Ravenna in luce: i sogni luminosi della città

Ravenna in luce: i sogni luminosi della città

Anche l’edizione 2018 di Ravenna in Luce è stata un successo… E come poteva non esserlo?
L’appuntamento di quest’anno si è fatto in tre. Dal 21 dicembre al 6 gennaio 2019, ogni sera dalle 18.00 alle 22.00, tre luoghi della città hanno preso vita illuminandosi a festa con sorprendenti proiezioni.

Il primo – Visioni di Eterno® di Andrea Bernabini (N.E.O. Project) – ha animato la prestigiosa Basilica di San Vitale, monumento Unesco dal 1996, con un suggestivo videomapping 3D dal titolo Il dono dell’Imperatrice. Un’animazione capace d’instaurare un dialogo perfetto tra la sua decorazione musiva e le suggestioni che suscita quando la si visita.
Ogni sera al calare della luce la coppia imperiale bizantina, Giustiniano e Teodora, risplende sulla basilica, dando forza a quel legame esistente tra arte e bellezza. Tra i mosaici proiettati compaiono nella notte l’opera di Klimt, il Ritratto di Adele Bloch-Bauer, ispirato dai viaggi compiuti a Ravenna (trovate qui il racconto!) e l’inconfondibile profilo del Sommo Poeta Dante Alighieri, che proprio a Ravenna trovò dimora e ispirazione per completare la sua Commedia (leggete un nostro vecchio articolo).

Giustiniano e Teodora a Visioni di Eterno 2018, Ravenna in Luce, Basilica di San Vitale, ad opera di Andrea Bernabini - N.E.O. Project | Photo © Nicola Strocchi

Giustiniano e Teodora a Visioni di Eterno 2018, Ravenna in Luce, Basilica di San Vitale, ad opera di Andrea Bernabini – N.E.O. Project | Photo © Nicola Strocchi

Se dalla basilica ci si sposta in Piazzetta Unità d’Italia, s’incontra il secondo spettacolo dalla rassegna Ravenna In Luce. Accanto a Piazza del Popolo, è qui che myRavenna Be Inspired narra attraverso due diversi video cosa significhi sognare e scoprire una città come Ravenna.
Alice in RavennaLand è un cartone animato confezionato da Panebarco & C. e racconta di una bambina che, mentre è in viaggio verso la nostra città, fantastica sui suoi tesori. She Walks in Beauty di Matteo Bevilacqua, invece, segue il cammino di una ragazza alle prese con la bellezza di Ravenna e il suo potenziale onirico e suggestivo.

Il terzo spettacolo di Ravenna In Luce, infine, si presenta davanti allla facciata del Museo MAR che fino al 13 gennaio ospita la mostra ?War is Over. Arte e Conflitti tra mito e contemporaneità (se ancora non avete avuto modo di vederla, sbrigatevi prima che finisca).
A risplendere questa volta – in dialogo con le opere presenti all’interno dello spazio espositivo – è forse la più importante opera d’arte del Novecento di denuncia alla guerra: Guernica di Pablo Picasso.

Se ancora non vi abbiamo convinto, ecco qui una galleria d’immagini della rassegna Ravenna in Luce.
Pronti a sognare? Avete tempo fino a domenica 6 gennaio!

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

La storia delle tele romagnole stampate a mano

La storia delle tele romagnole stampate a mano

Alcune delle tradizioni che oggi sembrano raccontare meglio chi siamo hanno origini tanto antiche quanto umili: a volte si stenta a crederlo. Le tele romagnole stampate a mano sono uno dei simboli della Romagna e spesso sono protagoniste assolute dell’addobbo della tavola in occasione delle feste, come quelle natalizie. Oggi forse non lo diremmo mai, ma le radici di questa usanza sono contadine. Conoscete la loro storia?

Si può ipotizzare che le tele romagnole si producessero già nel XVII secolo, quando la Romagna faceva parte dello Stato Pontificio, dove la pratica era piuttosto diffusa. L’origine accertata di questa pratica però non si conosce, ma pare che all’epoca fosse utilizzata anche a Roma.

Le tele stampate di Romagna | © cittadarte.emilia-romagna.it

Le tele stampate di Romagna | © cittadarte.emilia-romagna.it

Le tele sono prodotte in fibre naturali: canapa spesso, ma anche cotone o lino. Per decorarle si utilizzano stampi intagliati a mano in legno di pero, molto tenero e molto diffuso in Romagna. In queste matrici possono esserci incise diverse raffigurazioni e decorazioni e le più tipiche vedono fiori, spighe di grano, tralci di vite, galli, pigne, o la caveja, l’asta in acciaio decorata con anelli e immagini allegoriche che rappresenta uno dei più importanti simboli del territorio…. Molti elementi che rimandano ad una Romagna bucolica e contadina, anche se non mancano tele con motivi geometrici e astratti.

Gli stampi per le tele romagnole | Photo © foodandsoon.com

Gli stampi per le tele romagnole | Photo © foodandsoon.com

Il colore più tipico è il ruggine che non si chiama così tanto per dire, ma che viene creato con vero ossido di ferro! Farina, aceto di vino e ruggine vengono miscelate in proporzioni segrete (ogni bottega ha la sua ricetta). A questo se ne sono ovviamente aggiunti altri, come il rosso, il blu, il verde o il marrone scuro.

Il procedimento di stampa consiste nel battere con un “mazzuolo” di circa 3 o 4 chili sullo stampo in legno appoggiato sulla tela, che si deve trovare distesa su una superficie non troppo rigida. Così si creano tovaglie, tovaglioli, grembiuli, coperte e molto altro ancora: doni graditi a chi ama avere un po’ di tradizione in casa.

La stampa delle tele romagnole | Photo © foodandsoon.com

La stampa delle tele romagnole | Photo © foodandsoon.com

Questa tradizionale lavorazione è venuta un po’ a mancare con l’intensificazione novecentesca della produzione industriale, come se ne rammaricava il poeta Aldo Spallicci. Le botteghe sono molto diminuite, ma ancora oggi se ne trovano in provincia di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Per tutelare l’operato delle botteghe artigiane, nel 1997 è nata l’Associazione Stampatori Tele Romagnole con l’intento di tutelare il grande valore di questa antica tradizione.

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

Quando i mosaici di Ravenna hanno ispirato la collezione di Chanel

Quando i mosaici di Ravenna hanno ispirato la collezione di Chanel

Tutti sanno che la nostra città ha ispirato poeti, scrittori, e musicisti, ma è meno noto che i mosaici di Ravenna abbiano suggestionato anche una collezione di moda. Tutto ha inizio con una visita di Karl Lagerfeld, stilista e fotografo tedesco, alla nostra città, una decina di anni fa. L’artista rimane molto colpito da Ravenna e, in particolar modo, dai mosaici e dalla luce dei loro bagliori.

Fare un viaggio a Ravenna, lo sappiamo, è fare un po’ anche un viaggio esotico nel passato: le decorazioni musive dei nostri patrimoni Unesco sono una grande testimonianza della storia bizantina. Insomma, da questa esperienza nascono due grandi progetti dell’artista: il libro fotografico Byzantine Fragments e la collezione Pre-Fall 2010/2011 di Chanel, di cui Lagerfeld è il capo esecutivo dei disegnatori.

In un’interessante intervista-commento alla collezione, Lagerfeld spiega il motivo del suo viaggio: Istambul non è più bizantina, è diventata una città ottomana. «Le uniche tracce di Bisanzio che esistono – dice – sono a Ravenna». Ecco il filmato:

Coco Chanel come Teodora: una donna e il suo impero

La bellezza dei mosaici non è tutto, conta anche la storia che raccontano: Lagerfeld confronta il destino della nostra Teodora e quello di Coco Chanel, la celebre donna che fondò la casa di moda di cui porta il nome. Teodora, di cui si ammira il ritratto musivo nella Basilica di San Vitale, nacque da un guardiano di bestie dell’Ippodromo e fu poi teatrante, ma divenne comunque una grandissima Imperatrice, anche se per i suoi detrattori era poco più che una prostituta.

Allo stesso modo anche Coco Chanel veniva dal nulla e conobbe un’ascesa inarrestabile, determinata ad ottenere un futuro che fosse alla sua altezza. Nata da un venditore ambulante e cresciuta in un ospizio per poveri e poi in un orfanotrofio, cominciò a distinguersi poco più che ventenne per il suo stile unico e anticonformista e, partendo dal nulla, pian piano creò il suo personale impero della moda. Lagerfeld inoltre ricorda che la rivoluzionaria stilista francese amava i gioielli con un tocco di esotico e bizantino.

Coco Chanel | © vogue.in

Coco Chanel | © vogue.in

 

Paris – Byzance

La sfilata Pre-Fall 2010/2011 è stata emblematicamente intitolata Paris – Byzance: gli abiti pensati da Lagerfeld e dai suoi collaboratori sono tutti da ammirare. Per chi conosce bene Ravenna e i suoi mosaici sarà un grande orgoglio riconoscere l’influenza delle tessere tanto amate nella collezione della grande casa di moda francese! L’ambiente non poteva che essere ricco di riflessi dorati e suggestioni orientaleggianti. Qui sotto trovate il video completo dello spettacolo:

L’immagine di Teodora è il primo riferimento iconografico che si nota, soprattutto per l’acconciatura e i gioielli ornamentali che indossano le modelle, ma ci sono molte altre citazioni ravennati nella collezione. Cosa vi ricordano le decorazioni del maglione indossato della modella al centro, nell’immagine sottostante? 😉

 

Backstage della Pre-Fall 2011 Paris Byzance di Chanel | Photo ©Benoît Peverelli via chanel.com

Backstage della Pre-Fall 2011 Paris Byzance di Chanel | Photo © Benoît Peverelli via chanel.com

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Un pranzo di Natale a Ravenna: la ricetta dei cappelletti e il nostro menù

Un pranzo di Natale a Ravenna: la ricetta dei cappelletti e il nostro menù

La città di Ravenna è molte cose: mare, natura, arte e storia… Ma anche buon cibo! Il nostro territorio e la Romagna sono ricchi di prodotti tipici e piatti gustosi, e durante le feste le arzdore e i cuochi ravennati danno il meglio di loro! Il pranzo di Natale è l’appuntamento culinario forse più importante della nostra tradizione e qual è il piatto che proprio non può mai mancare? Ovviamente i cappelletti romagnoli in brodo fumante!

cappelletti romagnoli, caplétt in dialetto, a differenza degli omonimi cappelletti emiliani e dei tortellini bolognesi, qui dalle nostre parti vengono preparati con pasta fresca all’uovo riempita con formaggi e servita in brodo di cappone, talvolta con il ragù. Questa pasta ripiena a Ravenna, a differenza delle altre versioni emiliane e di alcune romagnole, è apprezzata anche dai vegetariani, che possono consumarla con il brodo vegetale perché il ripieno non ha carne. Voi come li preferite? Secondo noi, nei mesi più freddi non c’è storia: si fanno in brodo!

I cappelletti in brodo sono la portata per eccellenza di ogni pranzo di Natale e, in vista delle feste imminenti, abbiamo pensato di lasciarvi la ricetta dei cappelletti romagnoli e di proporre qualche idea per un menù che li abbia come protagonisti, ottimo per le feste e per essere condiviso con chi si ama.

La ricetta dei cappelletti romagnoli 

Ingredienti per 6 persone

Per la pasta:
• 4 uova
• 300 gr. di farina per la pasta
• 100 gr. di farina di semola di grano duro

N.B.: la norma generalmente è un etto di farina e un uovo a persona

 

Per il ripieno:
• 200 gr. di ricotta
• 100 gr. di formaggio raviggiolo (ma può andare bene un altro formaggio morbido come il campagnolo)
• 50 gr. di parmigiano grattuggiato
• noce moscata
• sale
• pepe
• 2 uova

 

Procedimento

Si inizia preparando la sfoglia: mettete su una spianatoia la farina a fontana e rompere le uova al centro. Procedere impastando e, quando la pasta è pronta, la si fa riposare mentre mentre si procede con la preparazione del ripieno. 

Per il ripieno (detto anche compenso) si devono amalgamare bene la ricotta, il raviggiolo, il parmigiano e le uova. Aggiungere un po’ di noce moscata a piacere, sale e pepe. 

Tirate la sfoglia col matterello o in alternativa con la macchinetta, in modo da ricavare dei cerchi di 5 o 6 centimetri sui quali posizionare il ripieno. Ogni singolo disco deve essere chiuso a forma di mezzaluna, unendo le 2 due estremità. Le spessore e la grandezza dei cappelletti ottenuti dipende dal gusto personale, ma l’importante è non esagerare col ripieno in modo da evitare che si rompano nel brodo.

La preparazione dei cappelletti romagnoli | © winedrama.com

La preparazione dei cappelletti romagnoli | © winedrama.com

 

Ora che abbiamo ripassato la ricetta dei cappelletti, possiamo passare alla nostra proposta di menù. Siete pronti a farvi venire l’acquolina in bocca? Cominciamo!

Antipasti


Tagliere di salumi e formaggi con Piadina Romagnola

Bruschette ai funghi

Insalata di arance e finocchi

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Primi piatti


Cappelletti romagnoli in brodo di cappone o vegetale

Passatelli asciutti con gorgonzola e noci

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Secondi piatti


Arista di maiale con patate e verdure al forno

Flan di zucca con crema di Parmigiano Reggiano

Bollito di carni misto accompagnato dalla salsa verde

 

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Dolci & Co.

 

Latte alla portoghese

Castagnaccio romagnolo

Vov

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Tutto lo staff di Ravenna Tourism vi augura buone feste e un felice anno nuovo!

p.s.: Volete qualche consiglio su cosa fare durante le vacanze a Ravenna? Date un’occhiata agli eventi imperdibili della nostra programmazione 😉

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Gli eventi delle festività natalizie da non perdere a Ravenna

Gli eventi delle festività natalizie da non perdere a Ravenna

Le festività sono alle porte, ma il Natale a Ravenna è nell’aria già da un po’. Già da inizio dicembre Piazza del Popolo si è addobbata con il suo bell’albero e i Capanni di Natale, e le strade della città si sono riempite di tante luci suggestive. Le nostre preferite, ovviamente, sono le grandi stelle blu, modellate sul soffitto del nostro Mausoleo di Galla Placidia.

Per chi passerà le feste di Natale a Ravenna e per chi verrà in visita il programma è molto fitto: questo post vi potrà aiutare a segnare sul calendario gli eventi per voi imperdibili 😉

Torna Ravenna in Luce: la rassegna di videomapping

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con le suggestive animazioni del videomapping e delle proiezioni in città. Ogni sera dalle 18 alle 22, dal 21 dicembre al 6 gennaio, piazze e monumenti della città prenderanno vita animandosi, in una vera festa di luce. Attesissimo è il settimo appuntamento di Andrea Bernabini di N.E.O. Project con il mapping 3D dei monumenti UNESCO. Quest’anno sarà la Basilica di San Vitale con Il dono dell’Imperatrice a stupirci: l’artista instaurerà un dialogo tra le decorazioni musive della Basilica e il suo esterno, restituendoci in modo innovativo il patrimonio artistico che ha reso grande la nostra città. Verrà celebrato anche Gustav Klimt, di cui ricorre il centerario dalla morte, che rimase ispirato da Ravenna durante due viaggi del 1903 (di cui abbiamo parlato qui).

Ravenna in Luce quest’anno offre l’animazione anche in Piazzetta Unità d’Italia. Le proiezioni di She walks in beauty di Matteo Bevilacqua e Alice in RavennaLand di Panebarco & C. si alterneranno nella piazza, raccontandoci che cosa sia un viaggio a Ravenna. Infine, sulla facciata del MAR – Museo d’Arte della città sarà proietta un’immagine del grandioso Guernica di Picasso, una delle più importanti opere di denuncia della guerra del Novecento. La proiezione vuole dialogare con la mostra ?War is overvisitabile fino al 13 gennaio.
Ecco che cosa è stato Ravenna in Luce nel 2017:


Christmas Soul: 4 concerti per salutare il 2019

Il nuovo anno a Ravenna verrà accolto al ritmo della migliore musica gospel e soul. Gli appuntamenti di Christmas Soul sono quattro e tutti gratuiti! Si comincia il 28 dicembre alle ore 18 in Piazza del Popolo con i Soul of Gospel: sul palco i musicisti Joselin St.Aimee, Caroline Awuku, Luca Brighi e Michele Bonivento. Il 29, stesso orario, saliranno sul palco i Soul & Blues Connection: la band capitanata dal grande jazzista Luca Giometti suonerà alcuni classici intramontabili con due splendide voci, quelle di Deviana P. e di Yelena Baker.

L’appuntamento di punta sarà la notte di San Silvestro in Piazza del Popolo: protagonista assoluta è la voce della celebre Cheryl Porter, che aspetterà la mezzanotte con il gruppo degli Hallelujah Gospel Singers. Ma la magia non finisce qui: per augurarsi un buon 2019, il concerto da non perdere è la mattina del 1° dicembre al Teatro Alighieri, dove il gruppo di Atalanta The Anointed Believers scalderà l’atmosfera e darà il ritmo giusto per un ottimo inizio d’anno.

Se la musica non vi basta mai, date un’occhiata anche agli eventi di Christmas Soul off: all’orario del brunch o dell’aperitivo, vicino al mare o in centro, troverete il concerto che fa per voi! A questo link il programma completo.


Parole Note Live al Teatro Alighieri

Parole Note Live saprà soprendervi: il programma di Radio Capital che fonde parole e musica diventa uno spettacolo live che, dopo molti appuntamenti di successo, arriva a Ravenna il 30 dicembre 2018 alle ore 21. La lettura di testi emozionanti con la voce di Giancarlo Cattaneo sono accompagnati dalla musica elettronica di Maurizio Rossato. Lo spettacolo diventa un viaggio emotivo e suggestivo in cui perdersi, e ritrovarsi.

L’evento (di cui potete trovare le informazioni qui) è totalmente gratuito! In quella occasione sarà possibile acquistare il libro Tana libera tutti, il cui ricavato andrà all’Associazione Piccoli Grandi Cuori che sostiene il reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva del Sant’Orsola.


Il Natale nelle Piazze di Ravenna

Da sabato 15 dicembre, ogni sabato, domenica e festivo ci saranno tanti appuntamenti per allietare le vostre feste. In Piazza del Popolo, sotto il suo grande albero, molti sono gli appuntamenti musicali, a iniziare da Telethon 2018 il 15/12 e, per la gioia dei più piccoli, Babbo Natale si farà conoscere la mattina di domenica 16/12 e del 24/12.

In Piazza Anita Garibaldi i bambini possono diversirsi ogni weekend con il villaggio di Natale: sono previsti laboratori, giochi, truccabimbi e… un pony! Se vi siete persi gli appuntamenti passati, c’è ancora tempo domenica 16 e domenica 23 dicembre. Anche on Piazza San Francesco, il Villaggio di Natale ADVS offre molti eventi per bambini, con merende in compagnia, laboratori, spettacoli e concerti.

Gli appuntamenti sono moltissimi, e se volete scegliere che cosa fa al caso vostro, qui c’è il link al programma completo.


JFK on ice: pattinare in piazza Kennedy

C’è qualcosa che faccia vacanze invernali più di una bella pista di pattinaggio sul ghiaccio? Secondo noi, no! A piazza Kennedy è già tornata JFK on ICE, e resterà fino al 20 gennaio: avete già testato come sfrecciate sui pattini? A questo link trovate tutte le info sugli orari di apertura e sui prezzi!

Pista del ghiaccio JFK on Ice in piazza Kennedy a Ravenna

Pista del ghiaccio JFK on Ice in piazza Kennedy a Ravenna


Le tradizioni del Natale: presepi e concerti

Per gli appassionati delle tradizioni natalizie, a Ravenna non mancano certo i presepi e i concerti di Natale a cui assistere. I concerti iniziano domenica 16 dicembre e ce ne sarà per tutti i gusti: dai tradizionali cori in Chiesa al musical e il ballo rock dell’Almagià. Tutti i concerti li trovate qui!

A questo link invece potete guardare la lista di tutti i presepi visitabili in città: se volete qualche consiglio, io non mi perderei quello galleggiante della Cripta di San Francesco dell’artista Felice Nittolo e quello di sabbia di Marina di Ravenna 😉


Christmas Time a Mirabilandia

Anche quest’anno Mirabilandia riapre i cancelli alla magia del Natale: il bellissimo parco di divertimenti di Ravenna accoglierà i visitatori invernali fino al 6 gennaio 2019 con Babbo Natale e i suoi aiutanti! Troverete lo Snow Park, la pista di pattinaggio, laboratori e truccabimbi e tante altre sorprese! Maggiori informazioni al sito internet ufficiale.

La magia del Natale a Ravenna è già iniziata… E voi, ci sarete? Restate aggiornati su sito di Ravenna Turism e, se vi state chiedendo che cosa fare a Capodanno, questo è il link che fa per voi 😉

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Gustav Klimt a Ravenna: due viaggi d’oro

Gustav Klimt a Ravenna: due viaggi d’oro

Se avete seguito gli ultimi articoli del blog, avrete sicuramente notato che si è molto parlato di ispirazione ultimamente. Qui scriviamo di Ravenna, una vera città d’arte, e raccontare della sua storia significa anche ripercorrere i passi dei grandi artisti e scrittori che hanno generato nuova bellezza stimolati da quella che hanno scoperto qui. Dante ha scritto ispirato dai nostri mosaici, D’Annunzio ha composto una poesia per il Guidarello, Dario Fo ha riscritto la storia di Ravenna, Borges ha raccontato di Droctulfo, antico cavaliere… La lista di esempi è lunga, e noi di #myRavenna vogliamo provare a raccoglierli tutti, un pezzo per volta.

Oggi andiamo alla riscoperta del valore del nostro patrimonio artistico attraverso la storia di Gustav Klimt. Il celebre artista austriaco, animatore di quella rivoluzione che fu la cosiddetta secessione viennese, nel 1903 fece due viaggi a Ravenna che furono fondamentali per la sua formazione. Il fatto in sé è piuttosto eccezionale: pare che Klimt fosse un uomo piuttosto ansioso e ipocondriaco, e che non amasse allontanarsi da Vienna e intraprendere lunghi viaggi. Eppure di Ravenna non si fece bastare un solo sopralluogo.

Di questi viaggi restano alcune cartoline, spesso inviate alla sua compagna Emilie Flöge. Una di queste accenna al maltempo e alle avversità che aveva dovuto superare (era appena stato a Venezia, dove c’era l’acqua alta), e racconta di una forte pioggia che gli entrava nella stanza. Ai suoi occhi, Ravenna appariva ancora “molto misera”, forse in confronto alla grande capitale culturale europea che doveva essere Vienna in quegli anni. Quello che però gli interessava davvero del viaggio erano le tessere di mosaici dei nostri monumenti: “di incredibile splendore”.

Gustav Klimt nel 1913, in una foto di Anton Josef Trčka | Photo © Wikimedia

Gustav Klimt nel 1913, in una foto di Anton Josef Trčka | Photo © Wikimedia

Il cuore di Klimt a Ravenna fu rubato proprio dalla grandezza artistica ed espressiva dei nostri mosaici. L’artista era un vero intenditore: quando era ragazzo infatti aveva imparato a padroneggiare i segreti dell’arte musiva alla scuola di arti e mestieri dell’Austria. L’oro dei mosaici di Ravenna inoltre, sicuramente doveva avergli suscitato il ricordo dell’attività del padre e del fratello, che erano orafi di professione.

Ma perché la scoperta di Ravenna è stata così importante per lui?

Con i due viaggi nella nostra città Klimt ha iniziato a scrivere un capitolo fondamentale della sua carriera artistica, il cosiddetto periodo d’oro. I riflessi aurei dei mosaici ravennati hanno ispirato i più grandiosi quadri di quegli anni, come il famoso Ritratto di Adele Bloch-Bauer del 1907, dove la rosea figura femminile sembra liberarsi con un sospiro dal dorato mondo bidimensionale che le fa da sfondo. Non ricordano i nostri mosaici, le decorazioni alle sue spalle e quelle del suo vestito? Molti in lei ravvisano una Teodora! Oltre a questo dipinto, in tanti altri sono riscontrabili le influenze della visita di Klimt a Ravenna: avete forse presente Il bacio?

Ritratto di Adele Bloch-Bauer di Gustav Klimt (1907) | Photo © Wikimedia

Ritratto di Adele Bloch-Bauer di Gustav Klimt (1907) | Photo © Wikimedia

Quest’anno si ricorda questo grande artista nel centenario dalla sua morte, e Klimt a Ravenna verrà celebrato in un modo molto speciale. Visioni di Eterno, la rassegna di video mapping 3D di Andrea Bernabini, per tutte le festività animerà la Basilica di San Vitale e renderà omaggio anche all’ispirazione che Klimt ha tratto dai mosaici al suo interno, per continuare a gettare ponti tra il nostro glorioso passato artistico e il futuro.

Ma c’è un altro modo per ricordare il passaggio di Klimt a Ravenna: al MAR Museo d’Arte della città di Ravenna è possibile ammirare un suo disegno: Nudo di donna (1914-1915) è uno dei tanti omaggi dell’artista alla femminilità, da cui tutta la vita fu fortemente affascinato.

Nudo di donna di Gustav Klimt (1914-5) | Photo © MAR Museo d'Arte della città di Ravenna

Nudo di donna di Gustav Klimt (1914-5) | Photo © MAR Museo d’Arte della città di Ravenna

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