Ravenna Park Race: correndo nel cuore del Parco del Delta del Po

Ravenna Park Race: correndo nel cuore del Parco del Delta del Po

Domenica 15 Settembre va in scena la 1° edizione di RAVENNA PARK RACE, la nuova proposta tra sport, turismo e natura lanciata da Ravenna Runners Club, l’associazione impegnata già nell’organizzazione della Maratona di Ravenna Città d’Arte in programma il prossimo 10 Novembre.
Un appuntamento sportivo, quello della Ravenna Park Race, che trascende dai canoni classici che caratterizzano questo tipo di manifestazioni e i motivi che lo rendono unico sono molteplici.

Una location unica e di rara bellezza

Poter percorrere gli stradelli che attraversano un ecosistema come quello del Parco del Delta del Po non è cosa da tutti i giorni! La magia ti avvolge procedendo sui sentieri della Pineta San Vitale fra pini, pioppi e il ricco sottobosco, per non parlare poi della bellezza delle grandi lagune salmastre collegate al mare sulle quali si affacciano i caratteristici casolari da pesca.
Lo stupore poi ti coglie nella Pialassa della Baiona con i dossi che emergono dalle acque sui quali si sviluppano piante di rara bellezza e vivono molte specie di uccelli; e poi come tralasciare il fascino delle onde del mare che si infrangono sulla massicciata di Casal Borsetti?

Ravenna Park Race

Ravenna Park Race | Foto © Maratona Ravenna

Un evento per tutti: runner, famiglie, amici e conoscenti

Non è solamente un appuntamento per atleti e sportivi allenati (con un trail da 21,097 km) molti dei quali provenienti da paesi lontani come Russia, Romania e Slovenia. La Ravenna Park Race è un evento speciale adatto a tutti coloro che sono amanti della vita all’aria aperta e che per l’occasione vogliano godere delle bellezze della natura percorrendo un’ecopasseggiata di 8 km.

Un ospite d’eccezione: Marco Olmo

A dare il via alla partenza sarà presente il celebre ultramaratoneta Marco Olmo, un’autentica leggenda per gli ultrarunner di tutto il mondo. A quasi 71 anni il palmares di quest’uomo è impressionante e contempla la partecipazione praticamente a tutte le più grandi sfide di resistenza del Pianeta: un personaggio poliedrico autore di diversi libri, e protagonista di film e documentari sportivi.

Una medaglia da favola

All’arrivo i concorrenti della Half Marathon riceveranno in dono una bellissima medaglia dal design moderno e dai colori sgargianti a richiamare il calore del sole, il blu del mare e del valli del Delta, la natura e le mille varietà di piante della zona.
E per tutti i concorrenti anche una t-shirt tecnica realizzata da JOMA, appositamente studiata per l’evento. Il colore? Ovviamente verde 😉

Segnate in agenda!
Domenica 15 Settembre parte la Ravenna Park Race: un piccolo viaggio nella natura, una bella esperienza da non perdere.

Percorso Ravenna Park Race 2019

Percorso Ravenna Park Race 2019

A Pelo d’Acqua – La Discesa dei Fiumi Uniti

A Pelo d’Acqua – La Discesa dei Fiumi Uniti

Trasferitami nel ravennate con mio marito da appena un anno, continuavo a navigare in rete alla ricerca di un’esperienza che mi aiutasse a connettermi col nuovo territorio. È in acqua, con l’acqua e dentro l’acqua che mi sento bene: l’acqua unisce, trasporta. Nei sogni rappresenta l’inconscio, anche quello collettivo delle genti passate, presenti e future, ed era lì che cercavo uno spunto da cui partire per conoscere la mia nuova “casa”.

Fatalità volle che quell’anno (parliamo ormai di oltre due anni fa) per sfruttare appieno la “nuova” vicinanza al mare e all’acqua, io e mio marito comprammo un bel kayak doppio. Un modello assolutamente dozzinale ed economico, col quale fare brevi gite in riviera e nuove esperienze e soprattutto per stare sull’acqua anche fuori stagione, quando ancora i lidi nord sono distese spoglie di sabbia fredda, dall’aspetto inusitatamente selvatico e meditabondo, che in parte mi ricordavano alcune spiagge frequentate da surfisti nelle canarie oceaniche…. Con meno onde, naturalmente!

L’occasione che cercavo arrivò sotto forma di un nome, che è proprio di un fiume ravennate: “Fiumi Uniti”, ovvero la discesa del fiume fino al mare. Mi attrasse proprio questo nome, che credevo fosse lo slogan della mission dell’iniziativa, ovvero unire genti e sport d’acqua minori, quali la canoa, il kayak e il SUP (stand up paddle), ma che era invece (anche) il nome che il corso d’acqua assume all’unione dei fiumi Ronco e Montone dalla chiusa di S. Marco, interessante opera idraulica di interesse storico, fino al suo fluire nell’Adriatico, a Lido di Dante.

La discesa dei fiumi uniti Trail Romagna from medialabstore.it on Vimeo.

L’iniziativa, organizzata da Trail Romagna, si svolge solitamente a metà maggio [anche se l’edizione 2019 è stata rimandata al 9 giugno causa maltempo – ndr], ed è abbinata ad un altro modo unico per avvicinarsi a questo particolare ed affascinante territorio pluvio-Adriatico, ovvero “Capanni Aperti”. Si tratta un’iniziativa dove si può fare una sorta di trekking cultural-gastronomico ospitati da genuini capannisti che con grande ospitalità aprono le porte (e i fornelli) per i fortunati ospiti, che passeranno un pranzo unico in compagnia di nuovi amici. La discesa dei Fiumi Uniti in realtà coinvolge il fiume, i suoi argini e il lido di Dante tutto: si può camminare o pedalare sull’argine, ma soprattutto su può pagaiare coi propri mezzi natanti (o affittare canoe dai gestori dell’iniziativa) per percorsi di 14Km o di soli 4 km, imbragandosi in momenti diversi della discesa del fiume.

Devo dire che per un attimo mi era sembrato che la città e le strade fossero lontanissime, e, scherzando con mio marito, dicevamo “Ecco, ora inizia la discesa del Mekong!”. L’iniziativa vede sempre la partecipazione di diversa gente, persone che spolverano il mezzo acquatico per l’occasione dopo magari anni di inutilizzo in garage, padri con figli piccoli, professori delle superiori con scolaresca di vivaci adolescenti al seguito, donne di mezz’età sole che si cimentano in quest’avventura, kayakisti più esperti che sfrecciano in capofila e poi tanti surfisti da SUP che si spingono sull’acqua in equilibrio sulla loro tavola… insomma, si è a Ravenna, il centro è proprio lì, oltre l’argine erboso, a qualche kilometro in linea d’aria, ma si potrebbe essere in qualunque luogo.

La discesa dei Fiumi Uniti | © Trail Romagna

La discesa dei Fiumi Uniti | © Trail Romagna

La discesa, per chi si cimenta nel più lungo percorso di 14 km, presenterà tante sorprese, che mi rendono ogni volta la giornata memorabile (sono già discesa per due anni di seguito): l’inizio del percorso è selvaggio e frascoso, poi il fiume si allarga e tra la “giungla pluviale” emergono scheletri di vecchie imbarcazioni di legno e capanni coi classici “padelloni”. Spesso la gente saluta e offre cibo a chi sta scendendo il fiume, ricordo per esempio di aver mangiato una bruschetta accompagnata da un bicchiere di frizzante bianco e freschissimo, allungatami direttamente dai capannisti mentre ero in canoa, che mi parvero il cibo migliore del mondo… bhé, dopo ormai tre ore di pagaiata… il tutto accompagnato da un ottuagenario che, vestito di tutto punto, suonava allegramente la sua fisarmonica in riva la fiume rendendo l’esperienza nel suo complesso davvero sorprendente.

Il fiume poi si snoda sotto diversi ponti e viadotti, permettendo di vedere la città da una prospettiva diversa ed avventurosa. L’acqua di solito è calma e il percorso non presenta particolari difficoltà, sicché, dopo avere rotto un po’ il fiato col kayak, ci si inizia a godere il paesaggio che non ti aspetteresti. Il mio scorcio preferito è quando, ormai a pochi metri dalla fine del percorso, si inizia ad intravedere il mare, che in quel tratto è spesso agitato, con alti cavalloni ma, in quella stagione, incredibilmente celeste, in contrasto col verde intenso del fiume. In quel punto, quando ormai l’odore del sale e l’acqua più mossa annunciano l’arrivo al mare, ovvero la fine del percorso, sulla sponda destra si scorge un vecchio porticciolo, con palizzate di legno e barche da pesca di piccole dimensioni ormeggiate un po’ alla rinfusa tra i pontili barcollanti. Assieme ai gabbiani e al vecchio capanno che pare un assembramento casuale di assi appoggiato sull’acqua, quella porzione di argine mi sorprende sempre, mi fa pensare a un vecchio villaggio fantasma di un approdo remoto di un qualche paese orientale inghiottito dalla foresta.

La discesa dei Fiumi Uniti ha la sua festosa conclusione nel parco pubblico di Lido di Dante dove lasagna, saranghina grigliata e birra chiudono in gusto e compagnia quella è stata l’attraversata di Ravenna più inattesa a cui ho partecipato.


A questo link trovate l’evento sul sito di Trail Romagna: l’edizione 2019, che si terrà il 9 giugno, sarà preceduta dalla discesa in bicicletta dell’8 giugno. Trovate tutte le informazioni sul sito!

Godersi la primavera in riva al mare: le spiagge di Ravenna

Godersi la primavera in riva al mare: le spiagge di Ravenna

Questo periodo dell’anno è sicuramente quello che preferisco: comincia a far luce fino a sera, le temperature si alzano, la natura si risveglia e mi viene sempre una gran voglia di passare più tempo all’aria aperta. Quest’anno poi, con le feste di Pasqua, Pasquetta, il 25 aprile e il 1° maggio tutte in fila le occasioni per godersi qualche giornata di relax sono davvero numerose. A Ravenna gli eventi organizzati in questi giorni sono molti (uno fra tutti: la Notte d’Oro Primavera del 27/04), ma se volete prendervi un po’ di tempo per staccare la spina, non c’è niente di meglio che fare una gita al mare.

Le spiagge di Ravenna, non molto distanti dal centro cittadino, costellano quasi 40 chilometri di costa. I nove lidi di Ravenna sono tra loro molto diversi, e adatti alle esigenze di ciascuno. Le località più a nord, ossia Casal Borsetti, che un tempo un caratteristico borgo di pescatori, e Marina Romea si trovano al centro del Parco del Delta del Po, poco distanti dalle oasi di Valle Mandriole e da Punte Alberete. Queste due, insieme all’affascinante Lido di Dante, sono forse tra le spiagge di Ravenna quelle più adatte per una giornata o una vacanza rilassante. Se avete poco tempo, per ricaricare le batterie basta anche solo fare una passeggiata al crepuscolo.

Lido di Dante | Foto © Delio Mancini, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

Lido di Dante | Foto © Delio Mancini, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

Porto Corsini, con il suo bel porto turistico di MarinaRa, è separato da Marina di Ravenna solo dal canale Candiano che, come scrive Vania Rivalta, “più che una barriera fisica sembra essere un confine tra due modi di essere”. Se Porto Corsini è un lembo di terra strappato al mare, la spiaggia di Marina di Ravenna è ampia e attrezzata con numerosi stabilimenti, così come a Punta Marina Terme (dove, appunto, c’è anche un bel centro termale) e a Lido Adriano.

Queste località centrali sono perfette per chi, oltre a godersi la brezza primaverile in riva al mare, è in cerca di divertimento. Il 25, 26 e 27 aprile è previsto il Marina Summer Festival: tre giorni di musica e festa per celebrare l’inizio della bella stagione e l’apertura degli stabilimenti balneari, dalle 18 in poi.

Marina di Ravenna | Foto © Simone Masini, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

Marina di Ravenna | Foto © Simone Masini, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

Il primo dei cosiddetti lidi sud è il già menzionato Lido di Dante. Questa spiaggia prende il nome dal grande poeta, che amava trascorrere del tempo nella Pineta circostante. Se volete visitarla, vi consigliamo un piccola deviazione per andare a vedere la Torraccia, un’antica torre di avvistamento in laterizio.

La costa prosegue con Lido di Classe, località molto amata per la prossimità all’omonima pineta e ideale per chi in spiaggia vuole praticare sport. Non c’è di che annoiarsi: le strutture offrono campi da tennis, moto d’acqua, vengono organizzate lezioni di vela, kite surf, escursioni a cavallo e molto altro ancora. Lido di Savio, nono dei lidi ravennati, come il precedente offre molte attività a chi la visita, e ha in sé molte anime. Se volete venire in visita a Ravenna e state cercando alloggio, potrebbe fare al caso vostro: Lido di Savio offre infatti il maggior numero di hotel della costa ravennate.

Lido di Classe | Foto © Comitato Cittadino di Lido di Classe (via Lido di Classe)

Lido di Classe | Foto © Comitato Cittadino di Lido di Classe (via Lido di Classe)

La bella stagione è arrivata, e il mare vi aspetta: avete deciso quale delle spiagge di Ravenna fa al caso vostro? 😉

Visite guidate ed escursioni per scoprire Ravenna in primavera

Visite guidate ed escursioni per scoprire Ravenna in primavera

Ci sono molti modi per godersi la primavera. Le giornate si allungano, le temperature si alzano, viene voglia di passare più tempo all’aria aperta, di passeggiare per le vie del centro e di scoprire cose nuove. Se avete aperto questo post, siete probabilmente alla ricerca di buoni consigli per visitare Ravenna. Beh, siete nel posto giusto! Qui troverete qualche suggerimento per scegliere tra le tante visite guidate di Ravenna quella che fa per voi. Ce n’è davvero per tutti i gusti, che abbiate voglia di immergevi nella natura o che vogliate approfondire il passato glorioso della città.

Alla scoperta del patrimonio storico-artistico di Ravenna e del suo sito Unesco

Tanto ricco è il patrimonio storico, artistico e archeologico di Ravenna, tante sono le visite ad esso dedicate: sul sito turismo.ra.it troverete numerose offerte che propongono percorsi dedicati alle Tessere di Mosaico e ai principali monumenti del Sito Unesco (come Ravenna Welcome, La Tomba del Re, Visione di Paradiso…). Tra tutte le visite guidate di Ravenna, mi sento di consigliarvi quelle al Parco Archeologico di Classe, a pochi chilometri dalla città, per scoprire i segreti dell’Antico Porto e il nuovo Classis – Museo della Città e del Territorio.


Passeggiate ed escursioni per immergersi nella natura di Ravenna

Ravenna è molto famosa per il suo patrimonio storico e artistico, ma non è solo questo: i territori che la circondano sono ricchi di bellezza, che si tratti delle Pinete o delle valli dove poter fare birdwatching. Questa primavera molte sono le visite guidate e le escursioni organizzate che vi porteranno alla scoperta della natura di Ravenna. Il Museo NatuRa e il Centro Visite Cubo Magico Bevanella, da sempre in prima linea, offrono moltissime possibilità, a partire dal tour delle Valli meridionali di Comacchio alla scoperta dei fenicotteri (sia in bici che in pulmino), fino alle passeggiate alla ricerca delle orchidee selvatiche e dei punti più suggestivi del Parco del Delta del Po. Qui trovate tutti gli apputamenti!

Se volete scegliere sentieri poco battuti, vi consigliamo anche la Passeggiata delle Erbe, un’escursione adatta a tutti per imparare a riconoscere le erbe aromatiche che crescono in natura e scoprire come si possono utilizzare in cucina.

Fenicotteri | © Flavio Bianchedi

Fenicotteri | © Flavio Bianchedi


Scoprire la tecnica del Mosaico

Quasi tutte le visite guidate di Ravenna hanno a che fare con le brillanti tessere dei mosaici che hanno reso questo luogo la capitale italiana di questa antica arte, ma solo con il tour guidato in una vera bottega potete osservare come questa tecnica sia più viva che mai in città. Ravenna Incoming e Koko Mosaico organizzano ogni sabato mattina (fino al 30/06/19) una visita in italiano e una in inglese: un’esperienza davvero unica che di certo vi sorprenderà.

Un mosaicista all'opera | © Ravenna Incoming

Un mosaicista all’opera | © Ravenna Incoming


Non la solita visita: conoscere la vera cucina ravennate

Walk and Taste è la visita organizzata per scoprire la città insieme alle sue tradizioni a tavola. Cosa c’è di meglio che passeggiare assaggiando la piadina, i cappelletti di Ravenna, la ciambella, sorseggiando i vini tipici del territorio? Questa è la visita guidata che dovete scegliere se pensate che non si possa davvero conoscere un territorio finché non si sono assaporati i prodotti locali. Per maggiori informazioni, potete dare un’occhiata a questa pagina di Ravenna Incoming.

Se assaggiare non vi basta, ma avete proprio voglia di mettere le pani in pasta… Beh, c’è la Romagna Cooking Experience con le azdore!

Romagna Cooking Experience | © Ravenna Incoming

Romagna Cooking Experience | © Ravenna Incoming


Ravenna, città dantesca

Se siete appassionati di letteratura, non potete perdervi le visite guidate dedicate al legame profondo che nacque tra Dante e Ravenna negli anni che trascorse in città. Scopri Ravenna prende le mosse proprio dalla Zona del Silenzio per mostrare la città, partendo dalla Basilica di San Francesco, frequentata dal poeta, e dalla Tomba di Dante. Raccontando Dante è invece tra le visite guidate di Ravenna quella che dovete scegliere se volete scoprire proprio tutto sulla sui suoi ultimi anni: in due date (27/04/19 o 25/05/19) una guida esperta vi porterà per le vie del centro alla scoperta dei luoghi legati alla sua storia.

Tomba di Dante (Ravenna)

Tomba di Dante (Ravenna) | Foto © Giacomo Banchelli


Qui avete trovato giusto qualche assaggio, quindi vi consigliamo di consultare la sezione Eventi del sito turismo.ra.it, sempre aggiornata con passeggiate e visite guidate di Ravenna. Tra quelle proposte alcune è possibile prenotarle in anticipo, in particolare quelle organizzate da Ravenna Incoming (date un’occhiata anche al loro sito!).

Bene, ora che siete preparatissimi… vi aspettiamo a Ravenna!

Il Paguro di Ravenna: un relitto in fondo al mare

Il Paguro di Ravenna: un relitto in fondo al mare

Quello che oggi può essere considerato il più un importante sito di biologia marina di Ravenna si è costituito in circostanze del tutto imprevedibili. Conoscete la storia del relitto del Paguro?

La piattaforma Paguro venne fatta costruire dall’AGIP tra il 1962 e il 1963 a Porto Corsini. Nacque come piattaforma mobile per la perforazione di pozzi per l’estrazione di gas metano nel mare Adriatico. Nel 1965 fu posizionata sul nuovo sito di PC7 (Porto Corsini 7), ad una dozzina di miglia dalla foce dei Fiumi Uniti. Il 28 settembre 1965 si consumò la tragedia: quando la trivella raggiunse i 2900 metri di profondità, un’improvvisa eruzione di gas causò il cedimento delle pareti del pozzo. A scatenare questo disastro fu l’intaccamento di un giacimento sottostante quello che era interessato dalla perforazione di cui non si conosceva l’esistenza. La piattaforma cedette, avvolta dalle fiamme alimentate dalla fuoriuscita del gas, e il giorno seguente si inabissò in mare. L’incidente costò la vita a tre persone.

Esplosione della piattaforma Paguro (1965, Ravenna) | Wikimedia

Il crollo della piattaforma Paguro (1965, Ravenna) | Wikimedia

 

Il relitto del Paguro, nonostante le tragiche circostanze a cui è legato, negli anni è divenuto una meta di grande interesse per gli appassionati di immersioni e di biologia marina grazie alla grande varietà di flora e fauna che accoglie. Nel 1991 ai resti del relitto sono stati aggiunti nuovi materiali ferrosi provenienti dallo smantellamento di altre piattaforme affinché si integrassero con quelli dell’area. Dal 1995 è attiva l’Associazione Paguro, creata per salvaguardare il sito e regolamentare le immersioni. In anni più recenti, questo reef artificiale è divenuto anche il primo e unico sito marino ad essere nominato Sito d’Interesse Comunitario nella Regione Emilia Romagna.

Oggi la struttura del relitto del Paguro è già dalla zona più alta interamente ricoperto di specie come mitili, ostriche e altri organismi sessili quali i tunicati, i celentenari e i policheti, ad esempio. Sul fondale fangoso c’è una grande presenza di pinna pectinata. La particolarità del sito del relitto del Paguro è quella di ospitare pesci tipici dei fondali rocciosi, altrimenti difficilmente repelibili nella nostra costa. Sono presenti corvine, occhiate, mormore, gronghi, spigole e scorfani neri. Molti anche gli invertebrati mobili, a partire dagli ofiuridi, echinodermi, olotulidi, asteroidi. Diverse sono le varietà di granchi, che talvolta sono difficili da scorgere perché, se fermi, sanno mimetizzarsi benissimo. Presenti anche l’astice, il riccio e la cicala di mare.

Il relitto del Paguro è oggi tra i reef naturali ed artificiali dell’Adriatico al centro del progetto europeo di AdriReef, che ha come scopo quello di incentivarne la valorizzazione con la cosiddetta “economia blu” e di incoraggiare la ricerca scientifica di questi siti.