La Zuppa Inglese e Lord Byron

La Zuppa Inglese e Lord Byron

Ci sono incontri predestinati tra alcuni oggetti e il nome che indosseranno. Incontri con un luogo, un personaggio o un’intera cultura. Le montagne russe, le fiamminghe, i cavolini di Bruxelles, la pizza Margherita, il parmigiano. E anche Ravenna ha il suo meeting di nomi (e l’inglese non è a caso). Perché non c’è nessun dolce che possa accontentare il palato se non è raccontato.

Nel giugno del 1819, Lord George Gordon Byron, sesto barone Byron di Rochdale, poeta e politico inglese, giunse a Ravenna, il giorno di Pentecoste, al seguito della contessa Teresa Gamba Guiccioli, conosciuta poco prima nei salotti di Venezia.

Lord Byron in visita a Venezia

Lord Byron in visita a Venezia

Byron rimase a Ravenna per oltre due anni, legato sentimentalmente a Teresa, e qui trovò ispirazione per alcune sue importanti opere, come il “Don Juan”. Proprio in questo periodo, frequentando i palazzi dei Guiccioli e dei Gamba, pare che Byron fosse diventato ghiotto di una locale “zuppa” di crema e cioccolato, già molto nota.

Si narra che sia stato proprio il cuoco di una di queste dimore a perfezionare la ricetta, traendo spunto da un dolce inglese, il trifle, che comprendeva oltre alla crema anche il pan di Spagna, il tutto innaffiato in qualche bevanda alcolica. Il nuovo dolce venne dunque chiamato “inglese” in onore al Lord giunto da quell’Inghilterra che avrebbe tardato ancora qualche tempo per scoprire che una pietanza concepita così lontano avrebbe portato per sempre il suo nome.

Un esempio di "trifle" britannico

Un esempio di “trifle” britannico

Nacque dunque – forse – così la “Zuppa Inglese”, o la “Sopainglesa” in dialetto, che da allora viene preparata con molte varianti, con savoiardi o amaretti, alkermes o rosolio. Qui riportiamo parte della ricetta di Pellegrino Artusi, che lascia una certa acquolina in bocca:

Prendete una forma scannellata, ungetela bene con burro freddo e cominciate a riempirla nel seguente modo: una buona conserva di frutta, poi uno strato di crema ed uno di savoiardi intinti in un rosolio bianco.

Versate dell’altra crema e sovrapponete alla medesima degli altri savoiardi intinti nel rosolio e ripetete l’operazione fino a riempirne lo stampo…

Non importa quanto abbiate mangiato. C’è sempre spazio per il dolce!

La Zuppa Inglese con i savoiardi

La Zuppa Inglese con i savoiardi