Ravenna e la Street Art

Ravenna e la Street Art

Da diversi anni l’Arte, con la A maiuscola, a Ravenna non è soltanto monumenti, mosaici, cappelletti e piadina. Esiste una mappa, grande come tutta la città, con più di ottanta opere diverse, moderne e sempre visibili.
È l’arte di strada, quella dei murales, quella che colora gli edifici, portando la creatività e alcuni capolavori al di là dei luoghi consueti.
Per una volta cediamo all’inglese, perché non c’è altro modo per nominare questo fenomeno. È la Street Art. E a Ravenna ha trovato casa (anzi, case!).

Ericailcane (Ravenna, via Gulli) | Festival Subsidenze

Ericailcane (Ravenna, via Gulli) | Festival Subsidenze

Grazie soprattutto all’associazione culturale Indastria (artefici del Festival Subsidenze), che in questi anni ha collaborato con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna, la città è diventata una piccola capitale romagnola della street art e un punto di riferimento a livello nazionale.

Dalla Darsena a Porta Adriana, dalla zona Stadio alla Rocca Brancaleone, Ravenna si è trasformata in un museo a cielo aperto che ospita opere di artisti italiani e internazionali. Lavori tendenzialmente grandi (o molto grandi!) che portano un messaggio artistico e culturale, a volte onirico, a volte drammatico, a volte romantico, a volte irriverente. Tra queste ne abbiamo scelte alcune, che ci hanno colpito.


Il murales di Millo in Piazzale Sighinolfi

Il murales di Millo (Ravenna, Piazzale Sighinolfi)

La palestra dell’Istituto Tecnico, in via Sighinolfi, è una parallelepipedo grigio e anonimo, quasi industriale. MILLO, artista di origini Brindisine, lo ha interamente ridecorato con un’opera gigante. Due giovani innamorati si elevano sulla città, con lo sguardo fisso sul cellulare. Solo “taggando” i loro luoghi del cuore possono rivelare i propri sentimenti. Sono connessi ma non si incontrano. Forse li salverà la passione.

L'opera di QBIC (Ravenna, via Fiume) | Festival Subsidenze

L’opera di QBIC (Ravenna, via Fiume) | Festival Subsidenze

QBIC invece è un artista kazako, illustratore e designer, che in via Fiume ha realizzato un’immagine onirica, surreale, con grandi uccelli bendati che volano al tramonto, guidati da personaggi incappucciati. Forse un omaggio a chi parte, senza una meta, alla ricerca di una vita più degna.

Dante Alighieri (Opera di Kobra)

Dante Alighieri di Kobra (Ravenna, via Pasolini) | Foto @ Marco Miccoli

Nel centro storico, in via Pasolini, c’è invece un Dante dal profilo solenne, ma dal volto a colori, come fosse una tavolozza geometrica. KOBRA, street artist brasiliano, ha creato il proprio omaggio al Sommo Poeta, tradizionale e vivacissimo allo stesso tempo.

Due innamorati che si baciano prima di essere inghiottiti dalla vegetazione è l’emozionante opera concettuale, robotica, scomposta, che l’artista italiano PIXEL PANCHO, ha realizzato in via Trieste, in verticale. Il colore della pelle dei protagonisti è il medesimo del palazzo che funge loro da dolce riparo. Forse hanno trovato casa, mentre si fondono con la terra…

Jim Avignon (Ravenna, Via Gulli) | Festival Subsidenze

Jim Avignon (Ravenna, Via Gulli) | Festival Subsidenze

Poco lontano, in via Tommaso Gulli, JIM AVIGNON, artista originario di Monaco di Baviera e uno dei primi ad aver realizzato un’opera sul Muro di Berlino dopo la sua caduta, ha creato un’opera che parla di integrazione, realizzata non a caso in uno dei quartieri più multi etnici della città.

L'opera in zona Darsena di Ericailcane | Foto ©BlindEyeFactory

L’opera in zona Darsena di Ericailcane (Ravenna, via Salona)  | Foto ©BlindEyeFactory

In Darsena invece campeggia il “mostruoso” murales di ERICAILCANE, artista di fama mondiale, collocato sui muri dell’ex mangimificio Marini. Un grande serpente marino spaventa i poveri topolini a bordo di una barca assai stipata. Chiedono la resa, sventolando una bandiera bianca, per poter passare oltre e magari raggiungere un luogo sicuro, al riparo dalle minacce della modernità.
Poco più in là, nei pressi del Pala de André, due nuove opere realizzate una da Ericailcane e l’altra dalla compagna BASTARDILLA ci fanno riflettere sulla fatica dura ma necessaria per combattere contro il fascismo.

Ma, più o meno nascoste per le vie del centro (e dei lidi), vi sono anche opere molto più piccole. Sono gioielli incastonati, da scovare col tempo, magari una “scusa” per aggirarsi in parti della città al di fuori delle solite rotte turistiche.

Dell’artista francese Invader e delle sue opere ne abbiamo già parlato qui, dunque la nostra suggestione per la minuteria artistica questa volta riguarda BLUB, artista fiorentino, celebre a livello internazionale per le sue opere della serie “L’arte sa nuotare”, per la quale ha realizzato ritratti di personaggi famosi (cantanti, stilisti, attori, compositori, personaggi storici e molti altri), rigorosamente sott’acqua e con maschera da sub. Le sue opere, alcune delle quali sono state rubate – segno, quantomeno, di apprezzamento – vengono realizzate solitamente sugli sportelli che racchiudono le terminazioni elettriche urbane. A Ravenna sono oramai una trentina, e formano una nuova mappa nella mappa della nostra street art.

Una delle opere di Blub a Ravenna

Una delle opere di Blub a Ravenna

Queste opere, e moltissime altre, sono sempre a portata di mano. Visitabili liberamente, creandosi un proprio itinerario per gusto e ispirazione, oppure prendendo parte ad una delle “biciclettate” guidate da esperti che nella bella stagione portano i curiosi a spasso per la città, per guardarla con occhi nuovi e da angolazioni diverse. C’è un nuovo “strato” artistico a Ravenna, una nuova dimensione dell’arte. Un mosaico di opere continuo e mai finito, che si rinnova da secoli.

É stato facile innamorarsi di Ravenna

É stato facile innamorarsi di Ravenna

Mi piace viaggiare, conoscere posti nuovi, imbattermi in angoli che non mi aspettavo di scoprire, scovare qualcosa che mi dia l’impressione di aver colto l’essenza di una città. Innamorarsi di Ravenna, per me, è stato molto facile. Qualche anno fa, quando qui ci capitavo molto di rado, confondevo ancora nella memoria la stazione di Ravenna con quella di Ferrara, e prima di orientarmi ci voleva un po’. Ecco, che bel verbo da utilizzare per parlare di Ravenna: orientarsi. Quale verbo più calzante per descrivere lo spaesamento del viaggiatore che cerca la sua strada in questa antica capitale bizantina?

La prima volta che, ormai grandicella, sono tornata in città, non avevo nemmeno pensato di andare a far visita alla Tomba di Dante. Avevo studiato il poeta a menadito, conoscevo più di qualche terzina a memoria, ma non mi era entrato in testa che le sue ossa fossero custodite qui, a Ravenna. Per porre rimedio a quell’errore capitale, le volte successive non ho mai saltato la tappa, divenuta obbligatoria, davanti al suo monumento. Da quei giorni sono passati molti anni, e da allora ho scoperto che la memoria del poeta è viva in molti luoghi della città, e che tanti sono i modi di rendergli omaggio. Uno fra tutti, scoprire e ammirare i mosaici del sito Unesco che l’hanno ispirato nella scrittura della Commedia è stato molto soddisfacente.

Un alieno di Invader in Via di Roma, affianco il Sant'Apollinare Nuovo | © Marco Miccoli

Invader in Via di Roma, affianco la basilica di Sant’Apollinare Nuovo | © Marco Miccoli

Ricordo benissimo la prima volta che ho pensato “io, qui, ci vivrei”. Era qui in occasione della laurea triennale del mio migliore amico, Paolo. Giravamo per le viuzze del centro baldanzosi, col sorriso sulla faccia, e leggevo i nomi delle strade nelle targhe decorate a mosaico. Vedevo mosaico, e colore, ovunque: “che bel modo di decorare le targhe”, pensavo. Un ravennate, magari, non ci fa neanche caso. Ma io venivo da fuori, e ammiravo stupita le decorazioni, tutte diverse. Ovviamente ora so che il mosaico contemporaneo, a Ravenna, è molto più di questo.

Alcune altre cose che, banalmente, ti conquistano di Ravenna (e ti fanno ripetere che “io, qui, ci vivrei”) sono i suoi dintorni. Questa piccola città d’arte si trova infatti in una posizione davvero strategica: a pochissimi chilometri, le sue località di mare sono il porto sicuro dove poter riparare in qualsiasi giornata, che sia per una giornata di sole estivo o per una passeggiata nei mesi più freddi. La campagna romagnola, dall’altra parte, regala paesaggi da cartolina. Cioè, avete presente Brisighella? Poi ci sono le oasi e le valli, le pinete secolari, le saline di Cervia.

Pineta di Classe

Pineta di Classe | Foto @ Delio Mancini, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

La cosa che però forse più ho amato scoprire di Ravenna sono i piccoli dettagli di cui ti accorgi solo vivendola un po’, tipo i mosaici di Invader, disseminati nei più disparati angoli della città, o il giardino di Cripta Rasponi. Mi sono emozionata scoprendo la storia di Droctulfo e del suo muro, quella di Guidarello Guidarelli e della sua leggenda, i viaggi di Klimt e il soggiorno di Byron. A Ravenna puoi ammirare il rosso sgargiante dei pesci nella vasca interrata di una chiesa, scoprire dei lupi tra le mura di un museo, cercare i pavoni nascosti nelle decorazioni dei più importanti monumenti paleocristiani.

La maggior parte dei turisti viene a Ravenna per vedere i monumenti del sito Unesco, la Tomba di Dante, piazza del Popolo, ma qui c’è molto di più. Sembra banale, ma la bellezza spesso è così: lascia senza tante parole, rincretinisce un po’, lascia solo tanta voglia di viversela. Ravenna è una città viva, in fermento, basta visitarla in estate per capirlo. Siete mai stati al Beaches Brew o ad un evento del Ravenna Festival, in questo periodo?

Ecco cosa vuol dire innamorarsi di Ravenna. Ora avete capito perché per me è stato così facile: ecco myRavenna, secondo me.

La mappa interattiva per scoprire le storie di #myRavenna

La mappa interattiva per scoprire le storie di #myRavenna

Che cosa hanno in comune le storie che raccontiamo su #myRavenna? L’ambizione di raccontare, volta per volta, un piccolo pezzo di storia della città che possa essere scoperta da chi la vive e chi la visita per le strade, i monumenti, le mura.
Questa mappa interattiva vi permette di scoprire i luoghi del centro storico oggetto degli aneddoti, delle curiosità e delle leggende che abbiamo approfondito nel blog. C’è una tappa adatta a tutti: si va dalla Tomba di Dante al labirinto di San Vitale, dagli alieni di Invader alle location dei film di Antonioni… Questo itinerario del centro di Ravenna non vuole essere solo un piccolo tour delle bellezze della città, ma anche una caccia al tesoro: lo spirito giusto è non smettere mai di cercare nuova ispirazione in quello che ci circonda!

#myRavenna. Be Inspired: un video contest per raccontare la città

#myRavenna. Be Inspired: un video contest per raccontare la città

C’è un modo di misurare la bellezza di una città? Non sempre basta enumerare la quantità di monumenti, o ripercorrere i secoli della sua storia e delle sue proprie tradizioni, o sapere il numero di visitatori che accoglie ogni anno. La bellezza non ha criteri certi e standardizzati di valutazione, non si possono avere risposte univoche. Forse, però, c’è il modo di cogliere quale sia l’energia vitale di una città, e sta nella forza ispiratrice che suscita in chi la vive e in chi la visita.

Il video contest #myRavenna. Be inspired sarà inaugurato in occasione della Notte d’Oro e vuole celebrare proprio la capacità di ispirare e suggestionare che la città di Ravenna ha dimostrato di avere nel corso dei secoli e ancora oggi. In cosa consiste? Tutti sono invitati ad inviare entro il 30 novembre un breve video di circa 30 secondi (massimo massimo 90) che abbia per oggetto la mostra al Mar ?War is Over – Arte e conflitti tra mito e contemporaneità e la statua di Guidarello Guidarelli oppure la città di Ravenna in se stessa, quali fonti di ispirazione in chi vi fa visita. Le opere verranno pubblicate sulla pagina YouTube di Ravenna Tourism e quelle che la giuria incaricata stabilirà essere le migliori tre di ciascuna categoria saranno premiate il 14 dicembre 2018.

SCARICA IL REGOLAMENTO (.pdf)

Per chi è interessato a partecipare, forse sarà utile prendere esempio da chi già ha prodotto opere e pensieri in onore della nostra città, ripercorrendo brevemente alcuni esempi di passi della tradizione poetica antica e recente. Molti di voi sicuramente avranno già avuto modo di conoscere i luoghi che hanno influenzato l’opera dantesca, come la pineta di Classe, ma conoscete altri poeti e scrittori che hanno scritto ispirandosi a Ravenna?

Per iniziare, si potrebbe fare l’esempio della statua del Guidarello che, protagonista di una delle sezioni del contest #myRavenna, lo è stato anche di una poesia di Gabriele D’Annunzio: l’eccentrico abruzzese si appella a Ravenna, città la cui sera è «gravida di potenze» e «tragica d’ombre» mentre, altrove, è una «glauca notte rutilante d’oro».

La lastra tombale di Guidarello Guidarelli | © Wikimedia

La lastra tombale di Guidarello Guidarelli | © Wikimedia

Oggi come un tempo, la città è conosciuta anche per i suoi monumenti funebri, e già Boccaccio scriveva che Ravenna «è quasi un generale sepolcro di santissimi corpi, né niuna parte in essa si calca dove su per reverendissime ceneri non si vada». La presenza di sepolture notevoli come quella di Dante, del Mausoleo di Teodorico e di quello di Galla Placidia, hanno una certa potenza fascinatrice perché ci testimoniano momenti importanti della storia italiana.

Anche Oscar Wilde, che dedicò alla città visitata nel 1877 la lunga poesia Ravenna, dedicò ai sepolcri ravennati più di un verso, con attenzione particolare al tumulo dantesco, «porto di pace», al quale si recò con estrema reverenza: «le tue ceneri Ravenna guarda: puoi dormire in pace».

[…] È nelle tombe

Solitarie ove riposano i Grandi del Tempo

Un incantesimo possente, che suscita nel cuore

Dei mortali sogni di gesta magnanime e forti.

La meraviglia di Wilde non si fermò al sepolcro dantesco: nel testo, lo sguardo curioso dell’irlandese indaga le tracce indelebili dell’antica storia della città, delle sue «glorie passate», e anche i segni recenti del passaggio dello stimato Lord Byron.

George Byron soggiornò infatti qualche anno tra le nostre mura, e amò molto la città: innamorato di Teresa Gamba, che aveva conosciuto a Venezia, venne la prima volta a Ravenna nel 1819, soggiornando all’albergo Imperiale (oggi Biblioteca Oriani!). Negli anni che trascorse qui scrisse molto e si dedicò ad escursioni a cavallo nella Pineta di Classe e in quella di San Vitale, che gli ispirarono più di un pensiero poetico:

… Dolce ora del crepuscolo!…nella solitudine della Pineta…

sulle rive silenziose cui circoscrive l’immemorabile foresta di

Ravenna che copre quel suolo dove un tempo ruggirono le

onde dell’Adriatico, fino ai luoghi in cui sorgeva l’ultima

fortezza dei Cesari; foresta sempre verde che rendono sacre per

me le pagine di Boccaccio e i canti di Dryden, oh! quanto io

ho amato l’ora del crepuscolo e te!

Anche il poeta romagnolo Giovanni Pascoli, che ha sempre avuto un occhio di riguardo al mondo vegetale e rurale, non ha perso l’occasione di cantare nella poesia Romagna la suggestione dell’«antica selva […] sul mar che trema / per grida atroci e melodie sante»: la “cinta” arborea di Ravenna si integra alla memoria storica della città, perché è lì che il poeta immagina “agitarsi” al chiaro di luna il poema dantesco.

Oltre alla memoria storica e al suo paesaggio, molti poeti e scrittori sono stati ispirati anche dai mosaici di Ravenna, che rendono la città famosa in tutto il mondo e che per Pasolini erano un incredibile «tappeto orientale». Per Marguerite Yourcenar nelle tessere variopinte risiede uno dei segreti della bellezza della città:

Uno dei segreti di Ravenna sta in questo confinare dell’immobilità con la velocità suprema: essa conduce alla vertigine. Il secondo segreto di Ravenna è quello dell’ascesa al profondo, l’enigma del Nadir. Letteralmente, i personaggi dei mosaici sono minati: hanno scavato in se stessi enormi caverne nelle quali raccolgono Dio.

Di esempi ne sono stati fatti tanti, e molti altri potrebbero essere riportati, ma bastino questi: non serve aggiungere altro per chiarire quale sia stata la forza ispiratrice che ha mosso la composizione di queste parole. Il video contest #myRavenna. Be inspired, infatti, nasce per questo: non vogliamo accontentarci del racconto e delle testimonianze del passato, perché Ravenna continua ad ispirarci ogni giorno… E noi oggi la vogliamo vedere anche con i vostri occhi!

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Regolamento completo anche su: www.turismo.ra.it | www.mar.ra.it | www.laboratoriaperti.it | www.comune.ra.it