Foschi, Bosco D’Altemps. Rientro previsto ore 13.00 con aperitivo offerto dal Paramore Cafè di Lido di Savio.
21 Agosto, ore 17.00 
Gita al Cubo Magico: il centro visite per fantastiche escursioni nel Parco Delta Po.
23 Agosto, notturna ore 17.00 
L’antico porto al chiaro di luna: attraverso la pineta, Classe: scavi del Porto di Classe fino a Ravenna centro. Rientro previsto entro le ore 23.00.
28 Agosto, ore 17.00
Il raggio verde e la luce viola: i colori del tramonto alla foce del Bevano. Al rientro aperitivo offerto dal bar Luvarara di Lido di Classe.
30 Agosto, ore 8.00 
Dal mare alle terre alte: Ponte Rosso Campiano (Pieve) e Palazzo Corradini, Palazzo Rasponi S. Stefano. Rientro previsto ore 13.00 con aperitivo offerto dal bar Luvarara di Lido di Classe.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Solaris, in collaborazione con il Comitato Cittadino di Lido di Classe, l’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, la Circoscrizione di Castiglione di Ravenna, l’Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina del Corpo Forestale dello Stato, il Parco Regionale del Delta del Po e la Ricicloofficina di Ravenna.

Leggo libri un po’ particolari e li condivido in un social dove i selfie allo specchio regnano sovrani… Forse sto sbagliando qualcosa o forse no.
📚 @virginiareadings

Itinerario nella Pineta di Classe seguendo le orme di Dante

Itinerario nella Pineta di Classe seguendo le orme di Dante

Chi non è di Ravenna forse non sa che per le strade della città bizantina, tra il 1318 e il 1321, dimorò, ospite di Guido Novello Da Polenta, il padre della Lettura Italiana: il celebre Dante Alighieri. Il soggiorno ravennate fu di grande ispirazione per il Poeta a tal punto che noi cittadini ne sentiamo ancora oggi l’influenza.

Nella Divina Commedia si trovano molti riferimenti al territorio di Ravenna.
Nel canto XXVIII del Purgatorio, ad esempio, si cita “la divina foresta spessa e viva” e “la Pineta in su ‘lito di Chiassi” che sono una chiara allusione alla Pineta di Classe.

tal qual di ramo in ramo si raccoglie 
per la pineta in su ‘l lito di Chiassi, 
quand’Eolo scilocco fuor discioglie.
(Purgatorio, Canto XXVIII, vv.19-20)

Oggi vi sveleremo proprio la Pineta di Classe evocata da Dante: una terra incontaminata, simbolo di una natura ancora intatta.
Se anche voi siete curiosi di ripercorrere i passi del Sommo Poeta e riscoprire insieme a noi una vegetazione senza tempo, seguiteci lungo l’itinerario de “Le querce di Dante”.

Pineta di Classe | Foto di Nicola Strocchi, Archivio Fotografico Comune di Ravenna


Itinerario

Il percorso ad anello, percorribile sia a piedi che in bici, prende il via dal Parco 1° Maggio, snodandosi al suo interno per circa 4 Km. Dal Ponte Botole ci si addentra nella pineta dove si stagliano alti i pini domestici, distinguibili grazie alla loro particolare forma a ombrello.
All’interno di quest’oasi, a due passi dal blu dell’Adriatico, è individuabile un grande querceto: nelle zone asciutte si ritrova il leccio (Quercus ilex), in quelle umide la farnia (Quercus robur). Ed è esattamente a questo polmone verde che Dante si ispirò durante la stesura di alcuni versi della sua Commedia.


Come arrivare

La Pineta di Classe si raggiunge da Ravenna percorrendo la SS16 Adriatica verso Rimini e si trova 500 metri dopo il cartello dell’abitato di Fosso Ghiaia, a sinistra oltre la ferrovia.

Orari di apertura

Nel periodo estivo dalle ore 7:00 alle 19:00.
Nel periodo invernale e primaverile dall’alba al tramonto.

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