I percorsi di Resistenza mAPPe per ricordare il 25 aprile a Ravenna

I percorsi di Resistenza mAPPe per ricordare il 25 aprile a Ravenna

Nella giornata del 25 aprile, festa nazionale della liberazione dall’occupazione nazista e dal regime fascista, #myRavenna vuole raccontare di uno strumento d’informazione molto utile e interessante.

Resistenza mAPPe è il portale creato perché si abbia memoria dei luoghi, delle persone e degli eventi che hanno fatto la Resistenza nella nostra regione e che hanno contribuito alla fine della Seconda Guerra Mondiale. I numerosi contenuti sono stati pensati ed elaborati dagli Istituti Storici dell’Emilia-Romagna in Rete insieme alle Anpi e ad altri enti e associazioni del territorio.

Sul sito resistenzamappe.it è possibile navigare attraverso i contenuti e le proposte che riguardano le città dell’Emilia Romagna, da Piacenza fino al mare, senza tralasciare percorsi e contenuti riguardanti le aree montuose, della pianura e della costa. Di ogni percorso è possibile scaricare una App Android o iOS oppure vedere i contenuti da web. Queste sono risorse davvero utili, se visitando queste città si vuole approfondire questo capitolo di storia con dettagli ricchi e puntuali.

Fascismo e Resistenza a Ravenna

A questa pagina potete trovare la sezione dedicata alla Seconda Guerra Mondiale e alla Resistenza a Ravenna. I contenuti, coordinati da Luisa Cigognetti, sono a cura di Giuseppe Masetti e Serena Sandri dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Ravenna e Provincia.

Quattro sono i percorsi ideati: il primo, Il fascismo a Ravenna, illustra i luoghi e i cambiamenti della città durante il ventennio fascista. Sapevate, ad esempio, che quella che oggi è la Biblioteca Oriani nel 1936 era intitolata a Mussolini?

Il percorso dedicato agli Alleati a Ravenna ha inizio dalla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, salvata per un pelo dalla collaborazione tra le truppe alleate e i partigiani locali (vi ricordate questa storia? Ve l’abbiamo raccontata qui!) e si snoda attraverso i luoghi della liberazione, avvenuta il 4 dicembre 1944. Fu un’importante risultato militare per i reparti canadesi ed inglesi dell’VIII Armata britannica, che lavorarono a stretto contatto con le truppe partigiane locali.

Soldati britannici a Porta Nuova dopo la liberazione | © restistenzamappe.it

Soldati britannici a Porta Nuova dopo la liberazione | © restistenzamappe.it

Il terzo e il quarto percorso riguardano Il prezzo della Liberazione, uno dedicato alla città e uno alle aree limitrofe. La Resistenza a Ravenna, così come altrove, richiese molti sforzi e costò un grande numero di vite umane. Questi approfondimenti ci ricordano il lato distruttivo e terrificante della guerra. Ci portano su importanti luoghi commemorativi come cimiteri militari o sull’area dove una volta sorgeva la Basilica romanica di Santa Maria in Porto Fuori, crollata sotto i bombardamenti.

Consultare e scaricare i contenuti di Resistenza mAPPe è un ottimo modo per celebrare il 25 aprile e conoscere la storia della Resistenza a Ravenna e in Emilia Romagna. Un atto doveroso e civile per tenere viva la memoria. Buon 25 aprile!

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

Notte d’Oro Primavera 2019: musica e arte dalla città al mare

Notte d’Oro Primavera 2019: musica e arte dalla città al mare

Anche quest’anno la Notte d’Oro si è sdoppiata e, dopo l’appuntamento autunnale, ritorna il 27 aprile per l’edizione primaverile. La Notte d’Oro Primavera 2019 vi aspetta con tanti eventi e iniziative per vivere la città in un accogliente clima di festa. Se state organizzando la serata a Ravenna e non avete scelto ancora che cosa fare o vedere, questo post potrà aiutarvi a capire quali siano le voci in programma che fanno al caso vostro!

Fotografia

La peculiarità del programma 2019 della Notte d’Oro Primavera è forse la grande rilevanza che hanno le mostre fotografiche. Molte sono le iniziative: nello studio di Capta Lux, dalle 18 in poi, sarà visibile la mostra dedicata alla sclerosi multipla Guaina Diamante di Sara Re, mentre alle 20 a Palazzo Rasponi dalle Teste ci sarà la premiazione e l’inaugurazione dell’esposizione dedicata alla maratona fotografica #arRangiati.

Alla Biblioteca Classense dalle 19 in poi, ogni mezz’ora saranno proposte visite guidate per il finissage di IERIOGGI. Vedute di Ravenna a confronto: un viaggio fotografico attraverso il tempo e gli spazi della nostra città. A grande richiesta, anche quest’anno tornano le cabine Photomatic Vintage, installate all’ingresso della Biblioteca, per creare istantanee divertenti e un bel ricordo della serata.

Al MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna ci sarà la grande inaugurazione della mostra Arrigo Dolcini, professione fotografo e, per l’occasione, l’ingresso al museo sarà gratuito dalle 18 in poi! Oggetto principale dell’allestimento saranno le immagini scattate a Marina di Ravenna tra gli anni ’50 e ’60: un vero tuffo nel passato. Sempre al MAR, in occasione dell’apertura straordinaria, sarà possibile visitare la mostra in corso del grande fotografo italiano Oliviero Toscani, emblematicamente intitolata Più di 50 anni di magnifici fallimenti: un percorso dedicato alla sua carriera tra arte e originalità, provocazione e denuncia.

Arrigo Dolcini, Professione fotografo in mostra al MAR

Arrigo Dolcini, Professione fotografo in mostra al MAR


Musica

Anche in occasione della Notte d’Oro di Primavera, Piazza del Popolo ospiterà il grande concerto gratuito di punta! Sabato, dalle 20 si esibiranno sul palco i giovani cantanti di Sanremo Music Award, mentre alle 22.30 si troveranno sotto i riflettori Pierdavide Carone e i Dear Jack con un’anteprima del loro tour estivo: alle loro canzoni alterneranno rivisitazioni di grandi classici della musica italiana.

Pierdavide Carone e i Dear Jack

Pierdavide Carone e i Dear Jack


Racconto

A Ravenna amiamo le storie: quelle che raccontano la nostra città, quelle che aprono una finestra sull’arte e l’interpretazione dell’animo umano. Tante sono le proposte che rientrano nella sezione Racconto del programma: dalla mostra della mosaicista norvegese Marit Bockelie, formatasi a Ravenna sul finire degli anni Cinquanta, si passa ai dinosauri artistici di Nicola Montalbini al Magazzeno Art Gallery e a Rebus, percorso formativo sulla rigenerazione urbana della Darsena. Vi invitiamo a leggere le diverse proposte, lasciandovi con un consiglio: nel cortile di Palazzo Rasponi dalle Teste alle 21 ci sarà la proiezione del film Moon di Duncan James, con la sonorizzazione live del musicista ravennate Luca Maria Baldini.


Mah Jong

Una delle particolarità del programma di quest’anno è anche il torneo di Mah Jong, organizzato dalle 21 in poi nel Salone Nobile di Palazzo Rasponi dalle Teste. Questa iniziativa è nell’ambito della realizzazione del documentario Il Drago di Romagna di Gerardo Lamattina, il primo film dedicato al caso culturale del famoso gioco cinese che a Ravenna ha avuto così tanto successo. Se volete partecipare è necessario prenotarsi all’indirizzo mail ildragodiromagna@gmail.com mettendo come “iscrizione Notte d’Oro” e specificando a quale turno di gioco si vuole partecipare (ore 21, ore 22, ore 23 o ore 00).


Per scoprire la città

La Notte d’Oro Primavera è anche un buon momento per visitare la città e scoprire qualcosa di nuovo. In questa occasione, ci saranno le aperture straordinarie del MAR (fino all 22, e dalle 18 gratis) dove, oltre alle mostre sopracitate, è possibile ammirare la collezione d’arte e quella dei mosaici contemporanei, e l’apertura dalle 20 alle 23 del Sant’Apollinare Nuovo. Insieme alla visita alla Basilica, si potrà accedere alla mostra La bellezza ch’io vidi (di cui vi avevamo parlato qui), dedicata ai mosaici che ispirarono Dante Alighieri.

Visto il grande successo delle scorse edizioni, tornano le visite guidate alla Residenza Municipale di Piazza del Popolo e al Palazzo della Provincia in Piazza San Francesco: dalle 20 alle 22.30, ogni trenta minuti, gratuite e senza prenotazione!


Marina Summer Festival

Dal 25 aprile al 27 a Marina di Ravenna c’è il Marina Summer Festival, per festeggiare l’arrivo della bella stagione e l’apertura degli stabilimenti balneari. Tre giorni di musica e divertimento dalle 18 all’1 per chi ormai ha davvero voglia di estate! In occasione della Notte d’Oro di Primavera, se volete continuare la serata vicino al mare c’è il concerto dei Banana Boat Music a cura di Spiagge Soul Festival.


A questo link potrete trovare il depliant con il programma completo e la lista dei locali del centro che aderiscono all’iniziativa e proporranno, per accogliervi, aperitivi, musica, degustazioni e dj set fino a tarda notte. Have fun!

RavennaTourism è l’ente ufficiale di promozione turistica del Comune di Ravenna. Ogni giorno la nostra redazione racconta attraverso immagini e contributi di vario tipo la città al di fuori dei luoghi comuni, in un percorso in bilico tra arte, cultura, mare e natura.

Visite guidate ed escursioni per scoprire Ravenna in primavera

Visite guidate ed escursioni per scoprire Ravenna in primavera

Ci sono molti modi per godersi la primavera. Le giornate si allungano, le temperature si alzano, viene voglia di passare più tempo all’aria aperta, di passeggiare per le vie del centro e di scoprire cose nuove. Se avete aperto questo post, siete probabilmente alla ricerca di buoni consigli per visitare Ravenna. Beh, siete nel posto giusto! Qui troverete qualche suggerimento per scegliere tra le tante visite guidate di Ravenna quella che fa per voi. Ce n’è davvero per tutti i gusti, che abbiate voglia di immergevi nella natura o che vogliate approfondire il passato glorioso della città.

Alla scoperta del patrimonio storico-artistico di Ravenna e del suo sito Unesco

Tanto ricco è il patrimonio storico, artistico e archeologico di Ravenna, tante sono le visite ad esso dedicate: sul sito turismo.ra.it troverete numerose offerte che propongono percorsi dedicati alle Tessere di Mosaico e ai principali monumenti del Sito Unesco (come Ravenna Welcome, La Tomba del Re, Visione di Paradiso…). Tra tutte le visite guidate di Ravenna, mi sento di consigliarvi quelle al Parco Archeologico di Classe, a pochi chilometri dalla città, per scoprire i segreti dell’Antico Porto e il nuovo Classis – Museo della Città e del Territorio.


Passeggiate ed escursioni per immergersi nella natura di Ravenna

Ravenna è molto famosa per il suo patrimonio storico e artistico, ma non è solo questo: i territori che la circondano sono ricchi di bellezza, che si tratti delle Pinete o delle valli dove poter fare birdwatching. Questa primavera molte sono le visite guidate e le escursioni organizzate che vi porteranno alla scoperta della natura di Ravenna. Il Museo NatuRa e il Centro Visite Cubo Magico Bevanella, da sempre in prima linea, offrono moltissime possibilità, a partire dal tour delle Valli meridionali di Comacchio alla scoperta dei fenicotteri (sia in bici che in pulmino), fino alle passeggiate alla ricerca delle orchidee selvatiche e dei punti più suggestivi del Parco del Delta del Po. Qui trovate tutti gli apputamenti!

Se volete scegliere sentieri poco battuti, vi consigliamo anche la Passeggiata delle Erbe, un’escursione adatta a tutti per imparare a riconoscere le erbe aromatiche che crescono in natura e scoprire come si possono utilizzare in cucina.

Fenicotteri | © Flavio Bianchedi

Fenicotteri | © Flavio Bianchedi


Scoprire la tecnica del Mosaico

Quasi tutte le visite guidate di Ravenna hanno a che fare con le brillanti tessere dei mosaici che hanno reso questo luogo la capitale italiana di questa antica arte, ma solo con il tour guidato in una vera bottega potete osservare come questa tecnica sia più viva che mai in città. Ravenna Incoming e Koko Mosaico organizzano ogni sabato mattina (fino al 30/06/19) una visita in italiano e una in inglese: un’esperienza davvero unica che di certo vi sorprenderà.

Un mosaicista all'opera | © Ravenna Incoming

Un mosaicista all’opera | © Ravenna Incoming


Non la solita visita: conoscere la vera cucina ravennate

Walk and Taste è la visita organizzata per scoprire la città insieme alle sue tradizioni a tavola. Cosa c’è di meglio che passeggiare assaggiando la piadina, i cappelletti di Ravenna, la ciambella, sorseggiando i vini tipici del territorio? Questa è la visita guidata che dovete scegliere se pensate che non si possa davvero conoscere un territorio finché non si sono assaporati i prodotti locali. Per maggiori informazioni, potete dare un’occhiata a questa pagina di Ravenna Incoming.

Se assaggiare non vi basta, ma avete proprio voglia di mettere le pani in pasta… Beh, c’è la Romagna Cooking Experience con le azdore!

Romagna Cooking Experience | © Ravenna Incoming

Romagna Cooking Experience | © Ravenna Incoming


Ravenna, città dantesca

Se siete appassionati di letteratura, non potete perdervi le visite guidate dedicate al legame profondo che nacque tra Dante e Ravenna negli anni che trascorse in città. Scopri Ravenna prende le mosse proprio dalla Zona del Silenzio per mostrare la città, partendo dalla Basilica di San Francesco, frequentata dal poeta, e dalla Tomba di Dante. Raccontando Dante è invece tra le visite guidate di Ravenna quella che dovete scegliere se volete scoprire proprio tutto sulla sui suoi ultimi anni: in due date (27/04/19 o 25/05/19) una guida esperta vi porterà per le vie del centro alla scoperta dei luoghi legati alla sua storia.

Tomba di Dante (Ravenna)

Tomba di Dante (Ravenna) | Foto © Giacomo Banchelli


Qui avete trovato giusto qualche assaggio, quindi vi consigliamo di consultare la sezione Eventi del sito turismo.ra.it, sempre aggiornata con passeggiate e visite guidate di Ravenna. Tra quelle proposte alcune è possibile prenotarle in anticipo, in particolare quelle organizzate da Ravenna Incoming (date un’occhiata anche al loro sito!).

Bene, ora che siete preparatissimi… vi aspettiamo a Ravenna!

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Cinque immagini per raccontare la Biblioteca Classense

Cinque immagini per raccontare la Biblioteca Classense

La storica Biblioteca Classense è, a buon ragione, uno dei vanti di Ravenna: Il suo patrimonio e i suoi spazi danno a questa istituzione rilevanza nazionale. È molto amata sia dai cittadini che dai viaggiatori che sono alla ricerca delle bellezze uniche della nostra città. Come casa della cultura è particolarmente ospitale: vi si organizzano molti eventi, incontri, presentazioni, mostre e, d’estate, uno dei suoi chiostri si trasforma per diventare cornice dei concerti di Ravenna Festival. Sita nel centro di Ravenna, a pochi passi dal Duomo e da Piazza San Francesco, vale davvero la pena di essere visitata.

Con questo post proviamo a darvi un assaggio della Biblioteca Classense: cinque immagini per raccontare cinque buoni motivi per andare alla sua scoperta. Cominciamo!

La storia della sua fondazione

Sapevate che la storia della Biblioteca Classense è iniziata, non a caso, a Classe? Il primo nucleo della collezione libraria della Biblioteca nacque nel monastero della Congregazione dei Camaldolesi, che fino al XVI si trovava annessa alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, a 5 chilometri circa dal centro della città. Solamente nel 1512, in seguito alla famosa battaglia di Ravenna durante la quale il monastero fu saccheggiato, venne presa la decisione di spostare la sede entro le mura cittadine per motivi di sicurezza. La costruzione della nuova Abbazia Classense avvenne a partire da 1513 ove precedentemente sorgeva un ospedale, nell’attuale via Beccarini. Nel 1803 la prestigiosa libreria monastica dei Camaldolesi divenne Biblioteca Civica di Ravenna, in seguito alla legge napoleonica della soppressione dei beni monastici.

Monasterium Classis Ravennae | © classense.ra.it

Monasterium Classis Ravennae | © classense.ra.it


L’Aula Magna

L’Aula Magna o Libreria della Biblioteca Classense è l’ambiente che più di tutti resta impresso in chi la visita. Venne realizzata tra il XVII e il XVIII secolo dall’abate Pietro Canneti e decorata con statue, stucchi, scansie lignee intagliate finemente e opere pittoriche di mano di Francesco Mancini.

L’Aula Magna della Biblioteca Classense | © Cesare Pezzi


Il patrimonio librario

Ecco alcuni numeri e nomi che fanno di questa biblioteca una della più prestigiose collezioni italiane: la Classense conserva circa 750 manoscritti antichi, 350 dei quali sono codici databili fra il X e il XVI secolo. Tra questi, una menzione speciale la merita l’Aristofane, l’unico esemplare superstite che conserva tutte le undici commedie del commediografo greco, acquistato da Pietro Canneti a Pisa nel 1712. I libri a stampa antichi, stampati tra il XV e il XVIII, superano gli 80 mila. Tra i carteggi conservati, c’è quello tra il poeta inglese Lord Byron e Teresa Gamba Guiccioli, con la quale trascorse a Ravenna alcuni felici anni.

Ms. 406 - Raffigurazione dello scampato naufragio di Galla Placidia | © classense.ra.it

Ms. 406 – Raffigurazione dello scampato naufragio di Galla Placidia | © classense.ra.it


I gatti della Biblioteca Classense

Per gli amanti degli animali, questa particolarità della Biblioteca Classense sarà davvero una bella sorpresa. Da qualche anno l’edificio ha adottato una colonia felina: Byron, Teresa, Matta e Obama scorrazzano tra gli utenti che frequentano questo luogo speciale. Sarà anche un cliché, ma spesso i grandi lettori sono proprio quelli che non sanno resistere al fascino sornione di questi affascinanti felini: quale luogo migliore di questo, allora, per passare un po’ di tempo?

Uno dei gatti della Biblioteca Classense | @biblioteca_classense

Uno dei gatti della Biblioteca Classense | @biblioteca_classense


Le nozze di Cana di Luca Longhi

Al piano terra, nel grande refettorio cinquecentesco che dal 1921 è diventato la Sala Dantesca, si può ammirare un’importante opera del pittore ravennate Luca Longhi (1507-1590). Le nozze di Cana fu commissionato dall’abate di Classe don Pietro Bagnoli da Bagnocavallo nel 1579 all’artista e al figlio Francesco, ed eseguito l’anno successivo dietro compenso di 200 scudi d’oro. Pare che il pittore abbia usato come modelli il committente, lo storico Girolamo Rossi, il Cavalier Pomponio Spreti, ma anche se stesso e i suoi figli Francesco e Barbara, pittori anch’essi. Barbara, la ragazza in prima fila, a destra, che si gira leggermente per osservare il visitatore che l’ammira, ha uno sguardo indimenticabile.

La cena di Cana di Luca Longhi | © classense.ra.it

Le nozze di Cana di Luca Longhi | © classense.ra.it


Ma questo non è tutto! Se volete ammirare la Biblioteca nel suo complesso (oltre 28mila mq!), i suoi chiostri verdi, conoscere i suoi gatti, provare ad avvistare l’ottuagenaria tartaruga che si aggira nel giardino (ah, non ve l’avevo detto?) e ammirare le sue sale, la trovate in via A. Baccarini 3, e qui ci sono i suoi orari di apertura.

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La Ravenna di Lord Byron, il più eccentrico degli inglesi

La Ravenna di Lord Byron, il più eccentrico degli inglesi

Per gli appassionati di letteratura e storia che, quando viaggiano, amano ripercorrere le tracce dei più grandi poeti e scrittori, Ravenna offre diverse possibilità. Oggi è soprattutto nota per essere una delle “capitali” dantesche, ma la città si presta anche a chi vuole avvicinarsi al poeta più eccentrico della letteratura inglese, che soggiornò a lungo tra queste mura. Avete capito chi sarà il protagonista di questo post? Ecco la storia di Lord Byron a Ravenna!

George Gordon Noel Byron (1788 – 1824) ebbe una vita molto avventurosa. Nato a Londra da una famiglia nobile, ebbe modo di viaggiare fin da giovanissimo: il suo animo irrequieto e la sua curiosità lo portarono alla scoperta dell’Europa. Ahhh, i bei tempi del grand tour!
Per la prima volta arrivò in Italia nel 1816, dove si creò la fama di essere un grande amatore. Delle tante donne che frequentò, quella che ebbe più a cuore fu la bella ravennate Teresa Gamba Guiccioli. Si conobbero nel 1819 a Venezia, in primavera, nel salotto della Contessa Benzoni. Fu amore a prima vista. Teresa era già sposata con Alessandro Guiccioli, un conte di oltre quarant’anni più vecchio, ma questo matrimonio combinato non impedì i due giovani innamorati di lasciarsi andare al sentimento. Il 9 giugno 1819 fu la prima volta di Lord Byron a Ravenna, dove si recò per poter stare vicino alla sua amata Teresa.

Lord Byron | © Wikimedia

Lord Byron | © Wikimedia

A Ravenna, dove ormai era diventato l’amante ufficiale e riconosciuto della contessina, Byron trascorse alcuni anni felici. L’influenza di Teresa rese questo soggiorno tra i periodi più sereni della sua vita, anche se non mancò l’avventura. Qui infatti, grazie alla conoscenza di Pietro Gamba, fratello dell’amata, si avvicinò alla setta dei Carbonari, di cui sposò la causa. Quando nel 1821 Guiccioli, il marito di Teresa, lo denunciò, dovette lasciare velocemente Ravenna per raggiungere prima Pisa e poi Livorno, fintantoché, nel 1823, Byron lasciò definitivamente l’Italia (e Teresa). Andò in Grecia per prendere parte alla guerra d’indipendenza dove, l’anno successivo, trovò la morte.

In due anni di permanenza a Ravenna Byron compose quattro grandi opere drammaturgiche: Caino, Marin Faliero, Sardanapalo e I due Foscari, più alcuni brani del Don Giovanni, la Profezia di Dante e il Lamento del Tasso. Oltre a questi, molti frammenti e poesie testimoniano la sua permanenza nel nostro territorio. Di Ravenna, in una lettera del 1819, scriveva:

Ravenna conserva forse del vecchio stile italiano più di qualsiasi altra città. Resta fuori dai tragitti dei viaggiatori e dei soldati e quindi quello stile si è mantenuto originale. La gente fa molto l’amore e assassina ogni tanto. Governa il dipartimento un cardinal legato […] al quale sono stato presentato e che mi ha raccontato qualche aneddoto curioso del passato, su Alfieri e su altri.

Teresa Gamba Guiccioli ritratta da Giuseppe Fagnani (dettaglio) | © finestresullarte.it

Teresa Gamba Guiccioli ritratta da Giuseppe Fagnani (dettaglio) | © finestresullarte.it


Se volete ripercorrere le sue tracce, ecco qui qualche consiglio per andare alla riscoperta dei luoghi di Lord Byron a Ravenna: da quelli che ha vissuto e frequentato, a quelli che hanno ispirato i suoi componimenti.

La Biblioteca Oriani e Palazzo Guiccioli

Se volete visitare i luoghi dove soggiornò Lord Byron a Ravenna, potete partire dalla Biblioteca Oriani. Anche se oggi Casa Rizzetti non esiste più, è qui che sorgeva l’Albergo Imperiale dove il poeta soggiornò durante la sua prima visita a Ravenna nel 1819. Si trovava nel vero cuore della città: a due passi da Piazza San Francesco e dalla Tomba di Dante, dove passava ogni giorno in cerca di ispirazione poetica.

Palazzo Guiccioli (via Conte di Cavour 54) dimora di Alessandro Guiccioli e Teresa Gamba, divenne presto anche la casa ravennate di Lord Byron. Al poeta, una volta divenuto amante ufficiale della contessa, vennero affittati gli appartamenti del primo piano di quel prestigioso palazzo. Questo edificio, quando saranno finiti i lavori di ristrutturazione tuttora in corso, diventerà sede della Byron Society e verrà allestito un Museo in sua memoria, dove sarà possibile ammirare preziosi cimeli del poeta.

I busti di Teresa Gamba Guiccioli e Lord Byron, oggi alla Biblioteca Classense | © finestresullarte.it

I busti di Teresa Gamba Guiccioli e Lord Byron, oggi alla Biblioteca Classense | © finestresullarte.it


Le Pinete di San Vitale e di Classe

Negli anni che trascorse qui, Lord Byron amava trascorrere molto tempo negli affascinanti paesaggi naturali nei dintorni di Ravenna. Soprattutto, frequentemente si dedicava ad escursioni a cavallo nella Pineta di Classe e in quella di San Vitale, che gli ispirarono più di un pensiero poetico:

… Dolce ora del crepuscolo!…nella solitudine della Pineta…
sulle rive silenziose cui circoscrive l’immemorabile foresta di
Ravenna che copre quel suolo dove un tempo ruggirono le
onde dell’Adriatico, fino ai luoghi in cui sorgeva l’ultima
fortezza dei Cesari; foresta sempre verde che rendono sacre per
me le pagine di Boccaccio e i canti di Dryden, oh! quanto io
ho amato l’ora del crepuscolo e te!

La Pineta di Classe (Ravenna)

La Pineta di Classe


Palazzo Cavalli

In via Salara 40, dimora del Conte Cavalli, nel 1820 si tenne una delle feste a cui Byron non mancava mai di farsi notare. Grande conoscitore delle raffinatezze della mondanità, sapeva sempre come attirare l’attenzione. Quell’occasione passò alla storia perché, quando fu introdotto come il cavalier servente della bella Teresa Gamba, il poeta fece il suo ingresso accompagnato da sette domestici, nove cavalli, tre pavoni, due gatti, un mastino e un’oca.


La Tomba di Dante

Come poteva, un poeta della sua levatura, non lasciarsi affascinare dalla presenza della sepoltura dantesca? Byron si lasciò ispirare dal ricordo del Sommo Poeta italiano, a cui dedicò molte riflessioni. Nel 1820 si cimentò anche nella traduzione dell’episodio infernale di Paolo e Francesca, forse la coppia di amanti più celebre dell’intera Commedia, la cui storia è profondamente legata al territorio romagnolo.

Questo passo testimonia la devozione che la Tomba di Dante suscitava in Byron, ogni volta che vi passava davanti:

Io passo ogni giorno dove giacciono le ossa di Dante: una
piccola cupola più forbuta che solenne protegge le sue ceneri,
ma è la tomba del bardo, non la colonna del guerriero che quivi
è venerata: tempo verrà in cui, subendo entrambe la stessa

sorte, il trofeo del conquistatore e il volume del poeta
scompariranno nella notte che copre i canti e le guerre anteriori alla
morte del Pelide e alla nascita di Omero.

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5 cose da non perdere a Ravenna

5 cose da non perdere a Ravenna

Ravenna, siamo tutti d’accordo, offre molti spunti a chi la visita. Questa città al confine tra la costa adriatica e le oasi e le pinete del Parco del Delta del Po è ricca di beni artistici di inestimabile valore, siti e reperti storici per andare alla scoperta del nostro passato, bellezza e ispirazione. Tra le tante storie e meraviglie da scoprire in città, abbiamo provato a stilare una lista delle 5 cose assolutamente da non perdere a Ravenna quando la si visita. Sono sicuramente tra le più amate dai viaggiatori e dagli abitanti perché rappresentano bene l’anima unica della nostra città.

Gli otto monumenti del Sito Unesco

Tra le cose da non perdere a Ravenna sicuramente spiccano gli otto monumenti del Sito Unesco, proclamati nel 1996 Patrimonio dell’Umanità. Questi monumenti paleocristiani testimoniano un periodo importante della storia europea, e soprattutto sono una finestra sul glorioso passato di Ravenna, tre volte capitale tra il V e il VII secolo: dell’Impero Romano d’Occidente, del Regno Goto di Teodorico, dell’Impero Bizantino. Il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano e quello degli Ariani, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e di Sant’Apollinare in Classe, la Cappella Arcivescovile di Sant’Andrea, la maestosa Basilica di San Vitale e l’imponente Mausoleo di Teodorico sono autentiche finestre sul passato che riusciranno a strabiliarvi, e che difficilmente dimenticherete.


La Tomba di Dante

Grande vanto di Ravenna è custodire le spoglie del più grande poeta della letteratura italiana, Dante Alighieri: da non perdere assolutamente. La Tomba di Dante, costruita tra il 1780 e il 1782, fu progettata da Camillo Morigia in stile neoclassico, con il proposito di conferire nobiltà e decoro alla sepoltura dantesca, fino ad allora ospitata all’interno di una semplice cappella. Le spoglie del poeta, come abbiamo raccontato in questo post, sono state nascoste a lungo e rivenute casualmente solamente nel 1865, quando furono spostate nella sepoltura ufficiale. La Tomba si trova nella Zona del Silenzio, nel cuore della città, dove la presenza delle spoglie dantesche ispirano grande solennità.

Tomba di Dante (Ravenna)

Tomba di Dante (Ravenna) | Foto © Giacomo Banchelli


Il Parco Archeologico di Classe e Classis – Museo della Città e del Territorio

Il nuovo museo di Cassis Ravenna – Museo della Città e del Territorio ha recentemente arricchito il percorso del Parco Archeologico di Classe, costituito dalla Basilica di Sant’Apollinare in Classe e dall’Antico Porto. Se quest’ultimo è ciò che resta di uno dei principali scali portuali del mondo romano e bizantino, presso il museo di Classis sono ammirabili oltre 600 reperti originali che, insieme a ricostruzioni e filmati, ripercorrono la storia di Ravenna dalle origini etrusco-umbre all’Alto Medioevo.

Classis - Museo della Città e del Territorio | © RavennAntica

Classis – Museo della Città e del Territorio | © RavennAntica


La collezione di Mosaici Contemporanei del MAR

Ravenna è giustamente nota come la capitale del mosaico, antico e contemporaneo. Quest’arte è ancora ben viva nelle botteghe della città e nei suoi musei. La più importante collezione di mosaici contemporanei si trova oggi al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna. Al piano terra della Loggetta Lombardesca si possono ammirare opere dei più importanti artisti italiani e internazionali. Tra questi, sono presenti anche alcune collaborazioni tra artisti figurativi e mosaicisti, come l’opera qui sotto, Le coq blue, realizzata da Antonio Rocchi sul disegno preparatorio di Marc Chagall.

Le coq blue di March Chagall e Antonio Rocchi | © mosaicoravenna.it

Le coq blue di March Chagall e Antonio Rocchi | © mosaicoravenna.it


La Cripta della Basilica di San Francesco

In Piazza San Francesco, nel cuore di Ravenna, si trova la grande Basilica che dà il nome alla piazza. Nel Trecento era frequentata anche da Dante Alighieri, di cui in questo luogo furono celebrati anche i riti funebri. Vale la pena di essere visitata soprattutto per poter ammirare la sua suggestiva Cripta: pensata per ospitare le spoglie del vescovo Neone, oggi risulta allagata a causa della subsidenza, e nelle sue acque brillano alcuni pesci rossi.

La Cripta della Basilica di San Francesco, Ravenna | © edificistoriciravenna.it

La Cripta della Basilica di San Francesco, Ravenna | © edificistoriciravenna.it

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